Drenthe: "Via dal Real Madrid per Mourinho. Il calcio un mondo che odio"

L'ex calciatore olandese si racconta sulle pagine di Marca in vista dell'uscita della sua autobiografia: "Ho smesso di giocare perché non fidavo più di nessuno".

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Royston Drenthe è uno dei classici casi di fenomeni "mancati" del calcio: a soli 20 anni, l'olandese era uno dei talenti più interessanti di tutto il panorama europeo e nel 2007 fu acquistato dal Real Madrid che spese 14 milioni di euro per strapparlo al Feyenoord, dopo essere rimasto incantato dalle sue prestazioni all'Europeo Under-21, torneo di cui il terzino fu nominato miglior giocatore.

Le sue tre stagioni fra le fila dei Blancos però furono tutt'altro che esaltanti (complice la contemporanea esplosione sulla sua fascia di un certo Marcelo) e dal 2010 la sua carriera è stata un continuo spostamento fra Liga, Premier League, campionato russo e Super Lig turca.

Nel giugno dello scorso anno, Drenthe ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Una scelta sorprendente per un calciatore che nel 2016 non aveva ancora compiuto 30 anni ma deciso a lasciare per sempre il mondo del calcio.

Royston Drenthe
Drenthe ai tempi del Real Madrid

Drenthe: "Mourinho mi disse di lasciare il Real Madrid"

Drenthe ha rilasciato un'intervista a Marca in vista della prossima uscita della sua autobiografia. L'ex giocatore del Real Madrid ha ripercorso le tappe più importanti della sua vita, raccontando come la sua infanzia sia stata segnata in maniera indelebile dalla perdita del padre, assassinato per le strade di Rotterdam.

Mio padre fu ucciso quando avevo 3 anni ma mia madre mi disse che era morto in un incidente. Lo fece per proteggermi, ero troppo piccolo per capire.

Drenthe ha poi parlato della sua carriera da giocatore e delle motivazioni che lo hanno spinto a ritirarsi dal calcio giocato a soli 29 anni.

Il mondo del calcio non mi è mai piaciuto, ero stanco e non me ne importava più niente.

L'olandese ha voluto puntare il dito specialmente contro i personaggi che popolano il calcio professionistico soltanto per arricchirsi, raccontando alcune disavventure di cui è stato a suo malgrado protagonista quando giocava ancora.

Ho avuto tanti problemi coi procuratori, delle volte ti fanno firmare qualcosa e poi non mantengono gli accordi. Ci sono tante persone disoneste e alla fine non mi potevo fidare più di nessuno. Per questo ho smesso.

"Via dal Real per colpa di Mourinho"

Nonostante si sia detto ormai disaffezionato al mondo del pallone, il classe '87 ha rivendicato con orgoglio la sua triennale esperienza con il Real Madrid, traguardo che lo rende orgoglioso della sua carriera da calciatore.

Sono fiero di quello che ho fatto perché ho giocato nella miglior squadra al mondo. In molti non ci sono riusciti, io sì.

L'addio alla capitale spagnola però fu tutt'altro che sereno e Drenthe ha indicato come principale colpevole l'allora allenatore dei Blancos José Mourinho, che arrivò nella Liga durante l'estate del 2010, fresco di vittoria del Triplete con l'Inter.

Me ne andai per colpa di Mourinho: in estate lavorai duramente ma nell'ultimo giorno di mercato, lui mi disse che dovevo cercarmi un'altra squadra e andarmene via. Quando tornai dal prestito l'anno dopo mi isolò dai compagni, ero furioso.

In ultimo, Drenthe ha voluto rivelare alcuni retroscena dei suoi tre anni passati al Real Madrid, in particolare qualche suo comportamento non esattamente professionale, dovuto specialmente all'inesperienza e alla sua giovane età al tempo.

Uscivo di nascosto durante di sera, non puoi rinunciare a certe cose quando hai 20 anni. Con un amico spesi 2000 euro per passare una notte con due ragazze.

Dichiarazioni che forse incuriosiranno i tifosi a leggere l'autobiografia di Drenthe per scoprire altre rivelazioni sul suo passato. Ma forse, con la sua intervista a Marca, l'olandese ha finalmente spiegato come mai non sia riuscito a diventare un grande calciatore nonostante le sue potenzialità.

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