Mondiali, tutti i palloni dal 1930 a Russia 2018

L'evoluzione del pallone utilizzato nei Mondiali di calcio: dal "Model T" al "Telstar 18".

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Il pallone come coscienza storica. Dai primi esemplari fatti con le vesciche di maiale ai nuovi fiammanti modelli sintetici lanciati sul mercato dalle multinazionali, pronti a diventare elementi di spicco nelle manifestazioni calcistiche più importanti del globo: i Mondiali di calcio. Non semplicemente una palla, ma un emblema di un vecchio gioco sempre attuale. Strumento di svago o cimelio raro per i collezionisti più facoltosi, la sfera tanto amata unisce tutti sotto la sua aura sin dall’alba dei tempi. Anche da prima che il calcio esistesse, basti pensare che gli egiziani erano soliti creare palle con bucce di grano, o semplicemente paglia, avvolti in tela colorata.

I primi regolamenti che hanno visto protagonista un pallone da calcio sono datati 1872: la palla da gioco doveva avere una circonferenza di circa 28 pollici e una forma completamente sferica. Sono regole ancora valide, ma la vera svolta legata alla nascita del pallone da calcio come lo conosciamo oggi è arrivata negli anni ’30, parallela alla prima edizione dei Mondiali di calcio. Precisamente l'11 marzo del 1930, quando dall’ingegno di un calciatore di nome Luis Polo nacque il "Superball". Un duro lavoro di più di una settimana senza sosta, notti e giorni passati alla ricerca della giusta soluzione. Un’idea vincente che ha cambiato la storia del football e del suo rapporto con i Mondiali. Luis Polo, centravanti dell’Atletico Belgrano, si chiuse in casa con l'amico carpentiere Tossolini e Valbuena, che faceva il commerciante, con l’unico intento di migliorare l’esperienza di gioco dei tanti appassionati sui quali già poteva contare il calcio come sport. Si adoperarono per capire come rendere più leggera la palla ed evitare di usare le spesse cuciture che caratterizzavano i palloni dell’epoca: quello spago così grezzo che rendeva difficile, se non impossibile, il colpo di testa.

I tre cittadini di Cordoba crearono dunque l’antenato del pallone di oggi, fu la nascita dell’oggetto di culto per antonomasia per gli amanti del calcio. Un vero e proprio spartiacque nella storia della palla rotonda e dello sport in generale. Grazie alla volontà dei tre appassionati il "Superball" divenne ufficiale nel 1937 in argentina: ben 170 artigiani si misero all’opera e iniziarono a produrre più di 1500 palloni al mese. La bontà dell’idea dei creatori venne premiata un anno dopo, quando, alla luce del successo raggiunto anche in Europa, i dirigenti della FIFA chiesero agli inventori argentini una decina di palloni per il Mondiale francese del 1938. La finale del torneo si giocò proprio con il "Superball Allen" e fu vinta dall'Italia per 4-2 in finale contro l’Ungheria.

Mondiali, tutti i palloni della storia

Uruguay 1930

La pelota argentina

Model T

Per il primo Mondiale per nazionali della storia del calcio venne utilizzato il "Model T". Tuttavia, la finale andata in scena tra i padroni di casa dell'Uruguay e l’Argentina fu caratterizzata da un’incomprensione, poi divenuta storica, che riguardò il pallone con il quale si sarebbe disputata la sfida: il mancato accordo su chi avrebbe dovuto portare la sfera da gioco creò non poche polemiche. La FIFA decise che l’Argentina avrebbe messo a disposizione il pallone per il primo tempo, mentre all’Uruguay sarebbe spettata la scelta per la ripresa. I padroni di casa decisero di affidarsi al Model T, composto da 11 strisce di cuoio chiuse intorno a una sfera di gomma con la mitica chiusura a stringa. Una scelta che fece discutere molto e portò gli ospiti a lamentarsi per il diverso tipo di cuoio, più pesante rispetto a quello della "Pelota Argentina" utilizzata nella prima frazione di gioco. Il cambio all’intervallo, infatti, permise alla Celeste di ribaltare l'1-2 del primo tempo e di vincere 4-2.

Italia 1934

Federale 102

Il “Federale 102” è stato il pallone dei primi mondiali che si sono giocati in Italia. Fu la prima grande vittoria per gli azzurri nella manifestazione internazionale.

 Francia 1938

Allen

Il modello "Coupe du monde Allen" fu il pallone del torneo che si disputò prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939. Fu un'evoluzione del primo "Superball". A trionfare fu l’Italia: vinse 4-2 con l’Ungheria in finale e conquistò il secondo titolo internazionale della sua storia. Il conflitto armato interruppe il corso della manifestazione e l'edizione del 1942, che sarebbe stata assegnata al Brasile o alla Germania, non ebbe mai luogo. Il Mondiale di calcio tornò nel 1950.

I palloni dal 1950 al 1966, prima dell'era Adidas

Da quarant'anni l'Adidas fornisce e crea i palloni per i Mondiali di calcio. Dai Telstar agli storici Tango, le magie dei campioni che hanno fatto sognare intere generazioni sono state compiute colpendo le creazioni dell'azienda di Herzogenaurach.   

Messico 1970, il primo Telstar

Telstar, Messico 1970

Il legame tra i mondiali e lo storico marchio dell’Adidas nasce nel 1970. Il "Telstar" segnò l’inizio di una rivoluzione senza precedenti nell’ambito del pallone da gioco. Fu il risultato di un progetto partito nel 1963 che vide protagonista l’azienda tedesca, solo sette anni dopo la FIFA decise di commissionare la realizzazione del pallone ufficiale per la FIFA World Cup che si sarebbe tenuta in Messico e da allora la multinazionale teutonica produce un pallone per ogni Mondiale. Il "Telstar" è stato il primo pallone con i pentagoni neri (12) su sfondo composto da esagoni bianchi (20). Il nome del prodotto dell’Adidas nacque dalla fusione tra le parole “television” e “star”, alla luce del fatto che quelli in Messico furono i primi mondiali trasmessi in bianco e nero alla TV. Per alcuni il nome deriverebbe anche da quello del primo satellite artificiale per telecomunicazioni, cui si ispira per il design. Il suo esordio fu un grande successo: la grafica e lo stile della sfera di gioco in questione risaltarono alla perfezione, rendendo il "Telstar" pallone da calcio più importante e significativo della storia dei mondiali.

Germania Ovest 1974, Telstar Durlast

Il Telstar Durlast

Grafica e composizione sono praticamente le stesse dell'edizione precedente.

Argentina 1978, il primo Tango

Il primo Tango

Prima versione di un altro pallone che ha aiutato a scrivere la storia del calcio, il "Tango" venne utilizzato in Argentina. Era composto da 32 pannelli (12 pentagoni e 20 esagoni) che creavano un disegno di dodici cerchi uguali. Fu il primo della lunga serie dei Tango.

Spagna 1982, il Tango España

Il Tango Espana

Molto simile alla pallone delle precedente edizione, ma migliorato nei piccoli dettagli.

Messico 1986, l'Azteca Mexico

Azteca Messico

Fu il primo "Tango" composto interamente da materiale sintetico. Le decorazioni esterne di natura triangolare si ispirano all’arte Atzeca, civiltà nata nella valle del Messico centrale dal IV secolo in poi.

Italia 1990, l'Etrusco Unico

L'Etrusco Unico

Per il pallone del mondiale nostrano l'Adidas decise il nome e la grafica prendendo spunto dalla storia italiana antica e dall'arte etrusca: tre teste di leone etrusche arricchiscono i 20 triangoli, che compongono un disegno simile a "Tango". Adidas Etrusco era composto da uno strato interno di schiuma di poliuretano.

USA 1994, il Questra

Il Questra

Il nome si ispira ad un'antica parola anglosassone che significa the quest for the star ("la ricerca delle stelle"). Stelle e pianeti sono stai inseriti nelle classiche decorazioni triangolari del "Tango". Di questo pallone sono state realizzate altre 3 versioni: "Questra Europa" (per gli Europei del 1996, il primo a colori, con la rappresentazione dei Tre leoni e di una rosa), "Questra Olympia" (per le Olimpiadi del 1996) e "Questra Apollo" (per la Liga 1996-1997).

 Francia 1998, il Tricolore

il Tricolore

La sua novità riguarda i colori utilizzati: fu il primo pallone multicolor utilizzato in un Mondiale. Il design rimane ancora quello classico dei Tango, ma i triangoli sono dipinti con i colori della bandiera francese (blu, bianco e rosso), da cui prende il nome.

Corea e Giappone 2002, il Fevernova

Il Fevernova

"The Adidas Fevernova" è stato il pallone ufficiale del Mondiale di Corea e Giappone. È stato il primo ad allontanarsi dalla grafica Tango, presentando un design composto da un triangolo grigio bordato d'oro di forma ispirata a quella di uno "shuriken", noto dardo nipponico. La colorazione di Fevernova si separava dallo stile di forme a tre punte del Tango che collegava ciascun esagono, introducendo invece una diversa forma triangolare su quattro esagoni. Il "Fevernova" è stato composto da uno strato sintetico in schiuma per conferire alla palla prestazioni superiori, eppure la creazione dell'Adidas è stata fortemente criticata per essere troppo leggera. A beneficiare delle particolari caratteristiche del "Fevernova" sono stati soprattutto gli attaccanti delle nazionali impegnate nel torneo, autori di reti spettacolari grazie anche alla complicità di qualche incerto intervento di portieri sventurati.

Germania 2006, il Teamgeist

Il Teamgeist

"Teamgeist" (dal tedesco: "spirito di squadra") è composto da 14 pannelli curvi termosaldati che garantiscono uniformità di risposta e massima precisione per il colpo al pallone. È stato concepito per essere praticamente impermeabile: la pioggia non condiziona le sue prestazioni. In ogni partita del Mondiale 2006 è stato personalizzato stampando sulla sua superficie la data della partita, il nome dello stadio e quelli delle squadre. Per la finale tra Italia e Francia è stata utilizzata una versione speciale, chiamata "Teamgeist Berlin": un'edizione a tiratura limitata caratterizzata dalla presenza delle grafiche dorate stampate sulla superficie.

Lo speciale Teamgeist usato nella finale tra Francia e Italia

Sudafrica 2010, lo Jabulani  

Lo Jabulani

In Sudafrica per il torneo del 2010 è stato utilizzato "Jabulani" (significa "festeggiare"). Nonostante i creatori del pallone avessero rispettato tutte le direttive legate ai requisiti di peso, dimensioni e addirittura impermeabilità, lo "Jabulani" non è riuscito a convincere gli addetti ai lavori. In diverse occasioni è stato etichettato come "palla da spiaggia" o "inappropriato", anche da portieri illustri come Buffon. Per gli estremi difensori è stato difficile indovinare la traiettoria della palla costituita da otto pannelli termosaldati: troppo leggera e imprevedibile per i gusti dei campioni impegnati sul campo. Sulla superficie è stato impresso un motivo con 11 colori composto da 4 triangoli. Nella finale del torneo è stata utilizzata una versione speciale: "Jo'bulani".

Jo'bulani special

Brasile 2014, il Brazuca

Il Brazuca

In Brasile, nel 2014, venne utilizzato "Brazuca", termine spesso usato in Sudamerica per definire la personalità e l'orgoglio del popolo brasiliano. I colori e la disposizione delle stampe richiamano i braccialetti portafortuna molto in voga tra la popolazione verdeoro. Così come in Sudafrica, anche per questa edizione fu utilizzata una versione speciale per la finale: il "Brazuca Final Rio". La differenza, come sempre, sta nei colori utilizzati: il verde e il giallo dorato caratteristico dei palloni utilizzati nelle finali del torneo degli ultimi anni.
Brazuca Final Rio

Russia 2018, il Telstar 18

Il Telstar 18

Il pallone di Russia 2018 sarà l'evoluzione dello storico primo esemplare del "Telstar" lanciato negli anni '70. Una nuova veste grafica, ideata senza perdere di vista l'estetica dell'originale: il design del "Telstar18" è caratterizzato da una stampa metallica e un effetto texturizzato. I primi test sul campo hanno dato risposte gratificanti, ma la grande novità del nuovo prodotto Adidas è senza dubbio al suo interno: il "Telstar18" sarà dotato un chip integrato che permetterà di interagire con l'oggetto attraverso lo smartphone. Ogni pallone genererà un codice identificativo unico che consentirà all'utente di interfacciarsi con contenuti personalizzati.

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