Cosa fanno oggi i protagonisti dell'Italia Campione del Mondo 2006?

Con l'addio al calcio di Gilardino, sono rimasti in quattro a giocare: Buffon, De Rossi, Barzagli e Zaccardo. Tanti gli allenatori.

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Dodici anni fa la Nazionale di Marcello Lippi superava la Francia ai calci di rigore, festeggiando la vittoria del quarto titolo mondiale della storia azzurra. L'esultanza dell'Italia Campione del Mondo 2006 è ancora nitida nelle nostre menti: un urlo di squadra, meravigliosamente spontaneo come fu quello di Tardelli nel 1982, poi tutti ad abbracciare l'incredulo Fabio Grosso.

Uno dei pochi a non andare immediatamente dal suo compagno è Andrea Pirlo. In realtà l'ex Milan scatta verso il terzino, poi cambia all'improvviso direzione, perdendosi in mezzo ai festeggiamenti prima di venire quasi travolto da Barzagli. Chissà quante volte il Maestro ha pensato a quel momento, chissà se lo ha fatto mentre diceva addio al calcio giocato, al termine del match tra New York City e Columbus Crew. Pirlo è stato un altro pezzo dell'Italia Campione del Mondo 2006 che si arrende allo scorrere del tempo. È stato il diciottesimo, dei ventitré in rosa, a dire basta, sei mesi dopo Francesco Totti, l'altro azzurro ritiratosi nel 2017. 

Sono rimasti in quattro a giocare: Buffon, De Rossi, Barzagli e Zaccardo. Altri, invece, hanno scelto di diventare allenatori, nella speranza di seguire le orme del commissario tecnico Marcello Lippi, oggi alla guida della Cina. Tutti fanno ancora oggi parte nel mondo del calcio, ad eccezione di Iaquinta, bloccato da vicende extra-campo.

L'Italia Campione del Mondo 2006 dodici anni dopo

Vediamo cosa fanno attualmente i ventitré protagonisti dell'Italia Campione del Mondo 2006: soffermiamoci su ciascuno degli Azzurri usciti vincitori dall'Olympiastadion di Berlino.

Gianluigi Buffon

BuffonCopyright GettyImages
Gigi Buffon, ancora protagonista con le maglie di Juventus e Nazionale

Buffon ha appena deciso di lasciare la Juventus dopo aver detto addio alla Nazionale. Nel giorno dell'anniversario della vittoria del Mondiale, viene presentato in conferenza stampa dal PSG. A 40 anni Gigi vuole concedersi un'ultima avventura prima di appendere i guanti al chiodo.

Marco Amelia

Secondo portiere della rosa azzurra, Marco Amelia ha chiuso la carriera in Serie B, con la maglia del Vicenza. Prima della breve esperienza al Chelsea, è stato nominato presidente onorario della Lupa Castelli Romani (ex Lega Pro), formazione con cui è sceso in campo in due occasioni. Oggi ricopre il ruolo di opinionista in TV e frequenta il corso speciale per allenatori UEFA B/UEFA A.

Angelo Peruzzi

Fu il primo dei vincitori del Mondiale ad annunciare il ritiro, un anno dopo il trionfo di Berlino. È stato collaboratore tecnico di Lippi nella sfortunata spedizione in Sud Africa, in seguito è diventato il vice di Ciro Ferrara prima nella nazionale Under 21, poi nella Sampdoria. Dal 2016 è il club manager della Lazio.

Fabio Cannavaro

CannavaroCopyright GettyImages
Fabio Cannavaro, futuro tecnico del Guangzhou Evergrande

Un anno fa portava il neopromosso Tianjin Quanjian nella AFC Champions League. Raggiunto l'obiettivo, si è dimesso per tornare sulla panchina dei sette volte campioni di Cina del Guangzhou Evergrande. Una carriera da allenatore, finora, vissuta interamente in Asia, considerata anche l'esperienza araba con l'Al-Nasr.

Marco Materazzi

Lo stesso si può dire per Marco Materazzi, che nel 2014 è diventato calciatore-allenatore del Chennaiyin. Sette presenze in due campionati, conclusi con la vittoria del campionato indiano. La terza stagione, vissuta soltanto in panchina, non è stata così fortunata: penultimo posto e conseguente esonero.

Alessandro Nesta

Il Chennaiyin, nel 2014, poteva vantare addirittura due campioni del mondo. Insieme a Materazzi c'era infatti Alessandro Nesta, che nello stesso anno decise di dare l'addio al calcio al giocato, diventando video analyst del Montreal Impact. Dopo aver allenato il Miami FC, il 14 maggio 2018 è stato ufficializzato come nuovo allenatore del Perugia. 

Andrea Barzagli

Uno dei pochi a resistere al passare del tempo. L'attuale difensore della Juventus sta vivendo una seconda giovinezza: di recente ha firmato fino al 2019. 

Gianluca Zambrotta

Ritiratosi nel 2014 dopo una breve esperienza come allenatore-giocatore del Chiasso, il terzino ha guidato il club elvetico fino all'esonero, prima di emigrare nel campionato indiano, precisamente sulla panchina del Delhi Dynamos, con Simone Barone come vice. Ricopre il ruolo di assistente tecnico di Fabio Capello al Jiangsu, in Cina, fino al 28 marzo 2018, giorno in cui Don Fabio rescinde consensualmente il suo contratto. 

Fabio Grosso

GrossoCopyright GettyImages
Un teso Fabio Grosso sulla panchina della Primavera della Juventus

Il protagonista dell'ultimo penalty calciato quel 9 luglio ha deciso di rimettersi in gioco con la Juventus, passando prima per il Campionato Primavera. Tre stagioni alla guida dei giovani bianconeri, poi nell'estate del 2016, il passaggio al Bari, la sua prima panchina tra i professionisti. Non riesce a conquistare la promozione, e il 18 giugno 2018 rescinde il suo contratto firmando con l'Hellas Verona, appena retrocesso in cadetteria. 

Cristian Zaccardo

Fa quasi sorridere la storia recente dell'ex terzino del Palermo. Rimasto senza squadra dopo la stagione disputata col Vicenza, la scorsa estate Zaccardo si era affidato al social network Linkedin, ricevendo offerte praticamente da tutto il mondo. Lui scelse scelto Malta, firmando con l'Hamrun Spartans. Un'avventura terminata il 19 maggio 2008. 

Massimo Oddo

Dopo aver ottenuto la promozione in Serie A alla guida del Pescara nel 2016/17, Massimo Oddo, per sua stessa ammissione, era convinto di portare gli abruzzesi fino all'Europa League. Qualcosa non è andato, con il Delfino retrocesso in B e l'allenatore esonerato a febbraio, senza ottenere vittorie sul campo. Non è andata meglio sulla panchina dell'Udinese, altra esperienza conclusa con un esonero. 

Andrea Pirlo

PirloCopyright GettyImages
Anche Andrea Pirlo dice addio al calcio giocato

Di Pirlo abbiamo parlato prima: un'estate fa il regista dava l'addio dopo una stagione segnata da problemi fisici. Nel suo futuro un possibile ruolo come ambasciatore della Juventus, anche se a lui piacerebbe fare il dirigente.

Gennaro Gattuso

Sion, Palermo, OFI Creta e Pisa: questi i club dove aveva allenato Gattuso fino all'estate del 2017, prima del ritorno al Milan come tecnico della Primavera. Poi a stagione in corso la chiamata che mai si sarebbe aspettato: via Montella, subentra lui. Con lui i rossoneri chiudono al sesto posto conquistano l'Europa League, salvo poi perderla a causa della sentenza UEFA. Ha un contratto fino al 2021. 

Daniele De Rossi

De RossiCopyright GettyImages
Daniele De Rossi, centrocampista della Roma come nel 2006

Per lui è rimasto tutto uguale. I capelli sono un po' più lunghi e la barba non è più rasata, ma la maglia della Roma e quella della Nazionale - dove è appena ritorno sotto la guida di Roberto Mancini - sono le stesse di dodici anni fa. Un elemento ancora imprescindibile sia per i capitolini che per gli Azzurri.

Simone Barone

Attaccati gli scarpini al chiodo, Barone ha deciso di ripartire da zero, dagli Allievi Nazionali del Modena. Con i gialloblù è arrivato fino alla Primavera, prima di passare alla Juniores del Parma. Un'avventura all'estero, assieme a Zambrotta, con il Delhi Dyamos, e infine il ritorno in Italia, alla guida della Juventus Under 16.

Mauro Camoranesi

L'unico oriundo della spedizione tedesca è tornato in Argentina per il finale di carriera, per poi spostarsi in Messico, in Serie B, in occasione della sua prima avventura da tecnico, con il Coras de Tepic. Per quattro mesi ha allenato il Tigre, venendo esonerato dopo sette partite e oggi, dopo un'altra esperienza nella serie cadetta messicana, con i Cafeteros de Tapachula, segue a Coverciano il corso per allenatori di Serie C.

Simone Perrotta

Nel 2013 ha annunciato il ritiro, al termine della nona stagione con la maglia della Roma. Qualche mese dopo è stato nominato dalla FIGC vice presidente del Settore giovanile e scolastico. La scorsa estate ha preso il posto lasciato libero dall'ex compagno di squadra Totti nel corso da allenatore Uefa B.

Francesco Totti

TottiCopyright GettyImages
Francesco Totti, una vita alla Roma: prima da calciatore, ora come dirigente

Troppo impegnato l'ormai ex capitano giallorosso, alle prese con la sua nuova carriera da dirigente. Francesco Totti si è tolto gli scarpini per indossare giacca e cravatta. Il suo obiettivo? Essere d'aiuto alla sua Roma. 

Alessandro Del Piero

Del PieroCopyright GettyImages
Alessandro Del Piero

Pinturicchio è uno dei pochi a non essere sotto contratto con una società calcistica. Avrebbe potuto tornare alla Juventus dopo l'addio nel 2012, ma un rapporto non propriamente eccezionale col presidente bianconero Andrea Agnelli per ora glielo ha impedito. Oggi lavora in tv, come opinionista.

Luca Toni

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Luca Toni, il numero 9 dell'Italia Campione del Mondo 2006

Dopo il ritiro nel 2016 è rimasto al Verona come dirigente fino all'anno successivo. Ha ottenuto l'abilitazione a direttore sportivo ed oggi cerca una panchina dopo aver conseguito anche il patentino da allenatore.

Alberto Gilardino

Dopo la stagione con lo Spezia, Alberto Gilardino ha appeso scarpini e violino al chiodo. Ora studia per diventare allenatore. 

Vincenzo Iaquinta

In un'intervista del 2014 svelò il suo obiettivo di voler diventare un grande allenatore, “alla pari di Spalletti, Conte e Lippi”, tutti suoi ex tecnici. La sua carriera è stata stoppata sul nascere, complice una brutta vicenda giudiziaria del 2015 (anno in cui prese il patentino), quando in casa gli vennero trovate armi illegali. Altra goirnata buia è il 23 maggio 2018, quando per Iaquinta vengono chiesti 6 anni di reclusione nel processo Aemilia per 'ndrangheta. 

Filippo Inzaghi

In quattordici anni di Milan ha fatto praticamente tutto: giocatore, tecnico degli Allievi Nazionali, della Primavera e infine della prima squadra. In panchina non è andato bene come sul terreno di gioco, così nel 2016 ha accettato la sfida del Venezia, in Serie C. Ottenuta la promozione al primo tentativo, ha lottato fino all'ultimo per la promozione in Serie A, prima di sedersi sulla panchina del Bologna. 

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