Inside the Cage - UFC, che senso ha Nate Diaz contro Tyron Woodley?

In questi giorni si è parlato di un eventuale ritorno in gabbia di Nate Diaz contro nientemeno che il campione dei pesi welter Tyron Woodley. Che senso avrebbe?

UFC, Nate Diaz

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Quando si parla dei ranking UFC, la vena polemica di molti si accende, visti gli accoppiamenti che più di una volta hanno fatto aggrottare le sopracciglia agli appassionati e agli addetti ai lavori. 

Questo caso non fa eccezione: mancano sei settimane a UFC 219, ma la card di fine anno non ha ancora un main event ufficiale. Il coach di strength and conditioning di Nate Diaz ha scritto sui social che il peso leggero classificato sesto sta affrontando un "champ camp", ossia un camp che lo porterà a un match titolato.

Nei giorni scorsi anche il campione dei pesi welter Tyron Woodley ha rilasciato alcuni commenti che potrebbero far pensare a un match contro un avversario che non sia un welter naturale. Nulla di confermato per ora, solo rumour, ma che conseguenze avrebbe l'ennesimo match del genere sul senso comune dello sport?

UFC, Woodley ai weigh-in
Tyron Woodley, campione dei pesi welter UFC, durante il weigh-in di UFC 214

UFC 219 senza main event, spunta la possibilità Woodley vs Diaz

Non restate sorpresi - ha detto Woodley a FloCombat - se nei prossimi giorni dovessi annunciare un match. È uno sport in cui chi rischia viene premiato. Uno sport il cui obiettivo è divenire leggenda. Ci sono stati atleti che sono entrati nell'ottagono all'ultimo minuto e per questo le loro vite sono cambiate. Non credo che dovrebbe esserci alcuna differenza, con me. Ad oggi, nessuno nella mia categoria potrebbe darmi lo status di "Leggenda". È questo che voglio e potrei aver trovato il match che fa al caso mio.

Sarà Nate Diaz l'avversario di Woodley? A quanto pare se ne discute e i vertici UFC stanno cercando di esprimere tutta la propria creatività per l'evento di fine anno.

 
 
È questo - ha scritto ieri su Twitter Ariel Helwani - il coniglio all'interno del cilindro di cui parlavo durante lo show. Non c'è nulla di ufficiale. Vogliono essere creativi. Ci saranno altre idee in ballo. Mancano sei settimane e l'evento non ha ancora un main event.
Nonostante Conor McGregor e Dana White abbiano più volte citato la stazza di Nate Diaz, il Bad Boy di Stockton ha passato la maggior parte della sua carriera nei pesi leggeri, con parentesi non fortunate nei welter, una su tutte, la sconfitta contro Rory MacDonald; un match in cui, a proposito di stazza, Diaz soffrì molto la fisicità del canadese. Le sue ultime due battaglie tecnicamente fanno parte della categoria delle 170 libbre, ma contro un leggero naturale quale è Conor McGregor. Diaz vinse due battaglie nel 2010 contro Rory Markham e Marcus Davis, ma alla prova del nove contro il già citato MacDonald e contro il coreano Dong Hyun Kim, il californiano ha dovuto cedere il passo. 
C'è un altro problema. Si fa un gran parlare (legittimamente) della superficialità dei ranking UFC, che sono indicativi e che non garantiscono al primo sfidante, né a coloro che lo succedono se questo rifiuta il match, una title shot. Ciò significa, come ricorda il politico statunitense Markwayne Mullin (che ha anche un record di 3 vittorie e nessuna sconfitta nelle MMA), che il titolo UFC non potrebbe rappresentare un vero e proprio titolo mondiale legittimo, ma più un premio al miglior fighter della serata.   

Il politico statunitense solleva una questione sottovalutata e importantissima: che valore hanno i ranking e conseguentemente la meritocrazia nelle arti marziali miste e in UFC? Se le MMA sono uno sport e UFC il massimo rappresentante, come può non basarsi ciecamente su un sistema di ranking? Ecco le parole di Mullin alla seconda udienza riguardante l'espansione dell'Ali Act dalla boxe alle MMA, tenutosi giovedì scorso alla residenza del Comitato statunitense per l'energia e il commercio:

Se consideriamo UFC come uno sport (lo sport non è UFC, lo sono le MMA; con tutta probabilità qui Mullin si riferisce a UFC come sport per via del suo impatto planetario, ndr), dovrebbe esserci un ranking basato su un sistema meritocratico. Come ha fatto Dan Henderson - che mi piace davvero, non è un attacco a lui - ad ottenere una title shot quand'era nella Top 10 per combattere Bisping? Coloro che erano classificati tra il nono e il secondo posto hanno rifiutato?

Il Vice-Presidente sulle questioni di regolamentazione UFC, Marc Ratner risponde:

Quando Henderson ha combattuto Bisping, è stato un naturale rematch di un incontro avvenuto 4 o 5 anni prima. 

UFC, Bisping vs Henderson 2
Dan Henderson colpisce Michael Bisping con un overhand durante il loro rematch

Mullin incalza:

Non avrebbe dovuto essere per la title shot. Ciò significa che la cintura UFC non rappresenta davvero un campione mondiale. Rappresenta semplicemente un premio che viene conferito al combattente migliore della serata. Questo è un insulto ad ogni atleta professionista. Come ha fatto GSP ad ottenere un match titolato?

Il rappresentante dell'organizzazione ribatte:

È un ex campione pesi welter, il miglior fighter pound for pound.

Conclude Mullin:

Quindi non ha combattuto per il titolo, ma per un premio che lo designava miglior fighter e di cui è stato insignito quella notte. Voi proponevate l'Ali Act quando è stato accettato nel mondo della boxe, perché avevate visto il bisogno che c'era sia per i pugili che per i fighter. La manipolazione che ne è conseguita, non la vede? Non c'è nessuna copertura verso i fighter di MMA. Si tratta di prendere o lasciare. È per questo che UFC è diventata la "Don King delle MMA". Quando dite che i fighter di MMA sono trattati alla stregua dei pugili, io vi rispondo che non ci siamo nemmeno vicini. Se fa una dichiarazione del genere, lei sta ingannando il consiglio. E sta ingannando anche i cittadini americani.

UFC, Bisping colpisce GSP
UFC 217, Bisping affronta GSP. Dopo quattro anni d'assenza e una sola vittoria, St-Pierre è il nuovo campione dei pesi medi.

Parole dure, quelle di Mullin, ma che di certo hanno delle fondamenta. Più volte UFC ha chiuso un occhio sui ranking per favorire le leggi dello showbusiness, ma mai prima d'ora il metodo era stato criticato così aspramente. Le domande di Mullin sono legittime e dovrebbero ottenere risposta. Oggi, qualora UFC garantisse un match titolato in una categoria a cui un fighter non appartiene e che per giunta è reduce da una sconfitta, cosa accadrebbe? Nulla è stato confermato, ma se Diaz dovesse affrontare Woodley, partirebbe come forte sfavorito. E qualora Diaz dovesse riuscire nell'impresa, renderebbe ancora più golosa la chance di un terzo match contro McGregor e di conseguenza metterebbe sul piatto un'eventuale terza cintura contro un atleta che è a quota una vittoria e una sconfitta nella categoria delle 170 libbre. Un giro di cinture molto, troppo ampio che, come dice giustamente Mullin, non risulterebbero più come indicative di un campione, ma solo come premio al miglior fighter della serata. Ed è davvero questo che fan e addetti vogliono? È davvero questo ciò di cui ha bisogno lo sport?

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