Modena radiato, Sassuolo realtà in Serie A: altalena nella Via Emilia

Il club emiliano escluso dalla terza serie del calcio professionistico italiano: a pochi chilometri neroverdi nella massima serie. Ruoli ribaltati in pochi anni.

Serie C, Modena escluso dal campionato dopo la quarta rinuncia a scendere in campo

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L'avventura del Modena nel calcio professionistico italiano è terminata domenica 5 novembre alle 19.15 nel buio dello stadio Valentino Mazzola di Sant'Arcangelo di Romagna: i canarini emiliani, funestati da mesi da problematiche societarie, non si sono presentati in campo per la quarta volta nel girone B di serie C 2017/2018, determinando così da regolamento l'esclusione della società dal campionato.

Una fine desolante, come la cornice che l'ha ospitata: ad attendere le squadre in campo non c'erano spettatori, ma solo gli steward e l'ispettore di campo. Che hanno atteso l'arrivo del Santarcangelo, dell'arbitro e degli assistenti, e a 45 minuti dal fischio d'inizio, fissato alle 18.30, hanno constatato l'assenza del Modena e registrato il tutto agli atti. Vane sono state le richieste del nuovo proprietario del club, Aldo Taddeo, che aveva sperato nella presenza in campo della Berretti gialloblù, stante lo sciopero della prima squadra per il mancato pagamento degli stipendi. A sancire l'esclusione di una società con un passato recente anche in Serie A è stato un comunicato del giudice sportivo:

La società Modena risulta essere rinunciataria già in altre tre precedenti occasioni. Le partite disputate ad oggi vengono annullate ai fini della classifica del Girone B del campionato di Serie C 2017/2018, che verrà pertanto riformulata senza tener conto dei relativi risultati.

Poche parole per certificare il punto più basso di una storia sportiva avviata nel 1912: nel suo curriculum il Modena vanta 28 campionati di Serie A, con un terzo posto nella stagione 1946-1947, due campionati vinti in Serie B, una Supercoppa di Serie C e due Coppe Anglo-Italiane. Passato cancellato da un colpo di spugna in un freddo pomeriggio autunnale. Ora toccherà al Giudice Sportivo sancire la radiazione del Modena in settimana: la proprietà rappresentata da Taddeo presenterà istanza di fallimento, mentre i legali del club presenteranno ricorso, ritenendo illegittima la mancata disputa delle partite interne contro Albinoleffe e Mestre dell’1 e dell’8 ottobre, poiché lo sfratto dallo stadio Braglia sarebbe diventato esecutivo solo il 9 ottobre. La sensazione è però che si tratti solo di un pro forma.

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Modena radiato dalla C, Sassuolo realtà della Serie A: l'altalena della Via Emilia

Quella del Modena è stata una storia felice, almeno fino a due stagioni fa: è allora, stagione 2015/2016, con il club in B, che la proprietà rappresentata da Roberto Casari, ex presidente di Cpl Concordia, ha vissuto il primo momento di vera difficoltà, culminato nella cessione del club al dirigente Antonio Caliendo. La retrocessione in Lega Pro dell’estate 2016 ha avviato il crollo delle finanze del club, fino ad accumulare un passivo di qualche milione di euro. Tale da non poter pagare calciatori e affitto dallo stadio, fino allo sfratto dal Braglia stabilito dal Comune.

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A 19 chilometri da Modena, intanto, c'è chi rappresenta una consolidata realtà della Serie A italiana: è il Sassuolo, rovescio della medaglia nell'altalena della Via Emilia. Nell'estate 2013, mentre il Modena archiviava una stagione chiusa in ottava posizione in Serie B, il team guidato da Eusebio Di Francesco conquistava la massima serie. Un quinquennio, quello del team guidato da Giorgio Squinzi, passato per una salvezza complicata nella prima stagione e una crescita costante fatta di investimenti e bel gioco, culminata nell'accesso all'Europa League 2016/2017. E mentre al Mapei Stadium un progetto si consolidava, al Braglia si preparavano tempi bui. Dal playoff perso nella stagione 2014/2015, passando per la salvezza attraverso i playout dell'annata successiva e la discesa in Serie C dell'estate 2016. Fino alla luce spenta, almeno per ora, domenica 5 novembre.

Lega Pro, 27 società non iscritte negli ultimi cinque anni

Quello riguardante il Modena non è certo un episodio isolato nel calcio italiano: i canarini sono il 27esimo club non iscritto al campionato di Serie C negli ultimi cinque anni. In estate era toccato a Como e Latina, ma nel lustro più recente non avevano tagliato il pass per la terza serie del calcio italiano realtà storiche come Siena, Venezia e Grosseto.  Troppo pesanti le spese medie per  3 milioni di euro a stagione, a fronte di  contributi di 500-600mila euro all’anno che arrivano dalla Lega: mantenere un club di Serie C comporta in media perdite superiori al milione di euro all’anno. Neppure il taglio da 90 a 60 squadre e il passaggio alla divisione unica erano stati utili per stoppare il calo di iscrizioni.  La scomparsa di un club a torneo in corso appare la sconfitta più grave per una competizione. A far da toppa al buco è la tempistica: la radiazione arrivata entro la fine del girone di andata prevede l’azzeramento delle partite giocate dagli avversari del Modena. Il girone B diventerà così a 18 squadre. Una storia che non si ripeterà più? Difficile ipotizzarlo.

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