Serie A, il Benevento tra record negativi battuti e da battere

Quello che doveva essere un sogno si è trasformato presto in un incubo. E la situazione rischia di peggiorare ancora.

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Il presidente del Benevento Oreste Vigorito, eroe delle due promozioni consecutive dalla Lega Pro alla Serie A, per tentare il miracolo (o quanto meno salvare il salvabile) si è affidato a Roberto De Zerbi, l'allenatore subentrato da due gare a Marco Baroni. I tifosi, invece, hanno puntato un po' più in alto, scomodando addirittura Padre Pio, invocato con uno stendardo come tentativo disperato di salvezza.

Al momento però né il provvedimento pratico, né la richiesta mistica, hanno portato a risultati concreti. Il Benevento nel suo primo anno in Serie A sta suo malgrado conquistando record su record, diventando sempre più un punto di riferimento in negativo per la storia del nostro campionato.

Già, la recente gaffe di Andrea Stramaccioni ("Non siamo mica il Benevento"), cui ha risposto per le rime il sindaco della città Clemente Mastella, rischia di non essere l'unica di questo tipo. Perché il club giallorosso, dopo la sconfitta con la Lazio nell'ultima giornata di campionato, è ancora fermo a zero punti in classifica dopo 11 giornate e sta riscrivendo record e statistiche non solo a livello italiano, ma addirittura europeo.

Serie A, i record negativi del Benevento

Dopo aver polverizzato già alla nona giornata (Benevento-Fiorentina, 0-3) la striscia di nove sconfitte consecutive in avvio di campionato che apparteneva al Vicenza (stagione 1949/1950), i giallorossi contro la Lazio hanno eguagliato un altro primato che va ben oltre i confini del nostro Paese.

La sconfitta numero 11 su altrettanti turni di Serie A mette infatti il Benevento in cima al classifica negativa europea del dopoguerra, pareggiando i conti con il Grenoble, che nella Ligue 1 2009/2010 dovette aspettare proprio la dodicesima giornata prima di trovare il suo primo punto stagionale.

Curioso che così come il Benevento, eliminato anche in Coppa Italia dal Perugia già ad agosto, anche il Grenoble a quelle 11 sconfitte in campionato ne avesse aggiunta un'altra nella coppa nazionale, contro il Lorient. La reazione d'orgoglio arrivò come detto al 12esimo turno, con lo 0-0 in casa del Monaco, cui seguirono altri due pareggi e pure una vittoria, in casa con il Tolosa. Salvo miracoli, il Benevento si avvia a diventare il leader assoluto di questa graduatoria: domenica, infatti, va all'Aliianz Stadium contro la Juventus...

In Europa nessuno peggio dei campani

Nel calcio niente è impossibile, lo sappiamo. Ma resta davvero complicato ipotizzare un colpo di coda del Benevento proprio nel prossimo turno di Serie A in casa dei bianconeri. Il rischio di allungare la striscia negativa a 12 è più che concreto e con essa la permanenza di quell'impietoso zero nella casella "punti in classifica", che rimane un caso isolato se si considerano i maggiori cinque campionati d'Europa.

In Premier League il Crystal Palace fanalino di coda ne ha collezionati 4 (in 10 giornate), mentre si sono fermati a 3 l'Alaves in Liga (sempre 10 turni) e il Metz in Ligue 1 (in 11). Quello che più si avvicina al Benevento è il Colonia, ad appena 2 punti in Bundesliga dopo 10 partite.

Insomma in Campania non si può nemmeno tirare in ballo il classico "mal comune, mezzo gaudio". E anzi si deve stare attenti a non rendere ancora più da incubo la stagione in corso, infrangendo nuovi record per il campionato di Serie A. Come ad esempio il minor numero di punti, stabilito un anno fa dal Pescara (18), così come quello delle vittorie complessive (3, pari al Treviso della stagione 2005/2006). Attenzione anche al record di sconfitte in un solo campionato, che vede ancora una volta il Pescara in vetta, anche se nella versione 2012/2013 (ben 28 ko).

La preoccupante proiezione dei gol

Essendo il Benevento ancora fermo a zero punti, ovviamente, non si può parlare di proiezioni future per quello che riguarda l'andamento in campionato. Si può fare però per quanto riguarda i gol, altro ambito dove il club giallorosso rischia di scrivere il suo nome nei libri di storia del calcio italiano.

Attualmente i record negativi del minor numero di gol segnati in un singolo campionato e quelli del maggior numero di reti subite appartengono rispettivamente a Treviso e Cesena nel primo caso e alla Lucchese nel secondo.

Sia i veneti nel (2005/2006) che i romagnoli (nel 2011/2012) sono riusciti a chiudere i loro campionati con appena 24 gol realizzati (media di 0,63 a partita). I toscani invece sono i primatisti per quelli incassati, ben 82 nella stagione 1947/48, un andamento di 2,05 ogni gara. Il Benevento oggi ne ha segnati 4 e subiti 29, per due medie (0,36 e 2,63) che, se proiettate sulle 38 giornate, porterebbero a 13,8 gol fatti (facciamo 14, cambia poco) e addirittura 100 subiti(!). Si tratta solo di giochi matematici, che nel calcio lasciano il tempo che trovano. Ma sarebbero altri due record storici, che il Benevento deve assolutamente provare a evitare.

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