Barcellona: perché il rinnovo di Messi è stato annunciato così tardi?

Lo scorso 25 novembre Leo Messi ha rinnovato il proprio contratto col Barcellona: perché i blaugrana hanno fomalizzato soltanto adesso l'accordo raggiunto a luglio?

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Leo Messi e il Barcellona: una storia d'amore idilliaca, che nessuno potrà mai distruggere. Questa è stata la sensazione che ha pervaso i cuori di tutti i tifosi catalani appena venuti a conoscenza dell'accordo che legherà l'argentino fino al 2021 (avrà 34 anni) ai colori blaugrana. Una seconda pelle quella maglia per la Pulce, che in un attimo ha messo a tacere mesi di rumors. Un contratto di quattro anni e una clausola rescissoria da 700 milioni di euro, queste le cifre di un accordo che porterà l'argentino a guadagnare un faraonico ingaggio da 48 milioni a stagione. Tuttavia, un quesito continua a serpeggiare tra l'opinione pubblica: perché il club iberico ha impiegato così tanto tempo ad annunciare il rinnovo?

Ripercorrendo velocemente la strada a ritroso, possiamo tranquillamente cominciare con le notizie venute fuori nel mese di luglio: già allora infatti Messi aveva raggiunto l'accordo con il Barcellona, che tuttavia non aveva ratificato ufficialmente il rinnovo del calciatore. Nessun giallo particolare dietro a questo specifico punto, essendo il folletto di Rosario impegnato ad inizio estate con i preparativi del matrimonio prima e con l'organizzazione delle proprie vacanze poi. L'accordo raggiunto a luglio prevedeva per il trentenne l'inserimento di una clausola rescissoria da 300 milioni di euro. La firma, in linea teorica, sarebbe dovuta arrivare all'approdo di Messi al ritiro della squadra negli USA. Peccato però che il caso Neymar abbia sconvolto i piani del club.

Con l'addio del brasiliano, che si è accasato al PSG per la cifra di 222 milioni - vale a dire l'importo della clausola presente nel contratto dell'ex Santos -, è apparso chiaro come i termini dell'accordo con Messi necessitassero di una ridiscussione immediata. Con il muro dei 200 sfondato dai transalpini, non era utopistico pensare ad un Manchester City di turno - o peggio, come riportato dal Mirror, ad un Real Madrid - pronto a versare per intero l'importo necessario a mettere le mani sul cartellino del trentenne. La partenza di Neymar ha portato il Barcellona ad impegnarsi su più fronti, dovendo ovviamente il club sostituire il partente con un'alternativa di rilievo.

I catalani hanno puntato tutto su Coutinho, trovandosi però di fronte alle resistenze di un Liverpool conscio delle floride possibilità economiche degli spagnoli a seguito dell'operazione Neymar-PSG. Alla fine, dopo tutta una serie di tira e molla su più fronti, è arrivato Dembele dal Borussia Dortmund. Centocinque milioni più bonus: questa la cifra spesa per assicurarsi l'ex Rennes. Un esborso senza dubbio esasperato dalla necessità di rispondere sul mercato a chi parlava di un Barça non più tanto appetibile.

Barcellona: gli atti finali del rinnovo di Messi

Come detto, ridiscutere i dettagli del rinnovo di Messi era diventata una necessità impellente per il Barcellona. Così è nato un mini-braccio di ferro durato giusto una manciata di mesi, con il club che ha dibattuto serratamente con il padre del calciatore insistendo sulla propria posizione: molte voci del contratto, infatti, erano già state messe nero su bianco.

Così i fronti si sono divisi su due posizioni: da un lato la società chiedeva un raddoppiamento sull'importo della clausola rescissoria, dall'altro Messi sr. auspicava un ulteriore aumento dell'ingaggio percepito dal figlio. Tuttavia, alla fine dei giochi, la situazione s'è risolta per il meglio. L'accordo è stato raggiunto, scongiurando la possibilità di un addio del cinque volte Pallone d'Oro, che dal primo gennaio 2018 avrebbe potuto di diritto aprire dei negoziati con club non militanti in Liga.

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