Liga, tonfo storico per il Real Madrid: il Girona vince 2-1

In una sfida dal forte sapore politico, i Blancos cadono nella roccaforte catalana: non perdevano con una debuttante da 27 anni. Ora il Barça è lontano 8 punti

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Una sconfitta così provoca un rumore assordante. Il Real Madrid cade in casa del Girona: già così, è una notizia. Ma il 2-1 in rimonta della squadra di Pablo Machín ha un significato storico-politico pazzesco. Storico, perché i blanquivermells vincono la prima sfida ufficiale contro i blancos. Ma soprattutto, le merengues non perdevano contro una debuttante in Liga da 27 anni: Real Burgos, 1990.

Politico, per tutto quello che è accaduto in settimana: l'indipendenza della Catalogna e la reazione del governo spagnolo. La Casa Blanca nel fortino catalano, nella città amministrata fino allo scorso dal presidente destituito Puigdemont: si temevano problemi di ordine pubblico, fortunamente scongiurati.

Nella festa del patrono Sant Narcí, Girona fa allora festa doppia: l'ex Reggina Stuani e Portu ribaltano nella ripresa il vantaggio iniziale di Isco. Una vendetta dolce, dopo i due pali centrati dai padroni di casa nel primo tempo. Per Cristiano Ronaldo (a secco anche oggi) e compagni, una sconfitta pesantissima: ora il Barcellona è lontano 8 punti, il Valencia è a 4. Il tempo di recriminare però è limitato: mercoledì a Londra andrà in scena lo scontro diretto con il Tottenham, per il primo posto nel girone di Champions League.  

Liga, Real Madrid a Girona: una sfida "politica"

Tanto tuonò che non piovve. E meno male: nessun disordine, nonostante i timori della vigilia. Prima la risoluzione d'indipendenza unilaterale della Catalogna, poi il pugno duro del premier Rajoy (parlamento locale sciolto e governo destituito): ad accompagnare questo match, uno degli scenari politici più delicati di sempre. Ecco perché la sfida tra Girona e Real Madrid si era caricata di significati particolari: da una parte una delle roccaforti dell'indipendentismo, la squadra tifata dall'ormai ex presidente catalano Carles Puigdemont (oggi assente in tribuna); dall'altra il club simbolo della centralità del potere spagnolo.

A livello puramente politico, una sorta di Clasico. Alla fine, però, tutto è rimasto sotto controllo: i blancos sono stati scortati (a bordo di un pullman "neutro") dal Palau de Bellavista al Municipal de Montilivi, dove ad attenderli c'erano 13.200 tifosi blanquivermells (incasso record). Da quel momento in poi, i temi del campo hanno ripreso il sopravvento.

Vantaggio Isco, due pali per i padroni di casa

Il carico simbolico dell'incontro si è trasformato, per gli uomini di Machín, in un'iniezione di motivazioni incredibile: i padroni di casa hanno messo in difficoltà la formazione di Zidane fin dai primi minuti. Non avevano però fatto i conti con un avversario in più: la sfortuna. Due pali centrati nel primo tempo: all'11 sul tiro cross di Maffeo (il piccolo mastino che un mese fa aveva annullato Messi), al 39' con la splendida girata di testa di Portu. Oltre al danno, non poteva mancare la beffa: il vantaggio del Real è arrivato proprio sugli sviluppi del primo legno.

In 19 secondi, la palla è passata da Sergio Ramos a Benzema, quindi sui piedi di Cristiano Ronaldo: tradizionale destro a giro, respinto corto da Bono. Niente di più semplice per Isco: tap-in vincente e 3° centro in Liga per il migliore in campo dei suoi. E CR7? Del suo primo tempo rimangono una conclusione al volo (bloccata da Bono) e un doppio passo prima di mandare in porta Benzema: la mancanza del gol in campionato si fa sentire eccome.

Stuani-Portu, Montilivi in Paradiso

Da Cristiano a Cristhian: a inizio ripresa, Stuani regala il meritato pareggio ai padroni di casa. L'azione del gol mette in evidenza tutte le lacune della difesa blanca: Pere Pons semina il panico palla al piede, quindi l'ex attaccante della Reggina dribbla Nacho e batte Casilla (altro protagonista di giornata per le sue origini catalane). È il 54': altri quattro minuti e Montilivi bussa alle porte del Paradiso. Ancora una volta, per mano di un Cristian: sulla conclusione di Maffeo, Portu ribatte in rete di tacco (e in posizione molto dubbia).

È l'apoteosi per i 13 mila del Municipal, è una doccia freddisisma per Zidane: il tecnico francese corre ai ripari, giocando le carte canterane Lucas Vazquez e Marco Asensio. Il finale di gara è un film epico: il Real Madrid assalta senza successo l'area avversaria, ma Bono neutralizza i pochi tentativi di Cristiano Ronaldo, Asensio e co. Finisce con un Isco dolorante (a rischio la sua presenza in Champions League?), ma soprattutto con il sogno di Girona che si materializza. Dopo il Betis, è il secondo ko in Liga per i blancos. S'interrompe a 13 la striscia di vittorie consecutive in trasferta. È una domenica nero per i madrileni, mentre la roccaforte catalana festeggia.

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