THE WRESTLER - Roddy Piper, l'uomo che i fan WWE amavano odiare

"Rowdy" è stato uno dei più grandi heel della storia della federazione. Rissoso ma carismatico, il suo personaggio fu fondamentale per il boom degli anni '80.

Roddy Piper, la leggenda WWE

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Come in tutte le migliori storie, è difficile creare un eroe senza contrapporlo ad un grande cattivo. In fondo, cosa sarebbe stato Sherlock Holmes senza il professor Moriarty? O Luke Skywalker senza Darth Vader? O Bat-man senza Joker?

Essendo una forma di sport-intrattenimento che basa gran parte della sua natura sullo storytelling, il wrestling non fa eccezione a questo ragionamento: per far acclamare un lottatore dalle folle, il modo migliore è quello di metterlo contro un avversario capace di farsi odiare. E nella WWE, quasi nessuno c’è mai riuscito come Roddy Piper.

L’uomo soprannominato “Rowdy” (letteralmente “Rissoso”) per via del suo personaggio, un turbolento e litigioso lottatore scozzese, è stato per anni uno degli heel più detestati della storia della compagnia e fu fondamentale per la crescita di beniamini del pubblico come Jimmy Snuka e soprattutto Hulk Hogan. Un talento unico e carismatico, capace di diventare uno dei primi wrestler a farsi odiare su scala “mondiale”.

Roddy Piper e Vince McMahon
Roddy Piper con Vince McMahon

WWE, Roddy "Rowdy" Piper è stato a lungo l'uomo più odiato della federazione

Il lottatore nato in realtà in Canada approdò in WWE (allora WWF) nella prima metà degli anni ’80, durante il cosiddetto “Talent Raid”, l’operazione con cui Vince McMahon scelse di ingaggiare i migliori talenti delle federazioni territoriali per riunirli in una sola compagnia che avrebbe avuto portata nazionale: in quel periodo arrivarono The Iron Shiek, Hulk Hogan e appunto Roddy Piper.

Il proprietario della federazione di Stamford puntò su di lui per via del suo straordinario carisma: Piper era irrequieto, incontrollabile e piantagrane. La sua gimmick era quella del rissoso uomo scozzese, che entrava suonando la cornamusa, non teneva mai la bocca chiusa ed attaccava briga con chiunque gli capitasse a tiro, specialmente i face della compagnia.

Piper è stato per anni l’uomo che i fan della WWE amavano odiare: cattivo e sarcastico al punto giusto, tutti si rendevano conto di quanto “Rowdy” fosse bravo nell’interpretare il suo personaggio, ma questo non sfociava mai nel tifo da parte del pubblico nei suoi confronti. Chiunque fosse il suo avversario, gli spettatori pagavano o accendevano il televisore solo per tifare per lui, sperando potesse chiudere la bocca allo scozzese, che era la perfetta controparte dei wrestler dipinti come supereroi a quell’epoca.

Roddy Piper e Jimmy Snuka
Il famoso segmento con Piper e Jimmy "Superfly" Snuka

Il Piper's Pit e il segmento con Cindy Lauper

Pur essendo un lottatore di ottimo livello, la caratteristica principale di Roddy Piper era la sua abilità al microfono: anche se a quei tempi c’erano già stati fulgidi esempi del genere (specialmente Freddie Blassie e Billy Graham), Rowdy è considerato tutt’ora il più grande “trash talker” della storia della WWE. I suoi promo erano esilaranti, cattivi e scorretti nei confronti dei suoi avversari, che venivano spesso umiliati e derisi di fronte al pubblico, che non aspettava altro che una reazione nei confronti dello scozzese da parte del beniamino di turno.

Tutto questo portò alla creazione in WWE di un vero e proprio segmento televisivo dedicato a Roddy Piper, il Piper’s Pit, una sorta di talk show condotto dal wrestler in cui intervistava altri lottatori della federazione, coi quali finiva quasi sempre con lo scontrarsi. Il momento più celebre della storia del Piper’s Pit è sicuramente quello del 1984 con protagonista Jimmy “Superfly” Snuka. Piper insultò pesantemente il nativo delle Fiji, prima di rompergli una noce di cocco sulla testa a tradimento, cosa che portò ad una lunga rivalità fra i due che durò fino alla fine dell’anno.

Ma "Hot Rod" ("Testa calda") diventò uno degli uomini più disprezzati d’America quando la sua strada incrociò quella di un autentico monumento come Hulk Hogan. La contrapposizione fra i due culminerà nel main-event della prima edizione di Wrestlemania, ma raggiunse il suo picco più alto grazie all’ennesimo atto deprecabile di Rowdy: in un evento in onda su MTV prima del pay per view più importante dell’anno, lo scozzese interruppe un segmento con protagonista la cantante Cindy Lauper, aggredendo il manager Lou Albano. Quando la pop-star cercò di aiutare l’uomo soprannominato “Captain”, Piper la spinse via con un calcio.

Questo gesto, in un epoca in cui realtà e finzione nel wrestling erano ancora inscindibili, indignò il pubblico che elesse Roddy Piper come l’uomo più odiato del business al tempo e il 31 marzo del 1985 riempì il Madison Square Garden (o si sintonizzò davanti al televisore) sperando di vederlo sconfitto nel match di coppia con Paul Orndoff contro Hulk Hogan e Mr.T, attore diventato famoso per la sua partecipazione alla serie tv dell’A-Team. Wrestlemania I fu un successo strepitoso e il merito va anche all’eccezionale talento nel farsi odiare di Piper.

Roddy Piper
Piper nel film "Essi vivono"

L'eredità e il successo al di fuori del wrestling

La grande popolarità raggiunta da Piper a cavallo fra gli anni ’80 e ’90, lo rese una figura iconica anche al di fuori della WWE: Ronda Rousey, lottatrice MMA ed ex campionessa dei pesi gallo in UFC, ha ereditato il soprannome “Rowdy” proprio dal wrestler, chiedendo persino il suo permesso per continuare ad usarlo quando è diventata una lottatrice professionista. Nel giorno della morte di Piper, il 31 luglio del 2015, Rousey gli dedicò nell’intervista post-match la sua vittoriosa difesa del titolo contro Bethe Correia all’evento UFC 190.

Ironicamente, considerato il segmento già citato in precedenza, Piper diventò molto amico della cantante Cindy Lauper, apparendo anche nel video del suo singolo “The Goonies 'R' Good Enough” con molti altri wrestler della WWE. La stessa Lauper espresse la sua tristezza dopo aver saputo del suo decesso.

Piper fu anche uno dei pochi lottatori ad intraprendere il ruolo di attore ottenendo anche i favori della critica oltre a quelli del botteghino , specialmente con il suo ruolo da protagonista nel film “Essi Vivono” di John Carpenter. Il lungometraggio horror è diventato nel corso degli anni un vero e proprio cult del genere grazie in particolare alla grande interpretazione di “Rowdy”, che fu la persona a scrivere l’iconica battuta pronunciata dal suo personaggio.

Sono arrivato qui per masticare gomme e spaccare qualche c***. E ormai ho finito le gomme.

Pochi anni prima della sua morte, Piper ha avuto anche un ruolo ricorrente nella popolare serie televisiva “It's Always Sunny in Philadelphia”, in cui interpretava proprio un wrestler caduto in rovina dopo un passato glorioso. “Rowdy” è riuscito ad essere un’eccellenza praticamente in ogni campo in cui si sia cimentato e questo è dovuto al suo straordinario carisma. Roddy Piper è stato capace di farsi odiare ed amare allo stesso tempo, non soltanto dagli appassionati della WWE, cosa che ha portato Ric Flar (non proprio l’ultimo arrivato) a definirlo “Il più dotato intrattenitore della storia del wrestling professionistico”.

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