Calcio Dilettanti, esultanza con saluto romano dopo gol a Marzabotto

Dopo la rete decisiva nel derby, mostra la maglia della Repubblica di Salò proprio dove si consumò la strage nazista.

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Un episodio che avremmo preferito non dover raccontare, ma che per forza di cose è entrato di diritto nella cronaca sportiva. È accaduto in provincia di Bologna, nel campionato di calcio di seconda categoria, durante il derby tra il Marzabotto e gli ospiti, il 65 Futa di Loiano. Dopo il vantaggio dei padroni di casa, gli avversari hanno prima pareggiato e poi completato la rimonta a tempo scaduto.

E l'autore del gol, tale Eugenio Maria Luppi, ha visto bene di esultare nel peggior modo possibile, con saluto romano e maglia "celebrativa" della Repubblica di Salò, mostrata sotto quella ufficiale di gioco.

Non un'esultanza a caso, perché Marzabotto, comune di poco meno di 7000 abitanti, suo malgrado è diventato celebre durante la seconda guerra mondiale per la strage nazista che ha avuto luogo tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, quando in una rappresaglia contro la resistenza partigiana furono uccisi 770 civili dalle SS guidate dal maggiore Walter Reder.

Saluto romano in seconda categoria, le scuse di Luppi

Giusto un mese fa era stata celebrata la 73esima commemorazione della strage, ma evidentemente non è servita per sensibilizzare Luppi, che subito dopo la partita di calcio ha tentato di porre le sue scuse attraverso un comunicato sulla pagina Facebook del club: 

A seguito degli avvenimenti di cui mi sono reso protagonista durante la partita di calcio Marzabotto-65 Futa, sono qui a esporre il mio più totale e sincero pentimento. Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste, ma a tutta la comunità di Marzabotto. Ho agito con leggerezza, senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito, tanto a livello personale quanto comunitario.

Il messaggio di scuse continua:

Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui, ribadisco, sono totalmente pentito e dispiaciuto. So che nessuna mia parola potrà cancellare né il mio sconsiderato gesto, né il dolore che esso ha causato. Ma era mio dovere morale scusarmi. Dichiaro inoltre che la società 65 Futa e i miei compagni di squadra sono stati da me tenuti all'oscuro della maglia incriminata che portavo sotto quella da gioco e delle mie intenzioni di mostrarla fino a fatto compiuto.

Rischio radiazione dal calcio e denuncia civile

Difficilmente le scuse, comunque dovute, lo aiuteranno a stemperare il clima di tensione generato e gli effetti del suo gesto durante la partita di calcio di seconda categoria. Il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, ha annunciato che procederà per vie legali e chiedere l'applicazione delle leggi che puniscono il reato di apologia di fascismo:

Lo sport deve educare ai valori della Costituzione. È un atto premeditato che non giustifica nessuna ragione. Chiediamo immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l’allontanamento del giocatore dai campi di calcio. È una questione di rispetto per la memoria di chi ha dato la propria vita per la libertà e la democrazia.

Il 65 Futa ha preso immediatamente le distanze dal giocatore, sospendendolo e multandolo. Ma nel comunicato del Sindaco di Marzabotta, emerge anche scetticismo circa la totale estraneità dei fatti da parte del club di appartenenza di Luppi:

Risulta assai improbabile che nessun dirigente della società 65 Futa si sia accorto negli spogliatoi della maglietta indossata dal calciatore in questione. Lo sport, soprattutto ai livelli locali, deve essere strumento di crescita umana ed educazione civica e non deve copiare i peggiori esempi che accadono negli stadi a livello nazionale.

Sì, ce lo saremmo risparmiato un po' tutti.

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