Disastro Italia, Tavecchio tentenna: "Delusi, ma dobbiamo riflettere"

Il presidente della FIGC rompe il silenzio con una breve dichiarazione all'Ansa, ma lascia intendere di non aver ancora deciso nulla.

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Come da tradizione, all'indomani di una Caporetto (o di una Hiroshima, più verosimilmente) come quella vissuta dall'Italia a San Siro, iniziano a fioccare pamphlet e libelli in cui si illustrano le cure dolorose, radicali ma necessarie a cui deve essere sottoposto il calcio azzurro nella sua interezza, perché finalmente riesca a strapparsi dal Medioevo in cui è precipitato dopo il 2006.

C'è chi propone di chiudere le frontiere (immancabile via di fuga da ogni crisi che si rispetti), chi vuole rivoluzionare il sistema dei vivai e del calcio giovanile, chi si gioca il jolly degli stadi di proprietà, chi si accontenterebbe di azzerare i vertici federali. Verità prêt-à-porter, soluzioni semplici a problemi complessi.

E Carlo Tavecchio, cioè colui che la soluzione, semplice o complessa, è chiamato a trovarla davvero? Cosa dice Tavecchio? Dopo aver taciuto strategicamente mentre fuori fischiavano le bombe, questa mattina il presidente della FIGC ha deciso di mettere fuori la testa dal guscio e rilasciare una breve dichiarazione ai microfoni dell'Ansa:

Siamo profondamente amareggiati e delusi per la mancata qualificazione al Mondiale, è un insuccesso sportivo che necessita di una soluzione condivisa e per questo ho convocato domani una riunione con le componenti federali per fare un'analisi approfondita e decidere le scelte future. Ventura non sarà presente. 

Disastro Italia, Tavecchio prende tempo

Tavecchio e VenturaGetty
Ventura e Tavecchio: affonderanno insieme?

Poche parole, povere di concetti ma non del tutto prive di indicazioni. Il presidente federale tergiversa, esita, balbetta, rimanda. Forse perché non era stato preparato nessun piano d'emergenza (segno che la mancata qualificazione al Mondiale era considerata un'ipotesi remota), forse perché stavolta non c'è solo il futuro del commissario tecnico da discutere. 

Sia chiaro, non esiste alcuna possibilità che Ventura continui a occupare la panchina azzurra, ed è cosa buona e giusta che la scelta del suo successore sia ben ponderata. Tuttavia è possibile, addirittura probabile, che il ribaltone riguardi lo stesso Carlo Tavecchio, responsabile non solo di aver scelto il c.t. ma anche di avergli rinnovato il contratto fino al 2020 ancor prima di aver ottenuto la qualificazione ai Mondiali, contrariamente alle consuetudini e alla logica. 

Al presidente resta una sola carta per evitare la destituazione: sbattere sul tavolo del Consiglio Federale un nome forte, come quello di Carlo Ancelotti o Antonio Conte. Ma non sarà facile convincerli a rinunciare a quegli stipendi da top manager a cui sono abituati per amore di una nazionale a brandelli. Tavecchio prende tempo, ma non gliene resta molto.

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