Arp primo 2000 a segnare in Bundesliga, ma l'Amburgo perde lo stesso

Fiete Arp è il primo 2000 a segnare in Bundesliga: capitano della nazionale tedesca U17, in estate ha rifiutato un'offerta molto importante arrivata dal Chelsea.

Il primo 2000 a segnare in Bundesliga è stato Fiete Arp dell'Amburgo

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Luoghi comuni. Il calcio è fatto anche di questo. Negli ultimi anni l’Amburgo, unica squadra ad aver partecipato a tutte le edizioni della Bundesliga, ha fatto parlare di sé più che altro per i tanti (troppi) acquisti sbagliati che non per il lavoro sul settore giovanile che ha sempre contraddistinto il club.

Le critiche sono giustificate solo in parte: con Heung-Min Son, Jonathan Tah e Hakan Çalhanoğlu, tre giocatori di alto livello, l’Amburgo ha recentemente lanciato in Bundesliga diversi giovani di grande prospettiva. Vero che nessuno dei tre è cresciuto nel settore giovanile del club tedesco, vero però che sta venendo fuori Jann-Fiete Arp. Classico centravanti, uno di quelli che in questi anni in cui va di moda il falso nueve, sta andando via via scomparendo: ieri ha segnato nella sconfitta per 2-1 a Berlino contro l’Hertha. Un gol storico.

Già, perché Jann-Fiete Arp è il primo classe 2000 a segnare in Bundesliga. E nessuno in Germania è sorpreso del fatto che a riuscirci sia stato proprio lui. Capitano della nazionale tedesca Under 17, ha terminato il mondiale di categoria appena finito in India con 5 gol in 5 partite. Ma che sia forte lo si sa da tempo. Anche all’estero.

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Bundesliga, ritratto di Arp: primo 2000 a segnare in Germania

Arp è il primo 17enne della storia dell’Amburgo a segnare in Bundesliga. Nella storia del campionato tedesco solo sette giocatori hanno segnato essendo più giovani di lui (nell’ordine Sahin, Draxler, Werner, Pulisic, Ricken, Tanko, Havertz). In estate su di lui si era mosso il Chelsea, ma Arp ha rifiutato, dimostrando di essere particolarmente umile:

Non avrebbe avuto senso, alla mia età, andare al Chelsea. Non ho ancora raggiunto nulla, in pratica non ho esperienza nel calcio professionistico. Il rischio era troppo grande. Sarebbe stata una cavolata andare all'estero e snobbare tutto il resto: il calcio è momentaneo, può finire da un giorno all'altro, il diploma di maturità non me lo toglie nessuno. I soldi inoltre alla mia età non possono essere un fattore. Sarebbe sbagliato bruciare 11 anni di scuola solo perché ho le priorità sballate. Prendo la maturità, poi si vede.

Entrato nel settore giovanile dell’Amburgo a 10 anni, a 15 giocava con quelli di 17. In Germania sono tutti convinti che sarà l’attaccante del futuro, anche perché di uomini d’area di rigore, ultimamente, ce ne sono pochi. Anche se questo della mancanza dei classici numeri 9 rischia di diventare un luogo comune. Nel calcio ce ne sono tanti…

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