NBA: Oladipo e Sabonis per una nuova era dei Pacers senza George

Victor Oladipo e Domantas Sabonis, arrivati dai Thunder, attendono il ritorno di Myles Turner per regalare ai Pacers una corsa verso i playoffs.

Oladipo vuole prendere in mano i Pacers

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Si sa che l’inizio di stagione NBA è caratterizzato da dei risultati particolari, upset che sembravano impossibili alla vigilia e squadre che mettono da subito il turbo per provare a sorprendere le più quotate.
 I Cleveland Cavaliers, ad esempio, hanno messo in fila quattro sconfitte contro Brooklyn Nets, New Orleans Pelicans, New York Knicks e Indiana Pacers, dando massimo sfoggio della propria inadeguatezza mentale. Anche i Warriors hanno ceduto malamente il passo in casa con Detroit ad esempio, o i Thunder che hanno giocato male perdendo già tre partite. 
Poi c’è anche il rovescio della medaglia, ovvero squadre poco accreditate che partono con il piede giusto e provano a mettere fieno in cascina per spuntare poi un posto playoff a fine stagione.


Tra queste, contro ogni pronostico, potrebbero esserci proprio gli Indiana Pacers che hanno iniziato con le idee chiare. La sorte non è stata molto clemente con la squadra di McMillan, perché la stella designata in Myles Turner ha dovuto abbandonare subito la squadra per una commozione cerebrale con conseguente concussion protocol da seguire, così i compagni hanno dovuto ancor di più alzare l’asticella. 
In estate la trade che ha portato Paul George ai Thunder era tanto inevitabile quanto a perdere, soprattutto perché quando una stelle esige la cessione, le altre squadre tendono al ribasso.

Sulla carta Sam Presti ha fatto un vero e proprio capolavoro e in molti hanno dato contro a Pritchard per una contropartita tecnica ritenuta inadeguata, ma soprattutto non la migliore arrivata sul tavolo dei Pacers.
 Sembrava un furto con scasso per OKC e invece queste prime partite di stagione ci stanno raccontando qualcosa di diverso.

Il grande inizio stagione di Sabonis

Aspettarsi un Sabonis così alla seconda stagione NBA

Se Presti ha deciso di scambiare un anno fa Ibaka, sostanzialmente per avere accesso a Domantas Sabonis, soprattutto grazie alla preziosa collaborazione di coach Few, un motivo doveva esserci. Nella prima stagione NBA sembrava che non fosse stata necessariamente una mossa azzeccata, visto che in una situazione in cui c’era possibilità di crearsi spazio, il lituano ha avuto rendimenti fisiologicamente alterni. 
Pritchard però ha visto in lui la perfetta contropartita tecnica per il futuro: un giocatore intelligente, grande work ethic, un passatore notevole e a oggi anche uno dei migliori rimbalzisti della NBA. 
Nella partita contro i Kings ne ha catturati ben 16, deliziano il pubblico anche con un paio di passaggi backdoor per Victor Oladipo finiti in schiacciata.


Ha avuto una partita da 9-9 dal campo, anche se il suo tiro da tre necessita ancora di molto lavoro, ma il suo inserimento nel meccanismo offensivo dei Pacers come facilitatore dal gomito o sul perimetro potrebbe essere l’arma in più per McMillan. Ora che Myles Turner non c’è le sue prestazioni e i suoi minutaggi sono d’indubbio interesse e si capisce che il materiale umano e tecnico su cui lavorare c’è. Questo potrà convincere il coach a trovare una coesistenza adatta sia a lui che alla stella della squadra per rendere il lavoro sul perimetro molto più proficuo.

Bojan Bogdanovic e un ruolo decisivo

Oladipo e Bogdanovic per alzare il ritmo

Non si può dire che il contratto di Victor Oladipo sia consono al suo rendimento e al suo status nella lega, se pensiamo che percepisce più di Paul George nei soli numeri, ma per ora sta rendendo in modo sorprendente, tanto che dopo aver realizzato la tripla vincente contro i San Antonio Spurs, si è rivolto verso il pubblico dicendo: "This is my city!".

Forse è un po' prematuro, ma sicuramente interessante per la riconoscenza verso chi gli ha dato fiducia e lo ha voluto rendere importante all’interno di un progetto. La continuità però non è mai stato il punto forte di ‘Dipo e ci sono ancora diversi angoli da limare nel suo gioco, soprattutto sul perimetro, posto dove invece Bojan Bogdanovic si muove con notevole sapienza.
 Il croato sta producendo molto con la sua bidimensionalità, soprattutto dando pericolosità dal perimetro e quando tornerà Turner il suo ruolo sarà ancora più importante per punire le attenzioni che il lungo da Texas calamiterà, visto che né Collison, né Oladipo, né Stephenson sono degli spot up shooter affidabili.


Sarà molto importante per il futuro capire l’impiego di un giocatore come Thaddeus Young, che è un eterno incompiuto, in grado di dare apporto dalla panchina, ma con caratteristiche e difetti (vedi un ondivago tiro da tre) piuttosto chiari. 
Al Jefferson sarà importante per dare leadership dalla panchina e presenza in post basso, sebbene i suoi anni migliori siano ampiamente alle spalle, ma questi Pacers hanno una logica e per essere al primo passo dell’era post Paul George, la base su cui lavorare è notevole. Forse non basterà per i playoffs, ma di certo può far stare tranquilli per l'immediato futuro.

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