Mondiali, Domenech: "Italia fuori? Una tragedia per voi, non per il mondo"

L'ex Commissario Tecnico della Francia alla Gazzetta dello Sport: "Sarebbe tragedia per voi, non per il mondo. Il mondo ha rischiato di perdere l’Argentina”.

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Che Raymond Domenech non nutra particolare affetto calcistico per l'Italia, è anche comprensibile. Commissario Tecnico della Francia sconfitta nella finale mondiale di Berlino 2006 dagli Azzurri all'epoca allenati da Marcello Lippi, il 65enne originario di Lione ha parlato del playoff che vedrà Immobile e compagni sfidare nel weekend la Svezia dal Wyscout Forum di Londra, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

Nella carriera di Domenech, ct della Francia dal 2004 al 2010, c'è uno spareggio per accedere ai Mondiali 2010 in Sudafrica: i galletti transalpini lo giocarono contro l'Irlanda e conquistarono il pass grazie a un gol di Gallas propiziato da un clamoroso fallo di mano firmato Henry, in grado di far infuriare Giovanni Trapattoni, all'epoca ct della nazionale irlandese. Il rovescio della medaglia? L'esito fallimentare della spedizione sudafricana per la Francia, eliminata nel girone con un solo punto conquistato in 3 partite. 

Quella dei Mondiali sudafricani è stata l'ultima esperienza del Domenech allenatore: dopo il suo esonero dalla nazionale a favore di Laurent Blanc, chiesto a gran voce dagli stessi calciatori, è ripartito allenando una squadra di pulcini nella periferia di Parigi e dedicandosi alla visione di partite in giro per l'Europa. Interrogato sul possibile esito di Italia-Svezia, non mostra dubbi:

L'eliminazione dell'Italia sarebbe una tragedia? Per voi, non per il mondo. Il mondo ha rischiato di perdere l’Argentina. Ce la farete, l’Italia ha giocatori che sanno gestire lo stress, la Svezia molto meno: nel gruppo erano quasi qualificati ma si sono complicati la vita.

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I trascorsi giovanili di attore, per una compagnia teatrale chiamata Trimaran, sono rimasti in dote a Domenech anche davanti a telecamere e microfoni. La capacità di lasciare il segno, nel bene o nel male, con le sue dichiarazioni si conferma tale quando si parla di un totem del calcio italiano e internazionale come Gianluigi Buffon:

È un grande. È scandaloso che nel 2006 non gli abbiano dato il Pallone d’oro. Ora al top nell'Italia ci sono Bonucci e Barzagli. Verratti mi piace, Balotelli sarebbe tra i migliori se si mettesse al servizio della squadra.

Della finale che ha deciso i Mondiali 2006, l'ex ct francese ricorda ancora nitidamente i momenti che portarono all'espulsione di Zinedine Zidane per la testata rifilata a Marco Materazzi, decisione probabilmente imbeccata dalla consultazione delle immagini televisive. Undici anni dopo, la tecnologia VAR è una realtà:

La decisione era giusta ma non è stato giusto usare il video. Se c’è una regola, o per tutti o per nessuno. Zidane? È un dio. In Francia gli abbiamo perdonato 14 espulsioni, da allenatore poteva andare ovunque per cominciare e ha scelto il posto giusto. 

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Da Zizou a un altro fuoriclasse che ha appeso le scarpette al chiodo, anche se da poche ore. Domenech nel corso dell'intervista ha anche espresso un giudizio positivo ma severo allo stesso tempo per Andrea Pirlo, fresco di ritiro dopo due anni nel calcio Usa.

Pirlo è stato un grande ma non il miglior italiano della sua generazione. Io l’ho incontrato anche con l’Under 21. Deve ringraziare Ancelotti che lo ha spostato a centrocampo (in realtà il merito è di Mazzone, ndr): da 10 non era un genio.

In tempi di pronostici, Domenech non si sbilancia a favore della nazionale del suo Paese: la Francia, per l'ex Commissario Tecnico dei Bleus, non è in prima fila nella griglia di favorite per la conquista dei Mondiali 2018:

Brasile, Germania e Spagna sono superiori.

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