Mondiali, c'è bisogno del VAR? La FIFA si interroga

Il rigore concesso in Irlanda del Nord-Svizzera ha riacceso le polemiche: già in ottobre il presidente Infantino aveva aperto alla tecnologia.

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Le polemiche e i dubbi scatenati alla vigilia delle partite di andata valevoli per i playoff di accesso ai Mondiali di Russia 2018 si sono rivelati fondati: il calcio di rigore concesso dall'arbitro rumeno Ovidiu Alin Hategan alla Svizzera contro l'Irlanda del Nord sul campo di Belfast, trasformato da Ricardo Rodriguez e decisivo per lo 0-1 finale in favore degli elvetici, ha sollevato nuovi dubbi. Si potrà fare a meno del VAR a Russia 2018? Sembrerebbe di no, a tenere conto del peso specifico della competizione e dell'ultimo episodio da moviola: Hategan ha infatti assegnato alla Svizzera un calcio di rigore che le immagini televisive hanno messo in discussione.

Il fallo di mani di Corry Evans, centrocampista del Blackburn e della Nazionale nordirlandese, dopo il tiro a distanza ravvicinata di Shaqiri non trova conferme nei replay. Anzi, le riprese mostrano un tocco di spalla. Con la presenza dei due Video Assistant Referee forse le cose sarebbero andate diversamente. Il tema aveva già diviso il calcio mondiale: il numero uno della FIFA Gianni Infantino si è sempre detto d'accordo sull'utilizzo della tecnologia, mentre l'Uefa, nella figura di Ceferin, aveva mostrato scetticismo. Un paradosso risolto qualche giorno fa da una nota ufficiale della Federazione Mondiale:

Considerato che dall'inizio delle qualificazioni al Mondiale 2018 non è stato usato alcun aiuto tecnologico si è deciso di fare altrettanto per gli spareggi. La Fifa si è consultata ovviamente con tutte le confederazioni.

Una questione di coerenza, che rischia però di costare cara a qualcuno in partite da dentro o fuori, nelle quali in 180 minuti ci sono in palio i Mondiali e una fetta della programmazione calcistica di una nazione. Gli spareggi si stanno giocando senza l'ausilio della tecnologia, ma il 2018 dovrebbe essere foriero di novità, alcune in rima con VAR.

Tecnologia VAR ai Mondiali? La FIFA spinge

Quanto avvenuto a Belfast ha riportato alla mente le polemiche sollevate dal gol fantasma che lo scorso 11 ottobre ha permesso a Panama di superare per 2-1 in rimonta Costa Rica e conquistare il pass per i Mondiali 2018 a discapito degli Stati Uniti, clamorosamente sconfitti all'epoca da Trinidad e Tobago. La rete dell'1-1 dei  i canaleros era stata infatti festeggiata da Gabriel Torres, ultimo a toccare la sfera in una mischia furibonda in area avversaria, senza che però il pallone avesse mai superato la linea bianca.

Panama-Costa Rica 2-1, gol fantasma
Mondiali 2018, il gol fantasma in Panama-Costa Rica 2-1

L'assenza della Goal Line Technology impedì allora di evitare un errore grossolano, suscitando la ferma presa di posizione da parte di Infantino:

Credo sia arrivato il momento di correggere certi errori: introdurremo la Var al prossimo Mondiale. Gli arbitri sono esseri umani e sbagliano come tutti: quando il mondo intero vede un errore in pochi secondi e l'unico a non vederlo è l'arbitro e c'è il modo di rimediare, allora bisogna fare un passo avanti.

 Gianni Infantino, presidente della FIFA, è favorevole al VAR ai Mondiali
Gianni Infantino, presidente della FIFA, spinge per la tecnologia VAR ai Mondiali 2018

Parole quasi profetiche, quelle del presidente FIFA, che ribadivano la necessità di sdoganare in vista di Russia 2018 il sistema di assistenza tecnologica nei confronti degli arbitri. Per conferme, bussare alle porte dell'Irlanda del Nord, che domenica a Basilea avrà bisogno di un'impresa per ribaltare il ko contro la Svizzera. La tecnologia VAR, con pregi e difetti, nasce per correggere gli errori chiari ed evidenti. Un concetto sul quale Infantino ha fatto più volte leva:

L'obiettivo del Var non è quello di intervenire per i piccoli dettagli, ma quello di evitare che vengano commessi grandi errori

E pensare che la VAR era stata studiata proprio per evitare altri scandali come quello che costò il pass per i Mondiali 2010 all’altra Irlanda, allenata da Giovanni Trapattoni, contro la Francia, con la rete di Gallas propiziata da un evidente tocco di mani di Henry, non visto dall’arbitro svedese Hansson. Otto anni dopo (era il 2009) la storia si ripete. Sarà un monito sufficiente per l’arrivo della tecnologia in Russia 2018?

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