Giocatori rifiutati per il loro fisico prima di diventare campioni

Il quotidiano spagnolo Marca fa una lista di calciatori scartati per alcuni "difetti" fisici: il tempo ha rimesso a posto le cose.

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Può capitare a tutti di sbagliare, ci mancherebbe altro. Ma coloro che lo hanno fatto nei casi che stiamo per raccontarvi, probabilmente ancora adesso si staranno chiedendo come sia potuto succedere. Parliamo di quei talent scout o dirigenti calcistici, che nel corso della loro carriera professionale si sono trovati di fronte a delle scelte, in particolare quelle di puntare o meno su giovani promesse portate alla loro attenzione.

Alcune di loro hanno superato l'esame, diventando poi effettivamente dei calciatori professionisti. Altre, invece, sono state bocciate, giocatori rifiutati per carenze dal punto di vista tecnico o magari fisico.

Ecco, in questa carrellata proposta dal quotidiano spagnolo Marca e che vi stiamo per raccontare, ci soffermeremo proprio su quest'ultimo aspetto, cioè sui "problemi" fisici di certi calciatori, che hanno spinto le persone di cui sopra a chiudergli una porta. Fortunatamente, però, a quelli di cui parleremo gliene sono state aperte delle altre subito dopo. E quei talent scout o dirigenti che a una prima impressione avevano preferito passare oltre, adesso non possono far altro che prendere atto del madornale sbaglio che fecero tempo fa.

"Troppo mingherlino", così alcuni dirigenti del Lione bocciarono Griezmann
Antoine Griezmann: secondo alcuni era troppo mingherlino per giocare a calcio

Giocatori rifiutati, poi diventati campioni

Prendiamo come esempio la valutazione che venne fatta dai dirigenti del Manchester United nel 2013, quando venne portato alla loro attenzione un giovane spagnolo di belle speranze in forza al Malaga. Era molto tecnico, decisamente sopra la media. Ma il suo fisico non convinceva i Red Devils, che reputavano "la sua testa troppo grande in relazione al suo corpo". Si trattava di Isco, che proprio quell'estate venne acquistato dal Real Madrid...

"Troppi bassi e mingherlini", invece, sono stati reputati altri due giocatori rifiutati e poi diventati campioni. Antoine Griezmann, agli albori della sua carriera, è stato bocciato proprio per questo motivo dal Lione. Stesso discorso per Jordi Alba, mandato via dalla "cantera" del Barcellona (che grazie al cielo non ha riservato lo stesso trattamento e Messi), salvo poi essere riacquistato per 14 milioni 7 anni più tardi.

E chissà cosa avranno pensato i dirigenti del Palmeiras quando, nell'estate del 2013, il Real Madrid ha sborsato 75 milioni al Porto per acquistare James Rodriguez. Il colombiano, infatti, appena 5 anni prima, da giocatore del Banfield, era stato bocciato proprio dal club brasiliano, che lo aveva definito "troppo grasso". Probabilmente oggi, se potessero tornare indietro, i dirigenti del Palmeiras chiuderebbero un occhio.

Era stato bocciato per l'altezza, ora per Insigne non è più un problema
Ora per Lorenzo Insigne l'altezza non è più un problema

Ci sono anche Insigne a Keylor Navas

Troppo basso è stato considerato anche Edson Alvarez, difensore dell'America e della nazionale messicana. Lui era stato scartato all'età di 14 anni dal Pachuca, proprio per via della sua altezza. Peccato che oggi sia alto 185 centimetri... La stessa identica cosa è accaduta pure al portiere del Real Madrid, Keylor Navas, in giovane età respinto in più circostanze da importanti squadre costaricane per la statura non ritenuta idonea: anche lui, oggi, misura un metro e 85 centimetri.

Non è cresciuto così tanto, ma è comunque riuscito ad andare oltre i pregiudizi sulla sua altezza, Lorenzo Insigne. L'attaccante del Napoli ha ammesso di aver pensato di lasciar perdere il calcio per via delle difficoltà trovate a causa della sua statura. Per fortuna poi ha cambiato idea.

Concludiamo questa carrellata di giocatori rifiutati e poi diventati campioni con un altro caso che adesso fa sorridere un po' tutti, a parte coloro che lo bocciarono all'epoca. Si tratta dello spagnolo David Silva, un calciatore che l'Arsenal ha visionato più volte quando ancora giocava in Spagna con Celta Vigo e Valencia. Alla fine i Gunners non si sono mai convinti ad andare fino in fondo, con la seguente motivazione: "Non ha il fisico adatto per poter giocare in Premier League". Le sue 230 presenze nel campionato inglese con la maglia del Manchester City, arricchite da 40 gol e 83 assist, dicono però l'esatto contrario.

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