FIGC, Carlo Tavecchio si è dimesso: chi sarà il suo successore?

La Federcalcio è pronta alla rivoluzione: dopo giorni di ostruzionismo Carlo Tavecchio si è dimesso. Adesso urge trovare velocemente un suo successore.

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Finisce l'era di Carlo Tavecchio. L'ormai ex presidente della FIGC ha rassegnato le dimissioni dinnanzi al Consiglio Federale radunato a Roma, con la Lega Nazionale Dilettanti che ha giocato un ruolo decisivo nell'abdicazione del suo ex patron. L'organo guidato da Cosimo Sibilia - il quale ricopre anche la carica di vice-vicario della Federcalcio -, dopo un primo vertice che sembrava propendere verso l'appoggio al presidente uscente, si è compattato sul fronte contrario. Questa mossa ha praticamente privato Tavecchio della terra su cui poggiavano i suoi piedi, costringendolo a lasciare l'incarico.

Non condividiamo la decisione di Tavecchio, che però rispettiamo in quanto personale. Se qualcuno ha spinto su questa strada per fissarsi una medaglia al petto ha con tutta probabilità fatto un errore, ed è probabile che non sappia neanche fare il proprio lavoro

(Renzo Ulivieri, presidente dell'Assoallenatori, sulle dimissioni di Carlo Tavecchio)

Ulivieri
Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori.

Non si è fatto attendere neanche l'ennesimo attacco di Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori, nei confronti del presidente del CONI Giovanni Malagò. Il massimo dirigente dello sport italiano è stato colui che più di tutti ha spinto per le dimissioni di Tavecchio, scontrandosi con le resistenze dello stesso Ulivieri che ha sempre preso le difese dell'ex n.1 della Federcalcio. 

Non ce l'ha fatta a resistere Tavecchio, nonostante la stragrande maggioranza dei club d'alta fascia della Serie A - Juventus in pole - auspicassero un epilogo diverso. Adesso, stando anche a quanto dichiarato dal presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, il presidente emerito dovrebbe convocare un consiglio elettivo entro 90 giorni, con il vice presidente vicario Sibilia che potrebbe ricoprire il ruolo di traghettatore. Nel frattempo il CONI si è già messo al lavoro convocando d'urgenza per la giornata di mercoledì una Giunta atta a rappresentare una immediata contromisura alla crisi del calcio.

Nelle prossime elezioni servirà un progetto condiviso il più possibile da tutti. Tavecchio non ha lasciato parlare nessuno: ci ha semplicemente comunicato le sue intenzioni, e farà ordinaria amministrazione fino alle elezioni. Il prossimo presidente? Spero sia qualcuno che possa parlare di calcio. Io candidato? Non è il momento di parlarne, serve progettualità ad ampio respiro. Nessuno mi ha chiesto di avanzare la candidatura finora e io cerco di rappresentare gli atleti.

(Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori, sulle nuove elezioni)

Tavecchio parla dell'addio
Carlo Tavecchio motiva il suo addio alla FIGC in conferenza stampa.

FIGC: chi al posto di Tavecchio?

Con le dimissioni di Tavecchio urge creare un ventaglio di candidature alternative alla presidenza FIGC. Tra i nomi più caldi per il ruolo di successore sulla poltrona della Federcalcio vi sarebbe quello del già citato Cosimo Sibilia: l'attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti è uomo vicino a Malagò e ambisce da tempo a tale carica. Possibile che - nonostante le smentite - torni in auge la candidatura di Demetrio Albertini, primo storico avversario di Tavecchio. Difficile invece che possa palesarsi nuovamente Andrea Abodi, altro avversario dell'ormai ex n.1 e oggi presidente dell'istituto per il Credito Sportivo. Pallida al momento la pista che porterebbe a Pierluigi Collina, presidente della commissione arbitri della FIFA. Discorso identico, infine, per quanto riguarda Damiano Tommasi.

Ancelotti e Collina
Carletto Ancelotti e Pierluigi Collina. I due, per motivi diversi, sono associati al possibile nuovo corso del calcio italiano.

Nel frattempo è intervento in conferenza stampa Carlo Tavecchio: il dirigente settantaquattrenne non si è posto alcuna remora nel motivare pubblicamente le proprie ragioni, rifilando qualche staffilata ad un Consiglio Federale che ha chiesto e ottenuto la sua testa senza sporcarsi le mani.

Ho rassegnato le dimissioni, chiedendo anche quelle del Consiglio come mero atto politico. Nessuno le ha palesate e sono rimaste le mie. Carlo Tavecchio paga l'aver scelto Ventura. Abbiamo perso una qualificazione al Mondiale, e per questo sono avvilito come Carlo e non come Presidente. Abbiamo attivato Centri Federali, sviluppato il calcio femminile e creato un equilibrio di bilancio che fa invidia a società quotate in borsa. Le quattro squadre in Champions, gli investimenti e la VAR rappresentano tutto quello che di buono abbiamo fatto. Con Malagò ho condiviso tutto: lo statuto dice che vigerà la normale amministrazione fino alle prossime elezioni. Ho deciso di dire addio alle 11:45 di oggi. L'affronto più grande? Aver escluso dal Consiglio la Lega Serie A. Lotito? Ingombrante, ma è una brava persona. Malagò ha detto che commissionerà la FIGC? L'ha detto lui, parlategliene. Gli italiani meritavano il Mondiale, io ce l'ho messa tutta.

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