Atalanta, che Cristante: Milan dimenticato e Nazionale nel mirino

La doppietta all'Everton ha consacrato il centrocampista: 7 gol in stagione tra Serie A e Europa League e un ruolo da insostituibile negli schemi di Gasperini.

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Nello storico 5-1 inflitto dall'Atalanta all'Everton a domicilio, risultato che ha consegnato agli uomini di Gian Piero Gasperini una clamorosa qualificazione anticipata alla fase a eliminazione diretta di Europa League, c'è una firma a caratteri cubitali: è quella di Bryan Cristante. Doppietta decisiva, con un tap-in da pochi passi e un colpo di testa sul primo palo, calcio di rigore (parato da Robles a Gomez) procurato e una prova da 8 in pagella.

Nel giorno della prima vittoria di una squadra italiana a Goodison Park, la stella di Cristante è stata la più brillante del firmamento bergamasco. I suoi numeri parlano chiaro: in stagione è sempre partito titolare in cinque partite di Europa League, mentre in Serie A è sceso in campo dal primo minuto 10 volte su 13. Il fatturato? Sette reti complessive (4 in campionato e 3 in coppa). A soli 22 anni l'ex centrocampista del Milan ha almeno tre vite da raccontare. A premiarlo al fischio finale è stato il suo allenatore Gasperini:

Sono contento per lui, è un giocatore straordinario che sta avendo un’evoluzione importante. Deve ambire a raggiungere i grandi giocatori.

Parole che incorniciano la carriera di un centrocampista classe 1995, che ha già cambiato cinque maglie. Per registrarne l'esordio nel calcio che conta, bisogna andare indietro al 6 dicembre 2011, quando a 16 anni e 9 mesi Cristante debutta con il Milan di Massimiliano Allegri nel 2-2 sul campo del Viktoria Plzeň in Champions League. Quel ragazzone di padre canadese e madre italiana, alto quasi 1 metro e 90, ruba subito l'occhio. Senza però mantenere in pieno le attese: fino al 2014, Cristante  accumula tre presenze e una rete in rossonero. Contro chi? Atalanta, 6 gennaio 2014, nel giorno dei 100 di Kakà. Quasi un segno del destino.

Atalanta, Cristante è un tesoretto: decisivo nel 5-1 all'Everton

Lo sguardo sull'Europa, attestato dai due centri sul campo dell'Everton, era già presente nelle attitudini di Cristante dal 2014: estate, firma con il Benfica. Cessione a titolo definitivo per 6 milioni di euro e tifosi del Milan divisi tra chi riteneva la cessione un’opportunità troppo vantaggiosa per non essere colta e chi invece gli avrebbe dato fiducia. A Lisbona, in un anno e mezzo, arrivano appena 7 presenze: a gennaio 2016 il ritorno in Italia. Qualche apparizione a Palermo, un girone di andata da titolare a Pescara e all'alba del 2017 l'arrivo a Bergamo per sostituire Gagliardini, fresco di passaggio all'Inter. Cessione a due milioni di euro con riscatto fissato a 4.

L'inserimento negli schemi dell'Atalanta è immediato: mediano nel 3-4-1-2, trequartista atipico nel 3-4-1-2, esterno offensivo con compiti di rientrare nel 3-4-3. Cristante multiuso e presto decisivo: al termine della stagione 2016/2017 il bilancio è di otto partite giocate e tre gol, tutti pesantissimi. Punto di riferimento per la manovra della squadra, abile negli inserimenti e nel gioco aereo, come le 7 reti di testa sulle 10 complessive confermano, Cristante fa della precisione una delle sue armi. Le 7 reti stagionali sono arrivate con soli 9 tiri nello specchio della porta. Un cecchino, letale nell'asse con Gomez: il "Papu" crossa, lui incorna. Come a Goodison Park.

"La notte più bella della mia vita"

Gli occhi increduli dei tifosi atalantini dopo la vittoria sull'Everton erano gli stessi di Cristante, entrato con naturalezza nei meccanismi di una delle squadre più organizzate della Serie A.

Sì, la notte più bella della mia vita. Abbiamo dato una grande soddisfazione ai nostri tifosi, siamo contentissimi. Nelle grandi sfide mi esalto, ma questo va bene per tutti.

Nella notte di Liverpool, la città dove su sponda Reds si è consacrato un certo Steven Gerrard, maestro degli inserimenti, Cristante ha messo in luce un'intelligenza calcistica sopraffina, unita a una una prestanza fisica superiore a quella degli avversari. In tanti, però, lo paragonano a Frank Lampard, ex bandiera del Chelsea: Bryan apprezza e rilancia.

Lampard come riferimento? Non ho mai avuto un idolo o un personaggio, ma mi rivedo nelle sue movenze.

Il prossimo obiettivo? Prendersi un posto da protagonista nella Nazionale italiana in cerca di nuovi leader dopo il fallimento targato Russia 2018. In Azzurro Cristante ha esordito lo scorso 6 ottobre a Torino, nell'1-1 contro la Macedonia, entrando a metà ripresa al posto di Gagliardini. Una staffetta che in nerazzurro ha portato bene. Ha un contratto con il Benfica fino al 2019, ma potrà essere riscattato dall'Atalanta per 4 milioni in estate. Un'opzione che la dirigenza del presidente Percassi ha già messo in cantiere: pronta a realizzare un'altra plusvalenza con Bryan, il 22enne che aveva già avuto tre vite.

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