Atletica, Mutaz Barshim e Nafissatou Thiam atleti dell’anno dalla IAAF

Mutaz Barshim e Nafissatou Thiam incoronati atleti dell’anno dalla IAAF in occasione del tradizionale “IAAF World Athlete of the Year Award” Gala al Grimaldi Forum di Montecarlo.

Mutaz Barshim

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Mutaz Barshim è stato eletto "Atleta dell’Anno" al termine di una stagione indimenticabile nella quale ha vinto il primo titolo mondiale all’aperto della sua carriera a Londra con 2.35m, ha saltato due volte la misura di 2.40m a Birmingham e ad Eberstadt e ha vinto la finale della Diamond League a Zurigo aggiudicandosi il diamante per la terza volta in carriera.

Il ventiseienne atleta del Qatar è rimasto imbattuto in undici gare all’aperto e ha realizzato nove delle migliori undici misure dell’anno. È il primo saltatore in alto della storia capace di superare i 2.40m per cinque stagioni consecutive. Il noto telecronista inglese Tim Hutchins ha definito il salto di Barshim alla quota di 2.40m al meeting di Birmingham “poetry in motion” (poesia in movimento).

Il giorno prima del Gala Barshim si è concesso una mattinata di relax sulla spiaggia di Montecarlo nella quale ha giocato a beach volley insieme all’ostacolista russo Sergey Shubenkov. Nella votazione per il premio di Atleta dell’Anno Barshim ha avuto la meglio sugli altri finalisti Wayde Van Niekerk, campione mondiale sui 400 metri e argento sui 200 metri a Londra e autore di un eccellente 43”62 al meeting di Losanna, e Mo Farah, campione del mondo sui 10000 metri e argento sui 5000 metri.

Mutaz Barshim
Mutaz Barshim

Atletica, Mutaz Barshim e Nafissatou Thiam atleti dell’anno dalla IAAF

Mutaz Barshim:

Il Premio di Atleta dell’anno dimostra che se lavori duramente e hai il team giusto intorno a te, tutto è possibile. Che cosa è la forza di gravità ? Se qualcosa non è mai stato fatto prima, questo non significa che non si possa fare. Dopo aver saltato 2.43m a Bruxelles nel 2014 ho avuto molti problemi alla schiena e al ginocchio e ho dovuto cambiare la mia rincorsa. L’aspetto che mi fa più piacere è il fatto di aver ritrovato la salute. Questo mi ha permesso di riportare la rincorsa da quattro a otto passi. Non avevo più dolori e mi sentivo libero. L’obiettivo è vincere il mio secondo titolo mondiale indoor a Birmingham il prossimo 1 marzo. La stagione estiva del 2018 non prevede Olimpiadi e Mondiali e sarà l’anno giusto per cercare di avvicinare il record mondiale. Sogno di poter realizzare questo traguardo ma non è un’ossessione. L’ho già sfiorato nel 2014 ma forse non ero pronto mentalmente.

L’eptatleta Nafissatou Thiam figlia di madre belga e di padre senegalese, ha dominato la stagione delle prove multiple vincendo il titolo europeo indoor a Belgrado in marzo nel pentathlon con 4870 punti (migliore prestazione mondiale dell’anno), il grande meeting IAAF Combined Events Challenge di Gotzis in Austria nell’eptathlon con l’eccellente score di 7013 punti (diventando la terza migliore di sempre grazie a risultati formidabili come 1.98m nel salto in alto e 59.32m nel lancio del giavellotto ) e l’oro iridato all’aperto a Londra nell’eptatlon con 6784 punti. Nel 2016 la giovane fuoriclasse di Namur (cittadina belga a 60 km da Bruxelles) vinse il titolo olimpico a Rio de Janeiro e si aggiudicò il premio di Rising Star della IAAF in occasione del Gala della Federazione Internazionale dell’anno scorso.

Nafissatou Thiam
Nafissatou Thiam

Nafissatou Thiam:

Non è stato facile confermarsi dopo il titolo olimpico della passata edizione perché le aspettative del pubblico erano molto alte e avevo molta più pressione rispetto al 2016. Il mio consiglio ai talenti del futuro è seguire la propria strada , continuare a lavorare duramente e divertirsi.

Nella votazione per il Premio di Atleta dell’anno Thiam ha preceduto l’astista greca Ekaterini Stefanidi e l’etiope Almaz Ayana, campionessa olimpica a Rio de Janeiro e iridata a Londra sui 10000 metri. Ekaterini Stefanidi ha dominato l’ultima stagione del salto con l’asta femminile rimanendo imbattuta in tutte le 14 gare disputate all’aperto.

La fuoriclasse greca si è aggiudicata il titolo europeo indoor a Belgrado, l’oro iridato a Londra con 4.91m (diventando la quarta atleta di sempre) e la Diamond League per il secondo anno consecutivo. Lo scorso ottobre è stata eletta Atleta Europea dell’anno. In occasione del trionfo iridato ai Mondiali di Londra Stefanidi ha fatto risuonare le note del sirtaki (la popolare danza greca) all’interno del London Stadium dedicato a Queen Elizabeth.

Lo stadio era pieno e l’atmosfera era straordinaria. Ho iniziato a 10 anni e ho dedicato tutta la mia vita al salto con l’asta e è stato un momento speciale vincere questa medaglia. La nostra specialità è molto competitiva perché ci sono tante ragazze in grado di saltare grandi misure. Sento di aver bisogno della competizione delle altre avversarie per rendere al meglio.

Ekaterini Stefanidi
Ekaterini Stefanidi

La fuoriclasse greca ha ringraziato tante volte il marito e allenatore statunitense Mitchell Krier.

La vittoria di Londra dimostra che mio marito è un genio perché sa esattamente come prepararmi al meglio dal punto di vista fisico e mentale. Dedico i miei successi a mio marito e alla mia famiglia. Mitchell comprende perfettamente i miei problemi e il fatto di condividere la stessa passione ha facilitato il nostro rapporto tecnico.

La IAAF ha premiato con i Rising Star Awards il ventunenne norvegese Karsten Warholm (campione mondiale a Londra e oro europeo under 23 a Bydgoszcz sui 400 ostacoli) e la ventunenne venezuelana Yulimar Rojas (campionessa mondiale a Londra nel salto triplo davanti a Caterine Ibarguen un anno dopo l’argento olimpico a Rio). Entrambi gli atleti sono stati gli atleti più giovani della storia a laurearsi campioni del mondo nelle rispettive specialità. Nella votazione Warholm ha avuto la meglio sullo sprinter statunitense Chris Coleman (argento sui 100 metri ai Mondiali di Londra) e sul formidabile astista svedese Armand Duplantis (campione europeo under 20 a Grosseto e primatista mondiale under 20 con 5.90m).

Karsten Warholm
Karsten Warholm

Rojas ha preceduto Yuliya Levchenko (argento mondiale a Londra nel salto in alto a 19 anni con 2.01m) e la quattrocentista del Barhein Salwa Eid Naser (vice campionessa mondiale dei 400 metri a Londra e terza atleta della storia a livello under 20 con 49”88 in occasione della finale della Diamond League di Bruxelles). Particolarmente toccante la dedica di Yulimar Rojas, che ha rivolto un pensiero al Venezuela, paese martoriato dalla recente guerra civile.

Con la medaglia d’oro di Londra ho regalato un sorriso al mio popolo che sta vivendo un momento difficile. Rappresento il Venezuela con dignità e orgoglio.

La settantacinquenne allenatrice sudafricana Sophie Ans Botha ha vinto il Premio di Coach dell’anno per aver guidato il suo allievo Wayde Van Niekerk ai trionfi delle ultime stagioni (due ori mondiali e un oro olimpico sui 400 metri con il formidabile record del mondo di 43”03). Il campione sudafricano sta vivendo un momento difficile della sua carriera dopo il grave infortunio al tendine d’Achille subito il 31 ottobre scorso durante una partita benefica di rugby tra celebrità disputata a Capetown in Sudafrica. Dopo essere stato operato a Vail in Colorado Wayde sta proseguendo la riabilitazione a Doha. Dovrà restare fermo per sei mesi e rinunciare ai Giochi del Commonwealth del prossimo aprile a Gold Coast in Australia.

Sophie Ans Botha
Sophie Ans Botha

Sophie Ans Botha:

Essere donna e coach comporta molte sfide, soprattutto se si è madre. Bisogna inseguire il proprio sogno per aiutare gli atleti a centrare i propri traguardi. Wayde sta recuperando bene dall’infortunio ma servirà pazienza. Bisogna andare avanti lavorando giorno dopo giorno. È una strada lunga ma sono sicura che ce la faremo.

A Usain Bolt è stato conferito il President’s Award nell’anno dell’addio alle gare. Il campione giamaicano ha inviato un video messaggio dall’Australia per i presenti al Gala monegasco. In una serata di festa il Presidente della IAAF Sebastian Coe e il Principe Alberto di Monaco hanno ripercorso i momenti più significativi di una grande stagione internazionale ricca di eventi come i Mondiali di corsa campestre a Kampala, I Mondiali Under 18 di Nairobi, i Mondiali di Londra e il circuito della IAAF Diamond League. Tutti gli atleti premiati hanno illuminato la scena mondiale con i loro risultati e le loro affascinanti storie sportive e umane.

Sebastian Coe:

È stata una notte di festa nella quale abbiamo premiato i successi e le carriere dei nostri campioni, allenatori e dirigenti. Sono particolarmente onorato di poter festeggiare la giovane generazione di talenti che sono saliti sulla ribalta internazionale nel 2017.

Sebastian Coe
Sebastian Coe

La IAAF ha invitato per l’occasione tanti giovani talenti del futuro come i saltatori Maykel Masso (campione del mondo under 20 del salto in lungo e quinto ai Mondiali di Londra a soli 18 anni) e Jordan Diaz (campione del mondo under 18 a Nairobi nel salto triplo con la straordinaria misura di 17.30m), la statunitense Sydney McLaughlin (primatista mondiale under 20 sui 400 ostacoli e atleta olimpica a Rio 2016 a soli 16 anni) e l’azzurro Filippo Tortu (vice campione mondiale under 20 sui 100 metri a Bydgoszcz nel 2016 e oro europeo juniores a Grosseto 2017 sulla stessa distanza).

Il diciannovenne sprinter lombardo, accompagnato a Montecarlo dal fratello maggiore Giacomo, ha tenuto una lezione di velocità a bambini a Larvotto, una delle spiagge più rinomate del Principato di Monaco. Prima del Gala Tortu si è concesso un giro in barca a vela insieme ad altri campioni.

A dire il vero non sono proprio un grandissimo partente, ma quando mi trovo gli avversari davanti scatto e non vedo l’ora di tagliare il traguardo prima di loro.

Dopo una stagione magica che lo ha visto salire al quarto posto delle liste italiane di sempre al Golden Gala Pietro Mennea di Roma con 20”34, il talento di origini sarde allenato dal padre Salvino ha vinto di recente una borsa di studio dedicata alla memoria del grande Pietro Mennea per studiare Economia e Commercio presso la prestigiosa Università Luiss di Roma. Oltre a Tortu erano presenti a Montecarlo il Presidente della FIDAL Alfio Giomi e l’altra stella dell’atletica azzurra Gianmarco Tamberi.

Filippo Tortu
Filippo Tortu

Filippo Tortu:

La scelta non è stata semplice dato che le offerte non mancavano. Avevo ricevuto delle proposte da università statunitensi di Miami e Houston ma ho scelto di rimanere in Italia. Sono innamorato di Roma e ora sarà la mia seconda casa. La LUISS mi consente di seguire i corsi a distanza, ho a disposizione un tutor e anche un alloggio quando sono a Roma. Penso alla stagione all’aperto e agli Europei di Berlino della prossima estate (7-12 agosto). Durante l’inverno gareggerò al meeting indoor di Berlino (26 gennaio) ma non finalizzerò le gare al coperto.

Durante l’ultima settimana Tortu ha ricevuto il Premio dedicato alla memoria dello storico direttore della Gazzetta dello Sport Candido Cannavò, morto nel 2009. Il Premio istituito dalla società milanese Bracco Atletica presieduta da Franco Angelotti che ricorda la figura del grande direttore della Gazzetta dello Sport era stato assegnato in passato a Yelena Isinbayeva, Antonietta Di Martino, Sebastian Coe, Dafne Schippers e Federica Del Buono.

Sono onorato di questo premio. Ho conosciuto la famiglia Cannavò e credo di aver intuito i valori che il Direttore portava avanti. Sono gli stessi per i quali, seguendo le orme di mio padre e di mio nonno, a loro volta velocisti, ho cominciato a fare atletica. Spero che questo premio sia un trampolino di lancio verso quei risultati importanti ai quali ambisco.

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