Premier League, Morata: "Non avrei mai lasciato la Juventus"

L'attaccante spagnolo ripensa all'addio ai bianconeri e presenta il match di Champions League tra Roma e Chelsea: "Giallorossi più forti dell'Atletico Madrid".

2k condivisioni 38 commenti

di

Share

Quella di Roma non sarà una trasferta qualsiasi per Alvaro Morata. Il suo Chelsea, vittorioso nell'ultima gara di Premier League contro il Bournemouth, domani sera affronterà i giallorossi di Di Francesco all’Olimpico nel quarto turno della fase a gironi di Champions League. Ricordi indelebili affioreranno nitidi nella sua mente, quei due anni in Italia, a Torino, non li dimenticherà mai: emozioni vissute intensamente tra successi professionali e incontri che gli hanno cambiato la vita. Nel Bel paese ha vinto due campionati e ha alzato al cielo due volte la Coppa Italia, ma il traguardo più importante l’ha raggiunto il 17 giugno scorso, quando ha sposato Alice Campello sull’isola de La Giudecca, nella laguna di Venezia.

Quello della nuova stella della Premier League è un legame indissolubile con l’Italia, fatto di successi ed emozioni. 

Gioie che avranno bussato alla porta dell’anima nei primi mesi passati in terra inglese con la maglia del Chelsea. Un avvio difficile all’ombra di Stamford Bridge, come era prevedibile per chi deve sostituire un calciatore come Diego Costa, con il peso gravoso sulle spalle degli 80 milioni che Abramovich ha dovuto sborsare per soddisfare le richieste di Conte. La voglia di far bene e il pensiero fisso di dover ripagare con i gol la fiducia di un tecnico che lo ha voluto fortemente a Londra, così come a Torino.

"Mi sento in debito con Conte. Mi aveva preso per la Juve che poi lasciò per l’Italia. Quando ho saputo che mi voleva, non ci ho pensato due volte", raccontò Morata al Daily Mail nei primi giorni della sua nuova avventura professionale. La prima apparizione con i Blues non fu memorabile, Morata raccolse solo fischi: quindici minuti giocati e un rigore sbagliato che regalò il Community Shield all’Arsenal. Era il 6 agosto, sono passati quasi tre mesi da quella gara e i cattivi pensieri ora sembrano lontani: ad oggi sono 6 gol in 9 presenze in Premier League ed una segnatura in Champions League: niente male.

Premier League, Morata: “Non avrei mai lasciato la Juventus”

Punta sopraffina, ragazzo dai grandi valori, Alvaro Morata si racconta a La Gazzetta dello Sport a poco più di 24 ore dal match con la Roma di Champions League:

L’Italia mi ha dato la compagna della vita, Alice, veneziana, figlia di una città meravigliosa. Mi ha permesso di vivere un’esperienza fondamentale: le due stagioni alla Juve sono state fantastiche. Sono arrivato che ero un ragazzo, sono andato via che ero un giocatore vero. L’Italia per uno spagnolo è il Paese migliore per viverci. Avete tutto: bellezza, storia, arte, cucina, moda. Non sarei mai andato via dall’Italia e dalla Juve.

Ma ora una nuova sfida da vivere al massimo occupa le sue giornate. Con l’aiuto di Conte, e non solo, il suo ambientamento in Inghilterra è stato veloce:

C’è stata una serie di situazioni favorevoli. La prima l’allenatore: conoscevo Conte e non ho avuto problemi a ritrovarmi nelle sue idee di calcio. È esigente, ma valorizza al meglio le doti di un calciatore. Si vede che ha respirato l’aria di un grande club, prima da giocatore e poi da allenatore. La seconda l’ambiente: sono stato accolto benissimo dai compagni. La presenza spagnola, con Azplicueta, Alonso, Fabregas e Pedro, ha reso più semplici le cose. La terza è mia moglie Alice Campello: mi ha seguito a Londra.

Tra Torino e Londra la parentesi al Real Madrid, squadra che l’ha cresciuto come uomo e calciatore, insieme all’Atletico. Un passaggio da dimenticare in fretta:

Tornai a Madrid perché c’erano accordi contrattuali da rispettare. La delusione è stata enorme: mi sono ritrovato al punto di partenza. Mi hanno trattato come il ragazzo che ero prima delle due stagioni italiane.

Domani la sfida con la Roma, Morata teme i giallorossi

Il ritorno in Italia per disputare una gara complicata contro i giallorossi di Di Francesco:

La Roma mi ha impressionato nella partita di Londra. Avrebbe meritato di vincere. La preferisco all’Atletico Madrid, ha qualcosa in più. Ci è andata bene l’ultima volta, domani però si riparte da zero e dopo queste tre vittorie di fila penso che il Chelsea sarà più carico.

Domani all’Olimpico sarà anche sfida tra grandi bomber:

Dzeko è stato straordinario. Il primo gol è stato un capolavoro, mi è sempre piaciuto. Un campione.

Non ci sarà Totti, Morata ricorda un grande giocatore e un grande personaggio:

Per me è stato un onore giocarci contro. Totti è una leggenda. In un Juve-Roma fummo sorteggiati insieme per l’antidoping. Ricordo una star alla mano e con la battuta pronta.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.