Rooney&co.: i gol in rovesciata più belli del nuovo millennio

Storia delle rovesciate più belle dal 2000 ad oggi: l'acrobazia di Zlatan non poteva mancare.

194 condivisioni 4 commenti

di

Share

La giocata di Griezmann contro la Roma ha spostato di nuovo i riflettori su una delle giocate più belle e spettacolari che si possono vedere su un campo da calcio: il gol in rovesciata. Un gesto da antologia, da copertina dell'album di figurine Panini. Il gol per antonomasia, forse. Il colpo del campione che si coordina, stacca entrambi i piedi da terra e la butta dentro, di fronte al quale non hai alternative: o ti alzi in piedi e applaudi, oppure non ami il calcio. L'unica giustificazione è che il gol in questione sia arrivato contro la tua squadra del cuore. Ma un applauso, anche piccolo e solo accennato, sarebbe doveroso. 

I gol in rovesciata sono nati insieme al calcio. Negli anni, gli esecutori del gesto sono stati moltissimi. Ricordiamo Van Basten e Bressan, ma solo per non citarne altri. Due rovesciate diverse, belle entrambe ma in modo diverso. Perché una rovesciata può essere eseguita nelle modalità più disparate. I bambini hanno preso esempio anche da loro due. Qualcuno di quei bambini è cresciuto, è salito sul palcoscenico e ha replicato quel gesto. 

Nel nuovo millennio, una rovesciata-simbolo è sicuramente quella di Wayne Rooney. Forse non sarà stata perfetta: a guardarla con attenzione, si nota come l'attaccante inglese colpisca il pallone non di collo pieno, ma con lo stinco. Però se segni un gol del genere in un derby non puoi non entrare nella storia. Il cross di Nani, Rooney che si contorce in aria e la mette alle spalle di Hart, che resta immobile, a chiedersi come sia anche solo possibile pensare una giocata simile nella sfida delle sfide. E poi la corsa del numero 10, che esulta con le braccia larghe e si autoproclama re di Manchester.

Da Rooney a Ibra, passando per Ronaldinho: gol in rovesciata indimenticabili

Quando si parla di acrobazie, Ibrahimovic c'è. E forse il suo è il gol più spettacolare del nuovo millennio, per quanto riguarda questo stile. Tra l'altro, sembra che Hart sia un catalizzatore di rovesciate non indifferente. Quando c'è lui in porta, i pianeti si allineano in maniera tale da consentire al fenomeno della squadra avversaria di metterla dentro con gol ai limiti del possibile. Era il 2012, si giocava Svezia-Inghilterra e Ibra mise a segno una delle sue reti più celebri: il portiere inglese esce e prende il pallone di testa, Zlatan fa due conti al volo e pensa "Sì, dovrei farcela". E ce la fa. 

Poi c'è Ronaldinho. Lui va nominato: è il giocoliere del pallone per eccellenza, in carriera è riuscito a nascondere la sfera anche ai difensori più esperti. Qualcuno la sta ancora cercando. E uno del suo calibro avrebbe mai potuto evitare di segnare un gol in rovesciata? Certo che no. A Dinho piace coccolare il pallone, farlo sentire al sicuro e poi mandarlo dove vuole lui. Per questo, nel 2006, contro il Villareal lo ha stoppato di petto con una facilità disarmante. E con altrettanta facilità (e rapidità) ha azionato la catapulta facendo volare la palla sotto l'incrocio. 

Serie A, le rovesciate arrivano dal Sud America

In Serie A, qualcuno ha deciso di imitare il Pallone d'Oro brasiliano. E ha deciso di farlo nell'ultima giornata di campionato della stagione 2015/2016. Gonzalo Higuain, con un gol in rovesciata stile Gaucho, ha battuto il record di reti nella massima serie italiana arrivando a 36. Una rete splendida a coronamento di una stagione probabilmente irripetibile, per l'attaccante che oggi veste la maglia della Juventus. Un record che durava 66 anni, infranto con una giocata da cineteca. 

Ma in Serie A, il vero re delle rovesciate è un altro. Ci dispiace per Higuain, però lo scettro non spetta a lui. Si parla sempre di un sudamericano, che ha militato in Italia per diversi anni, concludendo la sua avventura nel nostro Paese con la maglia dell'Atalanta. Mauricio Pinilla ha inanellato gol su gol in acrobazia, nel suo periodo bergamasco. Non sappiamo sceglierne una in particolare, come lui non sa come segnare in altro modo se non in rovesciata. Genio e sregolatezza di un calciatore capace solo di estremismi: cilenha o cartellini rossi, alternative non ce ne sono.

Dalla Champions League al cinema

Ha deciso di segnare in grande stile anche Mario Mandzukic. Il gigante croato ha optato per la rovesciata in una partita un po' particolare: la finale di Champions League con il Real Madrid. Una rete passata in ombra per come la partita è finita, con la schiacciante vittoria bianca, che ha coperto il nero quattro volte. Ma il capolavoro del numero 17 resta: una rovesciata non impeccabile, forse. Non completa, ma simbolo di strapotere fisico e di rabbia. Stili diversi, come dicevamo.

E non ce ne vogliano i giocatori rimasti fuori: ce ne sarebbero altri da citare, come il rocker Osvaldo o il talentuoso Emre Can. Apprezziamo tutte le rovesciate, senza distinzione. Come si può non amare un gesto simile? Talmente bello e iconico da essere inserito anche in un film con Sylvester Stallone. Rambo in porta, Pelè in attacco. Il gol in rovesciata non poteva mancare.

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.