Real Madrid, ma sei tu? La crisi contagia anche la Champions League

Da Girona al ko nel girone: i blancos non perdevano in questa fase da cinque anni. E il calendario, da qui a dicembre, si fa durissimo.

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Commentare due sconfitte consecutive in meno di una settimana. Fa effetto, come una maschera di Halloween particolarmente riuscita. Quello indossato dal Real Madrid a Wembley, però, è stato un travestimento scadente, che al Tottenham ha provocato solamente un leggero solletico. Ko con la matricola Girona in Liga, "bis" in Champions League contro i rivali per il primo posto nel girone: la squadra di Zinedine Zidane è un bolide da corsa ingolfato, con la marmitta otturata e il freno a mano inserito. Gli 8 punti di distanza dal Barcellona e il deludente secondo posto europeo parlano chiaro.

Troppo severi? Quando sei bicampione d'Europa, campione del mondo e campione di Spagna, due cadute a terra consecutive fanno ancora più rumore. Soprattutto perché è il primo vero momento di crisi attraverso da Zizou, da quanto nel gennaio 2016 è salito in sella a quel cavallo di razza che è la Casa Blanca.

Una parola, "crisi", che il tecnico francese e i suoi giocatori rigettano con tutto lo sdegno del mondo: "La gente ha la memoria corta", ha commentato un infastidito Cristiano Ronaldo dopo il 3-1 rimediato a Londra. I grandi campioni, come i grandi allenatori, sanno però bene che nel calcio il passato è un concetto relativo: non conta quanto di buono tu abbia raccolto, anche solo qualche mese fa. È il presente, nero come il completo indossato ieri dalle merengues, quello con cui Zidane deve fare i conti. È pure in fretta: da qui fino a Natale, il cammino del Real sarà durissimo.

Real Madrid, la crisi contagia anche la Champions League

Una sconfitta in campionato, subito dopo una in Champions League: al Real Madrid non capitava dal marzo 2015. Dopo aver lasciato i tre punti all'Athletic Bilbao, la squadra che allora era di Ancelotti perse tre giorni dopo con lo Schalke 04: un ko indolore, però, dato che il passaggio del turno era stato ipotecato nel match d'andata. Non è la prima volta che Zidane esce a bocca asciutta da due partite consecutive: gli era già successo lo scorso gennaio, quando sbattè prima contro il Siviglia (Liga), poi contro il Celta Vigo in Copa del Rey.

Real Madrid ko in Champions League con il Tottenham
Il Real Madrid non perdeva nei gironi di Champions League da cinque anni

In quel momento, però, un po' tutti erano convinti si trattasse di un semplice malanno di stagione: stavolta il discorso è diverso, i blancos stanno affrontando un'influenza che, dal campionato, si è propagata all'Europa. Il Real non perdeva nei gironi di Champions dall'ottobre 2012: era l'epoca di Mourinho, fermato dal Borussia Dortmund. Nella semifinale di quella stessa edizione, le Vespe avrebbero poi vinto 4-1 in casa contro gli spagnoli: il ko con il Tottenham è la sconfitta più pesante proprio a partire da quella storica débacle. 

Gol, dove siete finiti?

Il primo problema: la difesa subisce troppo? Sì e no: sono 16 i gol incassati finora, tre in meno rispetto ai 19 dello stesso periodo della scorsa stagione. Gli errori di una retroguardia che non ha sostituito al meglio la partenza di Pepe sono spesso evidenti (Dele Alli porta in vantaggio gli Spurs in mezzo a tre avversari), ma non bastano a spiegare le cause di un momento così storto. L'attacco invece sì, è decisamente una grana: i blancos hanno siglato 14 reti in meno rispetto allo scorso anno (36 vs 50).

Cristiano Ronaldo continua a segnare in Champions League (con 6 centri è il capocannoniere generale), ma non vede la porta in campionato. E come lui, anche i suoi compagni di reparto: i vari Benzema, Bale, Lucas Vazquez e Borja Mayoral hanno realizzato appena 5 reti complessive. Il solo Messi, ve l'abbiamo già raccontato, ne ha già messi a segno 12. In Liga i capocannonieri sono Isco e Marco Asensio: 3 gol a testa, un bottino che in altri tempi avrebbe fatto fatica a far parte della Top 5.

Centrocampo appannato, fasce doloranti

Se l'attacco piange, anche il centrocampo non ride: il trio delle meraviglia Modric-Casemiro-Kroos continua a essere un blocco unitario anche nelle difficoltà. A Wembley, il brasiliano è andato in difficoltà contro un avversario duro come Alli, mentre i due playmaker sembrano vivere una sorta di "blocco dello scrittore". Un altro punto fermo del Real che manca all'appello sono i terzini: l'assenza di Carvajal è pesantissima (il giovane Achraf è ancora acerbo), il rendimento di Marcelo è lontano dai suoi standard abituali (col Tottenham ha perso qualcosa come 29 palloni). La scorsa stagione lo spagnolo e il brasiliano hanno contribuito, tra gol e assist, a 33 reti: se il loro contributo viene a cadere, il vuoto lasciato è enorme.

Le partenze si fanno sentire

A ciò si aggiunge un tema fondamentale come il calciomercato: il Real Madrid si è davvero rinforzato? A esprimere il giudizio forse più veritiero, ci ha pensato lo stesso Cristiano Ronaldo:

Pepe, Morata e James Rodriguez ci rendevano più forti. I giovani sono il futuro, ma si nota l'inesperienza.

Partenze eccellenti, rimpiazzate in maniera un po' troppo leggera: se Benzema non segna, non c'è più una riserva di lusso dal gol facile come l'attuale centravanti del Chelsea. Per una rosa chiamata a competere al massimo, sempre e comunque, non avere soluzioni alternative all'altezza è un serio problema.

Derby, Mondiale per Club, Clasico: due mesi da cinture di sicurezza

Zidane predica calma, ma sa che il tempo per rimettere in carreggiata la sua supercar stringe: al Clasico con il Barcellona (23 dicembre) mancano meno di due mesi e gli impegni saranno infiniti. A novembre i blancos affronteranno in campionato il Las Palmas, prima del derby in casa dell'Atletico Madrid di domenica 19. Poi la sfida in terra cipriota con l'Apoel Nicosia, prima di ospitare il Malaga in Liga e chiudere la pratica in Copa del Rey con il Fuenlabrada. Ma è dicembre il mese da spavento: si comincia il 3 dicembre, con la trasferta sempre ostica di Bilbao. Il 6 al Bernabeu arriva invece il Borussia Dortmund, per l'ultima giornata del girone di Champions.

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Poi sarà il turno del Siviglia, prima di partire alla volta degli Emirati Arabi per disputare il Mondiale per Club: i campioni in carica esordiranno direttamente nella semifinale del 13 dicembre, con l'ultimo atto (finalissima o finalina) fissato per il 16. Il mini derby di campionato del 17 contro il Leganes sarà posticipato, ma il 23 non si scappa: a Madrid sbarcherà il Barça. Il Real vuole arrivare a quell'appuntamento con il secondo titolo iridato consecutivo in tasca, ma soprattutto con un divario che permetta di tenere vive le ambizioni in campionato. Vedremo se la profezia di Cristiano Ronaldo - "Tra due mesi probabilmente tornerete a parlare di noi come i migliori" - si sarà avverata.

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