Inside the Cage: le borse degli atleti UFC, Diaz chiede 15 milioni

Parla Richard Perez, boxing coach di Nate Diaz , che avrebbe chiesto la faraonica cifra di 15 milioni di dollari per affrontare Tyron Woodley.

UFC, Inside the Cage, Nate Diaz

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Forse si sta un po' perdendo il senso della misura per quanto riguarda le richieste degli atleti in quanto a borse. Più che generalmente, però, è il singolo caso ad essere curioso. Non è storia nuova che nella famiglia Diaz la si spari grossa: Nick è stato uno dei primi fighter di MMA a dare un contributo all'impennata delle borse, processo poi ultimato da Conor McGregor.

In mezzo, atleti che hanno conseguito risultati indiscutibili e che entrano nella leggenda, anche se con macchie, si pensi ad Anderson Silva e a Jon Jones. E anche a Georges St. Pierre, che però di macchie non ne ha mai avute. Il caso delle borse per gli atleti di MMA è sempre stato oggetto di discussioni accese. Adesso, il campione dei pesi welter Tyron Woodley ha dato vita a una campagna che mira a un match contro Nate Diaz col titolo dei pesi welter in palio. 

Al di là della discutibile situazione nella quale un peso leggero prestato ai welter che non combatte da un anno e mezzo e che è reduce da una sconfitta si troverebbe a combattere per un evento titolato saltando così ogni classifica meritocratica, la richiesta economica del team Diaz è stata a dir poco faraonica: quindici milioni di dollari di borsa.

UFC, Diaz e Perez
Richard Perez accanto a Nate Diaz

UFC, Nate Diaz chiede 15 milioni di dollari per combattere contro Woodley  

Il coach di boxe di Diaz, Richard Perez, ha dichiarato ai microfoni di Submission Radio che il suo protegé non verrebbe pagato abbastanza da UFC. Un'affermazione quantomeno discutibile, visto il tetto dei due milioni di dollari sfondato per il match contro McGregor. Una paga che molti altri atleti, anche più in alto nel ranking, possono solo sognare. 

UFC - ha esordito Perez - non vuole cacciare i soldi per Nathan. Avete capito che cerca di fare Woodley, sta cercando di elevare il suo nome e vuole combattere i migliori, quindi ha chiesto Nathan. Ma perché combattere con Woodley, se UFC non vuole pagare? Possiamo sempre combattere con McGregor, invece. Ho sentito Woodley l'altro giorno parlare di come Nathan sia spaventato, "spaventato, amico" ("Don't be scared, homie", ossia "Non aver paura, non essere spaventato, amico", è il motto dei fratelli Diaz, ndr), ma tutti sanno che non è così. Non riguarda questo, sapete bene che Nathan non ha paura di nessuno, il problema sono i soldi. Dana White e UFC non vogliono pagare, ma lui merita quei soldi.

Perez ha dichiarato che un match fra Diaz e Woodley darebbe al campione attuale il giusto lustro e una grande vendita di PPV, dopo il match del californiano contro McGregor.

Woodley ha dichiarato di aver già firmato - ha continuato Perez - e Nathan non lo ha ancora fatto. Ma c'è una ragione, lo sapete voi come lo so io: Nathan è nel suo momento migliore e ha bisogno di essere pagato come merita. È amato dal pubblico. La gente vuole vederlo e lui è popolare oggi, proprio come Conor McGregor. Quindi perché UFC non paga, se Nathan e McGregor fanno maturare grandi introiti? 

Perez ha descritto come "ridicola" la situazione. UFC, secondo il coach, ha moltissimi introiti dalle PPV e quindi avrebbe il dovere di alzare la posta in palio per i suoi combattenti. UFC 219, evento in cui avrebbero dovuto incontrarsi Woodley e Diaz, è capitanato dal match fra Cris Cyborg e Holly Holm, in quello che sarà un match valevole per la cintura dei pesi piuma. E quando Submission Radio ha chiesto a Perez se la card di fine anno necessitasse di Diaz, lui ha tirato di nuovo in ballo la trilogia con McGregor.

Tutti vogliono vedere McGregor e Nathan. Woodley è fuori dal progetto. Parla soltanto per essere notato, vuole essere nel giro. Non lo biasimo, è normale per un fighter, vuole essere anche lui fra i grandi visto che ha la cintura. Pensa che la cintura sia importante, ma ad oggi non lo è. Ciò che importa è contro chi combatti. Ecco perché sta cercando di organizzare il match con Nathan, sta cercando di raggiungere McGregor. Ma quello che vogliono davvero tutti è Conor McGregor contro Nathan. È questo ciò che mi è stato riferito.

UFC, McGregor colpisce Diaz
McGregor all'assalto su Diaz durante il loro secondo incontro a UFC 202

Ovviamente Perez cerca di ottenere il massimo per il suo protegé: un match di chiusura con McGregor significherebbe una richiesta davvero importante da parte del californiano con UFC messa alle strette per organizzare quello che sarebbe probabilmente l'evento di MMA più visto di sempre. Woodley è davvero una brutta bestia ma, quanto ad appeal sul pubblico, non è nemmeno lontanamente paragonabile all'irlandese.

La gente mi chiama - ha continuato Perez - e mi chiede quando si chiuderà la trilogia. È questo il miglior match da offrire adesso. I primi due sono stati grandiosi. Adesso dobbiamo chiudere la trilogia. Vedremo di raggiungere anche questo obiettivo.

Per Perez basterebbero due o tre mesi per preparare Diaz. E finalmente il coach si sbottona anche sul piano economico.

15 milioni di dollari. Molto semplice. Nathan è una stella oggi. McGregor non può nemmeno combattere adesso. Woodley sta cercando di sfidare chiunque. Ha detto che McGregor non vuole combattere con lui, così come BJ Penn. Sta nominando tutti, dicendo che non vogliono sfidarlo. Lui ha la cintura. E quindi? La cintura non significa niente. Sta tutto nel chi combatti e quanti soldi fai.

Anche se per il coach la cintura non vale nulla, Perez rimane convinto che Diaz batterebbe Woodley in un match titolato al limite delle 170 libbre.

Voglio essere franco, So che Nathan lo batterebbe perché... vedete, Woodley ha combattuto gente del calibro di Robbie Lawler. Lawler non si aspettava un match del genere. Si aspettava un Woodley in clinch, che provava ad accorciare le distanze. Nathan non lo farebbe mai. Come ho detto prima, in un buono stato di forma, Nathan lo surclasserebbe sul piano del pugilato. Woodley è veloce, ma manca in allungo, e anche Nathan è veloce. E se vanno a terra, Woodley non ha alcuna possibilità.

Parole forti e sicure, quelle di Richard Perez, che crede nel suo assistito. E che vuole certamente procurargli la possibilità migliore, sia in termini economici che atletici. La domanda è: ha davvero ragione quando parla di importanza della cintura? Avevamo già trattato l'argomento, ma con le parole chiare e schiette di Perez, la situazione acquisisce ancora più rilevanza. È davvero l'aspetto economico quello che ormai detta tutte le leggi dello showbusiness, in barba allo sport, ai ranking, alla meritocrazia? Ci sono degli aggiustamenti da fare da questo punto di vista? L'innalzamento delle richieste economiche porterà a una domanda incontrollabile e impareggiabile? Le domande che nascono sono molte, ciò che è certo è che i tre protagonisti di questa vicenda, ossia Nate Diaz, Conor McGregor e Tyron Woodley, non sono ancora impegnati da qui a fine anno. Quale sarà il prossimo passo?

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