Halloween non c'entra: Cristiano Ronaldo nel mirino del terrore Isis

Continua la strategia del terrore jihadista contro i Mondiali 2018: dopo Messi in prigione, poi decapitato, e Neymar nelle mani del boia, ora tocca a CR7.

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Nei giorni di Halloween c'è qualcosa di veramente macabro che circola in rete. Niente dolcetto-scherzetto: è l'Isis che continua la sua strategia comunicativa del terrore in vista dei Mondiali 2018 di calcio che si svolgeranno in Russia la prossima estate.

Quotidianamente l'organizzazione jihadista mette in rete nuove immagini. Protagonisti le maggiori star del calcio internazionale, Cristiano Ronaldo è uno dei casi più recenti: volti e nomi che tutti nel mondo conoscono, idoli di milioni di ragazzini che vestono le loro maglie sognando di ripeterne le gesta.

Lionel Messi era stato l'apripista: la sua immagine dietro le sbarre, con un occhio gonfio e sanguinante aveva fatto il giro del globo, diffusa dal Site Intelligence Group, l'organizzazione statunitense che da tempo monitora le iniziative dell'Isis sui social media e sul web, soprattutto tramite la Al-Wafa Media Foundation.

Halloween non c'entra: Cristiano Ronaldo nel mirino del terrore Isis

Dopo Messi, naturalmente, non poteva mancare appunto Cristiano Ronaldo. I due "marziani" del calcio moderno si dividono la platea dei tifosi e i Palloni d'Oro degli ultimi dieci anni. Sarebbe stato "imperdonabile" se lo stato islamico avesse dimenticato il portoghese.

Puntuale, infatti, nelle ultime ore è arrivato il fotomontaggio di CR7, ammanettato e in ginocchio, con un occhio tumefatto e un terrorista alle spalle: è il boia, col volto coperto e una lama luccicante nella mano destra, pronto all'esecuzione. Per chiarire che qui non è Halloween, non bastasse l'esplicita crudezza dell'immagine, la comunicazione jihadista aggiunge anche un messaggio:

Le nostre parole sono quelle che vedete, non quelle che sentite. Potete solo aspettare. Anche noi stiamo aspettando.

Strategia studiata nei particolari

Le macerie, i colori da tregenda, il muro sullo sfondo a precludere ogni via di fuga, tutto è studiato nei minimi particolari per infondere terrore: contro di noi non avete speranza, il destino di Russia 2018 - il cui logo è spesso presente nei fotomontaggi - è segnato.

Neymar e Messi

Insieme a quello di Cristiano Ronaldo, Site aveva scovato un altro fotomontaggio con protagonista un Neymar terrorizzato e in lacrime in attesa dell'esecuzione, proprio davanti al corpo di Messi, a terra, appena giustiziato. Ma l'attenzione dell'Isis si sta allargando anche ad altri protagonisti, magari meno di primo piano, del calcio mondiale.

Deschamps nemico di Allah

Nei giorni scorsi, infatti, era toccato a Didier Deschamps prestare il volto alla comunicazione del terroreIl tecnico della Nazionale francese è stato raffigurato in abito arancione da carcerato, sotto la minaccia di una pistola, con la scritta "Nemico di Allah". Reo, forse, per la Jihad di non convocare Benzema, Nasri o Ben Arfa? Una colpa che sconteremo tutti, comunque, almeno a dare retta al messaggio scritto sotto al fotomontaggio:

Continueremo a terrorizzarvi e a distruggere le vostre vite.

Cambio di rotta

L'ultimo caso? Per ora è quello di Marco Asensio. Appena assurto alla gloria calcistica con il Real Madrid e con la Nazionale spagnola, il giovane maiorchino è già entrato nel mirino dei terroristi - accusato, pur con un errore di stampa, di sionismo - che lo hanno inserito in uno dei loro macabri fotomontaggi: stavolta lo sfondo, dietro al boia, è quello di San Pietroburgo e del suo stadio.

Marco Asensio

Non bisogna commettere l'errore di confondere questi messaggi con Halloween: l'Isis prova davvero ad allungare la sua ombra sui Mondiali 2018. ma attendiamoci un cambio di rotta. Lo stato islamico infatti vuole creare terrore e diffondere ansia e conosce bene i meccanismi della moderna comunicazione, dove la mera ripetizione al massimo crea assuefazione.

Isis vs Mondiali 2018

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