Atalanta tra Europa League e Serie A: una squadra a due velocità

Nerazzurri belli e vincenti in Europa, contro l'Everton basta un punto per passare il turno. In campionato tante difficoltà. I motivi? Cessioni, calo fisico e panchina corta.

Serie A e Europa League: il cammino a due velocità dell'Atalanta

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Vuoi o non vuoi le fatiche europee le paghi. L’Atalanta è super in Europa League, meno in Serie A. Contro l’Everton l’occasione del passaggio del turno in un girone che mesi fa sembrava durissimo. In campionato, invece, 12esima posizione in classifica con il sesto posto lontano 10 punti. Che succede?

Normale viene da dire: una panchina corta può spiegare il tutto. E il calo di alcuni giocatori fondamentali rende difficile reggere un livello alto per entrambe le competizioni.

Insomma, Atalanta da applausi in Europa League, da rivedere in Serie A. Gasperini avrà già la soluzione? Di certo approdare ai sedicesimi toglierebbe un pensiero in più. Prima l’Everton a Liverpool, poi il Benevento lunedì prossimo in casa. Si riparte senza voglia di fermarsi.

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Atalanta top in Europa League, male in Serie A

Ricordate il Sassuolo nella stagione 2015/2016? I neroverdi di Di Francesco conquistano l’Europa League per la prima volta nella loro storia. L’esordio con l’Athletic Bilbao è da raccontare ai nipoti: 3-0 con i gol di Lirola, Defrel e Politano. I neroverdi però non reggono la doppia fatica: fuori ai gironi, 12esimo posto in Serie A a fine anno. Panchina corta, pochi ricambi all’altezza. Un classico.

Sta succedendo più o meno la stessa cosa all’Atalanta. Al top in Europa League. Debutto da sballo contro l’Everton: 3-0 in casa. Al ritorno, sul prato di Goodison Park, basta un pareggio per chiudere ogni discorso. E pensare che gli inglesi, grandi favoriti a inizio competizione, sono già fuori.

Gasperini vara la formazione titolare: nessun rischio, che sia una bella partita anche per i 3mila bergamaschi volati nel Regno Unito per la trasferta. Un cammino europeo pazzesco di Gomez e compagni: passare con squadre sulla carta più attrezzate come Everton e Lione è un grandissimo merito.

L’altra faccia della medaglia però, racconta una formazione che in Serie A non va. Domenica scorsa la disfatta contro l’Inter. Tredici partite: 4 vittorie, 4 pareggi e 5 ko. Ritmo altalenante. Sconfitte con le big come Roma, Napoli e appunto Inter. Un bel pareggio con Juventus e Fiorentina. Entro la fine dell’anno ci sono da sfidare anche Lazio e Milan.

Cessioni e calo

L’Atalanta in estate ha venduto, e bene, Kessié e Conti. Entrambi al Milan. Soldi incassati, reinvestiti certo, ma i due giocatori ceduti garantivano altri standard. Avrebbero fatto comodo insieme ai nuovi de Roon, Castagne e Ilicic.

E poi il Papu Gomez non ‘baila’ come nella passata stagione. Tre sole le reti in Serie A, una al Chievo e una doppietta al Crotone. Qualche infortunio, le fatiche europee: ha giocato con Everton, Lione e Apollon Limassol. Ha saltato solo la partita di ritorno contro i ciprioti perché in infermeria. Senza la fantasia massima del dieci atalantino, lì davanti fanno fatica anche Petagna e Cornelius, attaccanti di razza: 4 gol in 2 nella massima competizione italiana.

Questione di tempo, Gasperini è tranquillo. L’Atalanta tornerà in forma davvero. Coppa o non Coppa però, sembra impossibile rivedere i nerazzurri ripetere un campionato come nella passata stagione. La Dea non si arrende, ma pensa all’Europa. Sognare non costa nulla, attenzione però a non tenere troppo gli occhi chiusi.

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