L'atmosfera mistica dello stadio di Bilbao: il leggendario San Mames

Il nuovo San Mames raccoglie e tramanda l'eredità leggendaria del vecchio stadio, 100 anni di orgoglio basco che tutti chiamavano semplicemente "La Catedral".

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Lo chiamavano "La Cattedrale", come se si respirasse un qualche religioso splendore al suo interno, come se le preghiere, i voti, le mani verso il cielo facessero parte di un culto pagano e mistico, un culto al calcio, ai Paesi Baschi, all'indipendenza. Un culto fiero e fortemente territoriale, esclusivo: nel San Mamés, lo stadio sognato agli albori dell'Athletic Club, a Bilbao, come corona della Gran Via, nessuno è mai retrocesso in 99 anni di storia e 11 mesi. Nessuno ha mai conosciuto il sapore di lacrime della Segunda. 

San Mames viene spesso raffigurato come un giovane in mezzo ai leoni. Ma i leoni non lo divorano, i leoni gli appartengono, i leoni lo accompagnano. Se riuscirete ad entrare in profondità nella mistica figura di un martire antico, di cui si conosce pochissimo (e ancor meno se si pensa che gli viene dedicato lo stadio a Bilbao, quando si tratta di un martire orientale), allora forse capirete che tutto quello che avete saputo fino ad ora del San Mamés nella sua nuova veste è monco. 

Il nuovo San Mamés è un muro bianco di orgoglio: costruito in poco più di 3 anni (tra la fine del 2009 e il 2013), sorge sopra la vecchia Cattedrale, come se le radici affondassero ancora nel mito, nella leggenda, nel sogno chiamato Athletic Bilbao. Ah, i giocatori baschi vengono chiamati "Lehoiak", "Leones". Accompagnano ancora San Mamés, lo difendono ancora. 

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Athletic Bilbao, il leggendario San Mames: tutto quello che devi sapere

Lo stadio ora brilla come una fede antica. La luca pervade tutta la nuova facciata esterna della struttura, progettata dall'architetto César Azkarate. Di chiesa in chiesa: la Cattedrale nel 1913 sorse vicino ad una chiesa dedicata a San Mamés (qualcuno dice "al posto di"), per questo, forse, alla tua prima visita dovrai lasciare i fiori sulla tribuna, tributo di rispetto, come tutti i visitatori prima di te. Anche le squadre avversarie, al proprio debutto, dovevano sostare di fronte alla statua di Rafael Aranzadi, detto "Pichichi", che segnò il primo gol della lunga storia del San Mames e della sua di grande attaccante, spezzata dal tifo a 29 anni.

San Mamés, e il leggendario leone che non lo ha divorato
San Mamés, e il leggendario leone che non lo ha divorato

Una volta Diego Armando Maradona disse che era lo stadio più bello in cui avesse mai giocato, e parlava proprio del San Mamés, la cara vecchia Cattedrale. Non è entrato nel nuovo San Mames, inaugurato in un giorno di pioggia, in cui ha brillato ancora di più con una vittoria thriller contro il Celta Vigo. Una volta "El Loco" Bielsa disse: 

Il San Mamés non ti lascia mai solo, parla con i suoi calciatori, ti tende la mano per non lasciarti cadere.

A proposito di solitudine, la prima squadra italiana a far bottino nel nuovo stadio è stato il Torino di un certo Ventura, ma qui non si parla di sconfitte, qui si parla di quello che significa il calcio per tutto il resto della società basca. Il calcio è semplicemente l'espressione più plateale dell'orgoglio basco, della fierezza di un intero popolo. Che non si cura di quello che dicono gli altri: nel 2010 la dirigenza ha chiesto ai suoi tifosi se alla fine non fosse il caso di tesserare qualche giocatore non basco. E la risposta è stata piuttosto chiara: il 94% dei tifosi votanti ha detto no, ha detto solo baschi o provenienti dalla giovanili del club, baschi d'adozione (con qualche clamorosa eccezione, ovviamente, come tutte le leggi).

A Bilbao potreste incappare alle stazioni del treno in qualche striscione: "Ricordatevi che qui non siete in Spagna". Siete da un'altra parte, siete in Euskal Herria, dove si parla basco, l'unica lingua che non ha nessuna parentela europea, studiata e ristudiata da filologi e linguisti, perché rara, perché unica. Il modello basco dell'Athletic è stato al centro di una vera e propria agiografia, come il suo vecchio stadio che già riguarda il suo nuovo stadio che qui chiamano San Mamés Berria.

La fila immaginaria per diventare soci dell'Athletic ed avere in tasca l'abbonamento del San Mamés è interminabile, qui verranno ospitate le partite di Euro 2020, tributo alla nuova architettura e alla storia eterna di uno stadio centenario. Una volta un giornalista basco ha scritto che il nuovo San Mamés è un "ponte verso il futuro e un simbolo del glorioso passato". Forse per questo è così speciale, così mistico. Fran, ex calciatore del Deportivo La Coruña, racconta ancora di quando andò a giocarci l’ultima volta, di quando gli vennero le lacrime uscendo dal campo, sapendo che non ci sarebbe più tornato:

Alla fine della partita, dopo la doccia, tornai su e me ne rimasi per venti minuti da solo là in mezzo, volevo respirarlo un altro po'.

Respirare il San Mamés è forse il modo più vicino di percepirne la vecchia vita rinvigorita nella nuova struttura. La sera diventa rossa, di fuoco, illumina la piazza antistante. 

San Mamés, la visita guidata

All'interno del San Mamés, oltre al tour tradizionale,  è possibile visitare il nuovo museo del club. Dipinto in 3 colori, verde per le mura e il pavimento, rosso per le porte e le rifiniture, nero per i servizi, ha una struttura ipermoderna.  Appena obliterati i biglietti, il museo regala subito due finestre enormi sul campo, una specie di trailer di tutto quello che aspetta i visitatori. Al piano -2 viene rappresentata, in maniera immersiva ed audiovisiva, la nascita dell'Athletic, poi nella zona rossa si possono trovare tutti i momenti salienti della storia del club e, ovviamente, i trofei.

Un enorme videowall nella zona verde racconta l'Athletic, in una specie di vivace caledoiscopio. 102 schermi, un mosaico impattante di leggende e campioni. Una zona ludica completa il museo, con la possibilità perfino di tirare un rigore alla leggenda basca Iribar, ex estremo difensore riprodotto in realtà virtuale. Infine viene mostrata la storia del San Mamés. All'interno dello stadio ci sono due ristoranti, con immense varietà di pinchos, ovviamente con vista campo. Ai piedi del San Mamés si può visitare lo shop (si può entrare senza necessariamente dover sostenere tutto il tour). 

La visita non può dirsi completa senza il tour dello stadio: 45 minuti divisi in 4 tappe, tra sala stampa, spogliatoi, tribuna e, ovviamente, il terreno di gioco. Ogni volta che l'Athletic segna, in casa o in trasferta, lo stadio si accende dei colori del club. Sedili rossi, tutti rossi, vuoti. Ma se vuoi respirarlo un altro po', se vuoi respirarlo davvero, devi aspettare il fischio d'inizio. Perché in quel momento comincia il rito, la magia, l'atmosfera mistica. In quel momento rivive l'antica Catedral, 100 anni di orgoglio basco. Ah, il nuovo San Mamés è un faro notturno, con sistemi di illuminazione dinamici tra i più innovativi ed avanzati al mondo. Quasi volesse ancora "tenderti la mano, per non farti cadere". E viene voglia di tornare sul terreno di gioco ancora, per respirarlo un altro po'.  

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