NBA: Celtics di Kyrie, Tatum e Brown decisivi con il genio di Stevens

Oltre a Irving e Horford, i Celtics trovano l'esuberanza di Tatum e Brown per supplire all'assenza di Hayward, vincere sedici partite consecutive e dominare la Lega.

Irving è il leader, Horford la degna spalla

62 condivisioni 0 commenti

di

Share

Passare un’estate a costruire una squadra che possa arginare il dominio dei Cleveland Cavaliers con ragionevoli possibilità di successo andando addirittura a prendere una delle stelle della diretta concorrente e dovendo liberarsi di quella che era stato il cuore pulsante sia della squadra che della città, potrebbe già da sola valere il prezzo del biglietto. L’arrivo dalla free agency di un top player come Hayward e la presenza di giovani interessanti, hanno messo tante aspettative su una squadra che pur avendo vinto la regular season e raggiunto la finale a Est nella scorsa stagione, ha smantellato quasi completamente per fare l’ultimo passo.


"If it ain’t broke don’t fix it", dicono gli americani con una delle loro locuzioni più azzeccate, ma in questo caso l’unico concetto che conta è: il titolo NBA. I Celtics sentivano di non poterci arrivare con la conformazione precedente quindi vanno quindi via: Avery Bradley, Jae Crowder, Isaiah Thomas, Ante Zizic, Kelly Olynyk e Amir Johnson per far spazio a Kyrie Irving, Gordon Hayward, Marcus Morris e Jayson Tatum.

Quando tutto sembra apparecchiato per una stagione da protagonisti e con la percezione di aver costruito una squadra vera non solo per il presente ma anche per il futuro, arriva una doccia fredda dopo soli cinque minuti dall'inizio della prima partita, dove la seconda stella s’infortuna lasciando la stagione ancora prima di muovere i primi passi. In quel momento il mondo sembra crollarti addosso e farti capire che pur con tutta la competenza del mondo, il fattore C (o S in questo caso) può mandare tutto all’aria in pochi secondi.
 Quando Hayward viene portato fuori in barella le strade da percorrere per i Celtics potevano essere due: autocommiserarsi e pensare al futuro o cogliere l’occasione, lottare e dimostrare che anche i limiti, come le paure spesso sono un'illusione.

E per chi segue anche solo distrattamente l’NBA è facile capire quale abbiano intrapreso i biancoverdi.  

La mano di Brad Stevens sui Celtics

NBA, Stevens si traveste da MVP con giacca e cravatta

Dopo due sconfitte consecutive in apertura di stagione, in tanti si sono lasciati prendere la mano definendo Brad Stevens un coach in grado di cavare il sangue dalle rape in un team con dei limiti (i Celtics 16-17), mentre non in grado di elevare i proprio livello quando subentrano pressioni e obbligo di vincere.
 Lui con la calma olimpica che lo contraddistingue e una mente di basket superiore, ha risposto con una serie di sedici vittorie consecutive dei suoi, non solo grazie a un Kyrie Irving stratosferico, ma entrando nella testa e nelle gambe dei suoi giocatori, instillandogli ogni singola goccia di competitività e convincendoli che tutto è possibile, con difesa  e voglia di vincere.

Boston è la prima difesa NBA a 94.8 punti concessi e 95.8 di defensive rating, perché mixa l’intelligenza sopraffina del sempre sottovalutato Horford, alla garra di Smart e all’atletismo misto a voglia di dimostrare della coppia Brown-Tatum, senza dimenticare l’evoluzione di giocatori come Rozier e Baynes che in questo sistema appaiono merce di alto valore.


In attacco c’è ancora qualcosa da sistemare, ma se ogni sera la squadra è in grado di trovare una nuova risorsa, di pescare la prestazione di un giocatore e cavalcarla, mantenendo l’animo combattente per vincere, significa che ha qualcosa di speciale. Anche nell’ultima vittoria contro i Mavs, quando tutto sembrava compromesso con un distacco in doppia cifra nel quarto periodo, sono arrivate due azioni di pura foga agonistica che hanno permesso ai biancoverdi di rimanere attaccati al match, andare oltre la stanchezza e vincere ancora grazie alla tripla di Smart (27% in stagione da dietro l'arco) per l’overtime. 
Per questo si parla tanto e a ragione dei giocatori, analizzando il lavoro dei coach soprattutto quando le cose vanno male, ma per Brad Stevens è d’obbligo fare un’eccezione e rendersi conto che oltre a Thomas l’anno scorso e Irving quest’anno c’è lui che si traveste ogni sera da MVP.

Kyrie eleison, la benedizione di Irving

Potrebbe esserci il Tweet di Ainge a spiegare l'impatto di Irving su questi Celtics, ma c'è anche una statistica quasi difficile da giustificare: nei clutch moments (ultimi cinque minuti della partita con il risultato in bilico sotto i cinque punti di scarto) Irving produce in stagione 65 punti con 24-39 dal campo, 10 assists e 0 palle perse.

La sua capacità di elevare ancor di più il proprio rendimento quando conta non è una situazione nuova nella sua carriera, ma farlo quando hai un'intera squadra sulle spalle ha una valore e sapore ben diverso che farlo al fianco di LeBron James. Carlisle ha detto che ci sono solo un altro paio di giocatori immarcabili a livello NBA come lui e ogni scelta difensiva che viene fatta equivale al sanguinare davanti a uno squalo. Anche quando inizia con 2-10 dal campo come contro i Warriors, in un match dove non ha mai trovato ritmo, riesce ad essere decisivo nel quarto periodo ritrovando il feeling con il canestro e firmando tutte le giocate decisive.

Nella vittoria di Oklahoma City invece ha attirato su di sè tutta la difesa negli ultimi due minuti e ha lasciato che Horford la decidesse con tre canestri consecutivi, frutto delle attenzioni generate e degli assists creati. Irving è una vera stella di prima grandezza, ha voluto una squadra esclusivamente sua per dimostrarlo sino in fondo e anche se non siamo arrivati nemmeno a venti partite giocate, non si può disconoscere che la sua scelta bryantesca avesse un fondamento emotivo, tecnico e di talento. Irving appartiene ai game changer del massimo livello e in cuor suo LeBron James non aveva bisogno di perderlo per saperlo.

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.