MMA: sparring sì o no? Cosa scelgono i fighter professionisti?

Le MMA sono uno sport in continua evoluzione e con metodi d'allenamento sempre in fase di sviluppo. Una pratica come lo sparring pesante è ancora utile?

GSP spars at UFC 217 open workouts

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Lo sparring, che sia esso eseguito nella sua forma più pesante o in una versione è più leggera, è parte fondamentale della routine d'allenamento della stragrande maggioranza degli atleti che fanno degli sport da combattimento la propria vita. Se poi parliamo di MMA, va da se come lo sparring - specie quello pesante - possa divenire deleterio in brevissimo tempo se svolto senza criterio, specie in vicinanza di un match. Sono tanti infatti i precedenti che narrano di combattenti infortunati a seguito di sessioni d'allenamento decisamente dure, con alcuni team che non hanno affatto abbandonato le tradizioni di un passato che vedeva sparring distruttivi a cadenza regolare.

Shamrock vs Ortiz
Frank Shamrock mette a segno un low kick su Tito Ortiz. Il primo, come tutti i fighter old scool, era solito praticare intense sessioni di sparring pesante all'Alliance Team.

È il caso, ad esempio, della Nova Uniao: il team brasiliano è forse quello che più di tutti - assieme all'AKA negli USA - ha offerto forfait causati dai metodi d'allenamento assai rigidi praticati. D'altro canto ci sono camp o più nello specifico fighter che hanno completamente abbandonato lo sparring come pratica. L'esempio più eclatante in tal senso è quello di Donald "Cowboy" Cerrone. L'ex title contender UFC ha rivelato di aver abbandonato completamente tale metodo d'allenamento in favore dei più fruttuosi drills, vale a dire ripetizioni di un determinato esercizio.

Ciò ha avuto una funzione in primis conservativa, essendo la resistenza di un fighter di MMA segnata anche dai colpi pesanti assorbiti in allenamento. Ad onor del vero il 34enne ha comunque ammesso di praticare uno sparring "light", con takedown e grappling a piena forza ma con una gestione dello striking assai docile. Partner nell'applicazione di tale metodologia sono stati i pesi massimi della Jackson-Wink, nello specifico quell'Andrei Arlovski vincente qualche weekend fa e recentemente passato all'American Top Team. In generale, la linea maggiormente sposata dai professionisti è quella di affrontare uno sparring più sostenuto una volta a settimana, con la versione più soft che viene invece svolta a più riprese nell'arco dei giorni.

MMA e sparring: la parola ai fighter

Trattare un argomento così delicato sulla base di supposizioni e mere analisi delle abitudini di fighter d'oltreoceano ci sembrava comunque riduttivo: per questo abbiamo contattato alcuni dei combattenti più noti della scena italiana con alle spalle anche esperienze internazionali. Le opinioni venute fuori sono state contrastanti, ma ci hanno permesso di comprendere meglio quali siano le varie correnti di pensiero sull'argomento.

Reputo lo sparring intenso necessario, con le dovute precauzioni (casco, guanti da 16 once ecc). Per sapere come reagisci ad un colpo duro, devi ricevere un colpo duro. Pensiamo al classico low kick messo di disturbo e dove si viene contratti col più classico degli overhand: una cosa è riceverlo leggero e magari finire la serie di colpi, una cosa è riceverlo secco e perdere l'equilibrio, sentendo dolore. Reagisci differentemente. Io sono cresciuto col Judo e negli ultimi anni col Sambo: per noi è inconcepibile uno sparring leggero. Ogni sparring è al massimo, al netto di specifiche consegne. Nel match si riverbera ciò che hai appreso in allenamento. Non inventi i "numeri" se non li hai provati e riprovati. La convinzione che "vabbè, ma quando combatto in gabbia poi lì lo faccio, lì resisto ai colpi " non sta in piedi. 

(Mattia Galbiati, fighter Cage Warriors e nazionale di Sambo e Judo)

Io, personalmente, ho fatto tantissimi sparring pesanti, anzi pesantissimi. Oggi non sono più tanto d'accordo con questo metodo: mi limito a farne uno a settimana, quando ho un match in programma. In altre circostanze invece faccio lunghe pause lontano dagli sparring di MMA. Troppi colpi in testa! Anni fa facevo tantissimi sparring, anche con gente più pesante di me! Al giorno d'oggi invece li svolgo solo con gente del mio stesso peso.

(Ivan Musardo, campione pesi leggeri Venator ed ex campione Cage Warriors)

Musardo sottomette Duffy
Ivan Musardo piazza la ghigliottina che sottometterà Joe Duffy, fighter capace di sconfiggere Conor McGregor soltanto quattro match prima. L'irlandese è stato protagonista anche a UFC 217, dove ha perso per TKO contro James Vick.

La questione, a mio avviso, è delicata. Dividiamo lo sparring in due categorie: sparring leggero per provare combinazioni, timing e schemi di gioco e sparring pesante per simulare l'incontro. Nel primo caso non c’è nessun problema a farlo più volte durante la settimana, specialmente con compagni capaci di calibrare i colpi. Io stesso lo faccio un paio di volte a settimana anche lontano dal match, per tenere ritmo, timing e colpo d’occhio. Nel caso dello sparring più pesante personalmente lo faccio soltanto in vista del match e quindi assolutamente mirato alla strategia, con partner simili all'avversario e muniti di ogni protezione (vasellina e caschetto inclusi), ma non più di una volta a settimana!

What about your liver? #boxing #pad #smash #ready #road2gold #nottired #onemore @davidjonessbg

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In questo caso si allena la risposta ai colpi e quella alla pressione, ma sempre e comunque in maniera intelligente. Le MMA sono uno sport fisico, quindi gli infortuni sono sempre dietro l’angolo. Fatta eccezione però per le casistiche sfortunate (gomitata involontaria, calcio alle costole o comunque il classico colpo che sfugge) infortunarsi durante lo sparring solamente perché si sta facendo una guerra in palestra è sinonimo di poco professionismo e soprattutto di poca intelligenza. Ed è proprio quella stessa intelligenza che ti fa portare a casa il risultato durante il match. 

(Pietro Penini, title contender Venator)

Lo sparring "pesante" secondo me è utile per fare ciò che più si avvicina a un match, soprattutto dal punto di vista della preparazione mentale (in particolar modo quando fatto con atleti che non si conoscono). In ogni caso ci sono sempre più fighter che - assieme i rispettivi coach - hanno deciso di evitare totalmente questa pratica. Io, seguendo il pensiero del mio coach Garcia Amadori, credo che sia una pratica tanto rischiosa quanto utile, e che quindi sia opportuno trovare un punto di incontro tra rischio e utilità, evitando di fare sparring pesante a pochi giorni dal match per esempio!

(Stefano Paternò, ex title contender Venator)

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