Serie A, Roma, Monchi e l'addio di Totti: "Mi tremavano le gambe"

Il dirigente giallorosso ha rivelato la sua emozione nel comunicare alla leggenda romanista che quella passata sarebbe stata la sua ultima stagione.

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Era arrivato alla Roma da poche settimane, Monchi, quando nella primavera scorsa il club gli scaricò la patata bollente: bisognava comunicare a Francesco Totti che quella che stava per finire sarebbe stata la sua ultima stagione con la maglia giallorossa.

Ramón Rodríguez Verdejo è uno che va diretto, non ama perdere tempo, come testimonia il soprannome Monchi, semplice e molto più facile da ricordare rispetto a quel nome da romanziere di successo. La sua specialità però, quella per cui lo cercavano le squadre di mezza Europa, non era scaricare leggende, ma scovare talenti e ricavarne plusvalenze da favola.

Nel Siviglia aveva fatto miracoli, contribuendo a far tornare il club in Prima Divisione e a portarlo ai trionfi europei e costantemente nelle posizioni di vertice della Liga. Idee chiare, grandi doti di programmazione e rapidità di azione lo avevano proiettato nell'olimpo dei direttori sportivi, inducendo la dirigenza giallorossa a fare di tutto per portarlo in Serie A.

Serie A, Roma, Monchi e l'addio di Totti: "Mi tremavano le gambe"

Sbarcato in Serie A in tempo per assistere al match di Pescara, Monchi venne subito a sapere dell'ingrato compito che gli era stato assegnato dalla dirigenza della Roma e lo affrontò da uomo vero, come ha ricordato ai microfoni di El Mundo:

Credo che Francesco abbia apprezzato il fatto che io gli abbia parlato con franchezza e soprattutto guardandolo negli occhi. Sicuramente questo è stato importante per porre le basi di una relazione umana e professionale tra noi due. Quando gli ho detto che sarebbe stato il suo ultimo anno in campo con noi mi tremavano le gambe. Non lo stavo dicendo a un calciatore qualsiasi, lo stavo dicendo a Francesco Totti.

Monchi e Totti
Monchi e Totti insieme in tribuna

Accantonata l'idea di abbandonare la Serie A per giocare ancora un anno o due negli Stati Uniti o in Giappone, Totti ha accettato l'idea di rimanere alla Roma come dirigente e a luglio annunciava:

Fino al 28 maggio ho pensato solo al calcio giocato. Ora cambia tutto e penserò a questo nuovo lavoro che mi entusiasma e al quale mi avvicino in punta di piedi. Se ne ho parlato con la società? Sì, con Monchi.

La mission impossible era riuscita.

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