Milan, dal NY Times ombre su Yonghong Li: "Le miniere non sono sue"

Il quotidiano statunitense dedica un articolo al presidente del club rossonero, sollevando dubbi sul suo patrimonio: "Il fratello e il padre sono stati in carcere per truffa".

885 condivisioni 123 commenti

di

Share

A 7 mesi dall'acquisto del Milan e dalla sua nomina alla carica di presidente, sono ancora poche le informazioni note su Yonghong Li, l'imprenditore cinese che lo scorso 13 aprile è diventato ufficialmente il massimo dirigente del club rossonero.

In questo periodo la società ha più volte tranquillizzato i tifosi sulla solidità economica della nuova proprietà, ma un articolo del New York Times rischia di preoccupare ancora di più i sostenitori del Diavolo. 

Il quotidiano statunitense ha infatti condotto un'inchiesta sulla figura di Yonghong Li, gettando pesanti ombre sulla sua situazione patrimoniale (in particolare sui requisiti che gli hanno permesso di acquistare un club in Serie A) ed elencando gli scandali in cui sono stati coinvolti sia l'attuale presidente del Milan che i suoi familiari.

Il presidente del Milan Yonghong Li
Il Times getta ombre su Yonghong Li

Milan, inchiesta del New York Times su Yonghong Li: "Le miniere non sono le sue"

L'articolo del New York Times apre spiegando come Yonghong Li non sia un personaggio sconosciuto solamente in Italia ma anche in patria: l'asset principale del presidente rossonero è il Guizhou Fuquan Group, azienda che gestisce quella che nel suo curriculum viene definita come la più grande miniera di fosforo in Cina. Ma a quanto pare questo "impero minerario" è poco conosciuto nel settore e soprattutto il vero proprietario della miniera sarebbe il Guangdong Lion Asset Management.

Questo gruppo ha cambiato 4 proprietari negli ultimi 2 anni in circostanze poco chiare (per due volte è successo senza alcun esborso economico) e quando i giornalisti del Times hanno provato a visitarne gli uffici, li hanno trovati chiusi e in condizioni di abbandono. Nell'elenco dei proprietari non risulta il nome di Yonghong Li che, se la documentazione fosse esatta, non sarebbe quindi il titolare della principale attività elencata nel suo curriculum.

Yonghong Li
Yonghong Li

A destare sospetti sul presidente del Milan sono anche alcuni dei suoi precedenti legali tutti precedenti al momento in cui ha volto la sua attenzione sulla Serie A: nel 2004 la Guangdong Green River Company (azienda della famiglia di Yonghong Li) fu condannata per aver truffato i suoi investitori per circa 68 milioni di dollari, cosa che portò all'arresto di suo padre e suo fratello, mentre nel 2011 l'imprenditore è stato multato per più di 90mila dollari per non aver dichiarato alle autorità la cessione di azioni per 51 milioni.

Ulteriori dubbi vengono alimentati dal rifiuto di Li a rispondere a quanto pubblicato dal Times. Soltanto un portavoce del Milan ha voluto dichiarare che gli avvocati e le banche coinvolte nella trattativa dell'acquisto del club hanno controllato la situazione patrimoniale dell'attuale presidente e che le controversie legate alla sua famiglia non lo hanno mai visto fra i condannati.

Ma questa vicenda non può che preoccupare i tifosi del Milan, che in questi mesi hanno visto molti personaggi del mondo del calcio mettere in dubbio la stabilità economica della nuova proprietà: da presidenti di altre squadre di Serie A come Pallotta fino addirittura a Silvio Berlusconi, che qualche giorno fa ha espresso la sua preoccupazione sui problemi finanziari del club rossonero.

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.