UFC 217: tre nuovi campioni, tre nuove storie da raccontare

UFC 217 ci ha regalato tre nuovi campioni: un tris di storie ricche di pathos hanno accompagnato i nuovi re di categoria nel coronamento del proprio sogno.

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Tre campioni hanno abdicato, altrettanti nuovi re sono saliti al potere. Non c'è modo migliore per introdurvi al meglio ai nuovi regni titolati che troveranno luogo in UFC, rispettivamente nella categoria pesi paglia femminili, pesi gallo e pesi medi. Joanna Jedrzejczyk, Cody Garbrandt e Michael Bisping hanno ceduto il passo a Rose Namajunas, T.J. Dillashaw e Georges St-Pierre. Storie totalmente diverse uniscono nel medesimo destino i nuovi campioni, tra sacrifici, ricordi ed emozioni che li hanno portati a coronare il proprio sogno.

Impresa più ardua e all'apparenza quasi impossibile è stata quella di Rose Namajunas, che ha mandato KO la campionessa e dominatrice dei pesi paglia UFC Joanna Jedrzejczyk. Colei che era - ed è tuttora - additata come la fighter più forte della storia delle MMA femminili è uscita annichilita dal confronto con la statunitense di origini lituane, che come uno specchio ha rispedito silenziosamente al mittente tutto il trash talking riversatole addosso dalla polacca. JJ che c'era anche andata davvero pesante con "Thug" Rose, definendola un soggetto affetto da gravi problemi mentali. Namajunas che però non ha fatto una piega, perdonando salomonicamente l'avversaria al termine del match e lanciando un messaggio intriso d'amore e rispetto, in pieno contrasto con un trash talking definito "una mera maschera per vendersi".

La questione legata all'ex amicizia tra Cody Garbrandt e T.J. Dillashaw è stata invece ampiamente trattata tra le nostre pagine web, con il "traditore" che alla fine è riuscito ad imporsi sul paladino del Team Alpha Male, trionfando metaforicamente anche su tutti quegli ex compagni d'allenamento che tanto lo avevano criticato negli scorsi mesi. Il faccia a faccia post-KO, divenuto abbraccio dopo una manciata di secondi, è la perfetta cartolina del rapporto tra i due contendenti, che al netto delle divergenze continuano, in fondo, a volersi bene. Chiaramente ciò non gli impedirà di incrociare nuovamente i guantini nel futuro prossimo, magari con premesse ancor più roventi di quelle attuali. Su Bisping vs GSP, infine, non c'è molto da dire: uno dei GOAT delle MMA torna, seppure in una categoria non sua, trionfando con la classe e l'eleganza che era solito mostrare anche nelle 170 libbre. Dopo mesi e mesi di trash talking, con "Il Conte" che s'era spogliato dei nobili abiti per schernire l'avversario, il rispetto ha comunque trionfato sull'egocentrismo, con Bisping che ha riconosciuto i meriti del rientrante St-Pierre.

UFC: il futuro dei tre campioni

Il destino dei tre atleti protagonisti in quel di New York appare già abbastanza segnato, con GSP che sarà contrattualmente obbligato ad affrontare il campione ad interim pesi medi Robert Whittaker e Rose Namajunas che, con tutta probabilità, dovrà fronteggiare nuovamente Joanna in un rematch. Più difficile invece inquadrare il futuro di T.J. Dillashaw, con il neo-campione pesi gallo UFC che ha lanciato la sua sfida al parigrado della categoria pesi mosca e re delle classifiche P4P Demetrious Johnson. Con Dominick Cruz vs Jimmie Rivera pronto a trovar luogo il prossimo 30 dicembre però sembrano esserci tutti i presupposti per una prima difesa titolata contro il vincente di tale contesa, con T.J. che solo dopo tutto ciò potrà, eventualmente, coronare i propri sogni di gloria.

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