Serie A, la carica di Monchi: “Scudetto? La Roma deve provarci”

Il ds della Roma promuove il lavoro di Totti e Di Francesco e aspetta il ritorno degli infortunati: "Non torneremo sul mercato. Lo Scudetto? Abbiamo il dovere di provarci".

Ramon Monchi, direttore sportivo della Roma

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È un Monchi sicuro dei mezzi della sua Roma, quello che alla sempre delicata domanda sullo Scudetto risponde nella maniera più sincera possibile, senza la paura di creare illusioni tra i tifosi o di dire, in chiave scaramantica, qualcosa di troppo grande per le aspettative di inizio stagione.

Se non gli dai la carota, l'asino non si muove. Perché non si può parlare di Scudetto? Non siamo i favoriti, ma abbiamo il dovere di provarci. Siamo partiti in svantaggio, pian piano stiamo arrivando al livello di Juventus, Napoli e Inter. Siamo in costruzione, ma alla fine dell'opera l'edificio sarà bello.

C'è tanta ambizione nelle sue parole, ma anche tanta sincerità. Alla vittoria della Serie A Monchi ci pensa davvero, nonostante le cessioni importanti che si è trovato costretto a fare in estate per far quadrare i conti in base alle regole imposte dal Fair Play Finanziario.

L'importante, però, è innanzitutto trovare una via di mezzo nei giudizi. Il “grigio”, come lo chiama l'ex direttore sportivo del Siviglia:

A Roma si deve scoprire l'esistenza del grigio. Non è possibile che dopo una vittoria il campionato sia già vinto il campionato e che dopo la sconfitta con il Napoli siamo da quarto posto. È impossibile opporre barriere all'entusiasmo della gente, però dobbiamo essere capaci di rallentare: essere eccessivamente umorali non fa bene.

MonchiCopyright GettyImages
Ramon Monchi in compagnia di Francesco Totti

Serie A, Roma: parla Monchi

Il dirigente si è esposto a trecentosessanta gradi. Oltre alla speranza di un trionfo in Serie A, Monchi ha parlato del calciomercato, di quello condotto l'estate scorsa e di quello che verrà:

I bilanci si fanno alla fine. Se li avessimo fatti dopo il primo anno di Dani Alves al Siviglia mi avrebbero gettato nel Guadalquivir. Abbiamo preso otto giocatori, non sono soddisfatto ma ho fiducia. L'idea era quella di rafforzare la rosa, offrire delle alternative a Di Francesco. Gli undici titolari sono tutti nazionali, non è facile trovare di meglio, però si può migliorare la concorrenza.

A gennaio non ci saranno stravolgimenti:

I tifosi non vanno allo stadio per applaudire un attivo di 45 milioni. Io sono qui per vincere, non vendo fumo. Non riproveremo ad acquistare Mahrez, non faremo niente. I nostri acquisti dovranno essere i miglioramenti di Under e Defrel e i rientri di Schick, Emerson e Karsdorp. Gli infortuni? Abbiamo un problema e non dobbiamo avere paura di dirlo, piuttosto dobbiamo trovare una strada per migliorare le cose. Abbiamo grandi professionisti e la soluzione non è cambiare lo staff.

Il pensiero va anche su Totti e Di Francesco:

Sono un ds che ama star vicino a giocatori e tecnico. Faccio colazione, vado sul pullman e ceno con la squadra. Nell'ufficio di Di Francesco entro sempre senza appuntamento. Sottolineo tre sue qualità: la conoscenza della Roma, l'intensità nel lavoro e lo sguardo sempre dritto negli occhi. Con Totti ho un rapporto che all'inizio non avrei mai potuto immaginare così stretto, soprattutto considerando che non sono venuto a regalargli una macchina, ma a dirgli “arrivederci e grazie”. Poteva succedere di tutto, è andata benissimo: dall'1 al 10, al nostro rapporto do un 11. Dopo venticinque anni in Serie A, con la stessa maglia, non è facile smettere. Poteva impuntarsi, invece ha capito e accettato.

Di Francesco si esprime sullo Scudetto in conferenza stampa

Di FrancescoCopyright GettyImages
Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma

Dello Scudetto ha parlato anche Eusebio Di Francesco, nella conferenza stampa precedente alla gara contro la Fiorentina:

Le parole di Monchi mi sono piaciute. L'entusiasmo dà consapevolezza ma non dobbiamo essere presuntuosi né sentirci bravi. Dobbiamo recuperare il terreno perso e restare attaccate alle squadre davanti: siamo lì anche se con una partita in meno.

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