Premier League, Roy Keane: "Il Manchester City ha il DNA da perdente"

L'ex Manchester United ha parlato dopo la bella vittoria dei Citizens sul campo del Napoli: "Storicamente hanno sempre rovinato quanto di buono riuscivano a costruire".

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Al momento è la squadra che gioca il miglior calcio d'Europa. E se non è il migliore, poco ci manca. La vittoria contro il Napoli, su uno dei campi più ostili d'Europa, ha confermato che quegli undici ragazzi in maglia azzurra non hanno intenzione di fermarsi. 

La domanda è: il Manchester City di Guardiola è la squadra più forte d'Europa? Presto per poterlo dire, ma i numeri di questo inizio di stagione parlano chiaro: 15 vittorie e un pareggio in 16 partite disputate, corredate da 49 gol fatti e solamente 10 subiti. Non solo: primo posto in Premier League a +5 sullo United, primo posto (e qualificazione in tasca) nel girone di Champions League e il pass per i quarti di finale di Coppa di Lega strappato poco meno di una settimana fa. 

A tessere le lodi dei Guardiola boys ci ha pensato lo stesso Maurizio Sarri, che prima e dopo la sfida del suo Napoli contro il Manchester City ha ribadito come la squadra inglese rappresenti al momento il top in Europa sotto quasi tutti gli aspetti: dal talento dei singoli alle conoscenze dell'allenatore, passando per la qualità di gioco espresso fino a questo momento della stagione. 

La gioia dei giocatori del Manchester City dopo la vittoria di Napoli

Premier League, Roy Keane: "Manchester City, prima o poi crollerai"

Ma tra i tanti manager, opinionisti, conduttori ed esperti di calcio che nel corso di queste settimane si sono meravigliati per la facilità con la quale il Manchester City riesce a vincere in Premier League e in Europa, non c'è sicuramente Roy Keane, leggenda del Manchester United, oggi assistente allenatore di Martin O'Neill sulla panchina della nazionale irlandese. Secondo l'ex difensore dei Red Devils è solo questione di tempo prima che i Citizens comincino a perdere colpi, calando di intensità e lasciando quindi punti per strada.

L'assistente allenatore dell'Irlanda, Roy Keane

Perdere è nel loro DNA. Storicamente, come club, hanno sempre rovinato quanto di buono riuscivano a costruire, quindi non sarei sorpreso se accadesse anche questa volta. È solo questione di tempo. 

Parole dettate dal fatto che in passato il Manchester City ha rappresentato la metà "perdente" e silenziosa della città. In passato, appunto, perché il presente è ben diverso. Il commento di Keane sembra essere dettato dalla sua fede passata e privo di quell'imparzialità con la quale dovrebbe esprimersi un uomo come lui, da diversi anni invitato a dire la sua nelle svariate TV sportive britanniche. 

La felicità dei giocatori del Manchester City dopo il trionfo contro il Napoli

Qualora il Manchester City dovesse battere anche l'Arsenal domenica pomeriggio nell'11esima giornata di Premier League, la strada verso il titolo sarebbe pressoché spianata: da dopo la sosta fino al 10 dicembre, data della sfida contro il Manchester United a Old Trafford, gli uomini di Guardiola affronteranno infatti Leicester, Huddersfield, Southampton e West Ham, squadre assolutamente alla portata. Non dovesse arrivare la crisi neanche qui, che cosa dirà Roy Keane?

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