Adebayor: "A Rosiscky bastava parlargli e stava fermo per due mesi"

I tanti infortuni ne hanno a lungo condizionato la carriera. Tomas Rosicky con l'Arsenal non era quasi mai a disposizione. E Adebayor ora gli lancia frecciate...

1k condivisioni 44 commenti

di

Share

Tre stagioni, zero trofei. Un bilancio non propriamente positivo, specie quando si indossa una maglia importante come quella dell’Arsenal. Per anni ai Gunners qualcosa è andato storto. Grandi ambizioni, poche, pochissime soddisfazioni. Spesso, quando è così, si cerca un capro espiatorio. L’allenatore? Non sempre.

O meglio: Arsene Wenger è spesso in discussione (ultimamente quasi sempre), ma non in quel periodo. In quegli anni si puntava spesso il dito contro alcuni giocatori che avrebbero dovuto rendere di più. Erano campioni, ma non giocavano come tali. Peggio: spesso non erano proprio a disposizione. Si prenda ad esempio il caso di Tomas Rosicky, arrivato all’Arsenal dal Borussia Dortmund nel 2006.

Nelle sue prime tre stagioni con l’Arsenal il centrocampista ceco giocò appena 44 partite sulle 114 di Premier League. In pratica giocò il 38% delle partite. Quando Emmanuel Adebayor lasciò i Gunners erano (molte) di più le gare che aveva saltato rispetto a quelle che aveva giocato. E anche dopo Rosicky spesso era indisponibile (infortunato per 990 giorni nelle 10 stagioni a Londra). Per questo non ci si ricorda di lui come di un guerriero.

Adebayor
Adebayor e Rosicky

Arsenal, Adebayor punzecchia Rosicky

Adebayor è stato piuttosto polemico con Rosicky che in quegli anni non ha aiutato l’Arsenal come avrebbe potuto:

Il Chelsea in quegli anni aveva Essien e Ballack, noi avevamo Rosicky. A lui bastava chiedergli “Come stai” e restava fuori per due mesi e mezzo.

Adebayor
Emmanuel Adebayor

Adebayor col tempo è diventato uno degli attaccanti più fisici di quel periodo. Andò al Manchester City dopo aver segnato 34 gol nelle ultime due stagioni con l’Arsenal. Quando arrivò a Londra però era quasi sottopeso e dovette lavorare a lungo per diventare il centravanti che Wenger voleva. Per questo, probabilmente, era infastidito nel vedere Rosicky perennemente in infermeria:

Ero il più forte della squadra benché pesassi appena 73 chili. 

Tre stagioni, zero trofei. Quando si hanno determinate ambizioni non può essere accettabile. E spesso, quando è così, si cerca anche un capro espiatorio.

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.