L'attore di Gomorra, vita da player: "Quando ero campione a Fifa..."

Salvatore Esposito racconta la sua vita da gamer: non solo "Destiny", di cui è ambiasciatore, ma anche Fifa e Call of Duty.

Genny, una vita tra Gomorra a Fifa

1k condivisioni 36 commenti 0 stelle

di

Share

Genny Savastano nell'Europa centrale, poi sulla Luna, poi su Venere, poi su un campo di calcio: la famosa serie televisiva "Gomorra" cambia location? C'è qualcosa che non sappiamo? No, semplicemente, prima di diventare il delfino di una nota famiglia criminale, Genny, ovvero Salvatore Esposito, ha avuto un'intensa vita davanti a console, mano al joypad, sguardo teso verso Fifa. Una vita da player, prima di diventare attore.

L'immagine che emerge dall'intervista di Repubblica è molto diversa da quella, a tinte fosche, che ne fa uno dei più riusciti interpreti delle nuove leve criminali sullo schermo. La terza serie di Gomorra sta per arrivare, in vista dei prossimi Lucca Comics & Games Salvatore Esposito non vestirà però i panni di Genny, ma sarà ambasciatore di Destiny 2. 

Proprio Destiny è stato una delle sue passioni giovanili, il kolossal della Bungie lo ha appassionato, ne ha circoscritto la vita sociale. Non solo: Salvatore apprezza anche Call of Duty, Battlefield e ovviamente Fifa.

Salvatore Esposito starà pensando: "Ma quando posso giocare a Fifa?"
Salvatore Esposito starà pensando: "Ma quando posso giocare a Fifa?"

Tra Fifa e Destiny, Salvatore Esposito si racconta

Prima di "Gomorra", i videogame: giocare non è un gioco, per gli appassionati. E non è il solito volto noto che decide di affiancare l'uscita di un videogame, Salvatore Esposito: "No, no. Io gioco sul serio", giura. La sua vita da gamer inizia, presto, prestissimo, come riconosceranno gli amanti del vintage: "Ho iniziato con l'Amiga 600, quando ero un ragazzino. La mia vera carriera da gamer però è cominciata con la prima PlayStation a metà degli anni Novanta". Dalla prima Playstation a Destiny il passo non è breve, ma per dirla alla De André "un sogno fu un sogno e non durò poco". E Destiny è stata una folgorazione: 

Gli scenari di quel gioco sono oggettivamente incredibili, ho dovuto lasciare il primo Destiny al diciottesimo livello. Per mia fortuna lavoro molto e sto spesso in giro quindi non posso giocare

Che poi l'universo dei giochi, del gaming, possa anche inondare campi di filosofia e visione del mondo, questo è affar di chi mischia gli ambiti. Professor Griff, dei Public Enemy, disse che i videogame non gli piacevano perché non si sa mai chi veramente sta giocando con chi: se le persone con i giochi o i giochi con le persone. E la questione dell'intelligenza artificiale, dell'immedesimazione, del 'tradire il bambino per l'uomo', è tematica cara per chi gioca, per Salvatore: 

Non sono d'accordo con Griff. So che il Comitato olimpico vuole inserire i videogame fra le discipline sportive. Mi sembra chiaro chi gioca con chi. Se me lo avessero detto qualche anno fa, quando ero un campione a Fifa e avevo tempo per allenarmi, magari ci avrei pensato a quella carriera. 

E il passo dalla filosofia all'educazione è breve, per tutti, e per Salvatore Esposito. Per cui alla fine sono stati forse, i videogames, l'online, la prima forma di social network. Senza la variabile di isolamento: 

I miei genitori mi dicevano di non perderci troppo tempo perché avevano paura che mi isolassi. E' anche una questione generazionale: chi ha più di 35 anni spesso non capisce i videogame . Altri invece, quelli in Rete, sono stati la prima vera forma di social network. Dell'isolamento non hanno nulla

Kevin Spacey non è un gran giocatore di Fifa
Kevin Spacey non è un gran giocatore di Fifa

E la storia del cinema, e di Gomorra, di giocatori, di appassionati, o di volti apparsi poi nel mondo virtuale, se ne contano molti. A partire da Gomorra, con Ciro Di Marzio, per arrivare a Willem Dafoe, Ellen Page, perfino Kevin Spacey. Anche Esposito vorrebbe apparire al di là del reale: 

Marco D'Amore (Ciro Di Marzio nella serie, l'antagonista dei Savastano, ndr) gioca quando ha tempo, il problema è che come me non lo ha. Ho anche immaginato un Grand Theft Auto in versione Gomorra, benché il tema della camorra sia forse è un po' delicato per esser trattato con un videogame. Magari potrei fare una parte in uno dei prossimi Call of Duty. Vedremo, mi piacerebbe. E poi a differenza di Kevin Spacey io so giocare sul serio.

Che poi è abbastanza chiaro: per gli appassionati il gioco è una cosa seria. E a differenza di Kevin Spacey, Salvatore Esposito lo sa bene. Forse è una questione generazionale. Forse è una questione di passione. Forse, semplicemente, non è solo un gioco.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.