Premier League, un pomeriggio a Vicarage Road per Watford-Stoke City

Il nostro Roberto Gotta era a Vicarage Road e ha assistito al match tra Watford e Stoke City valido per la decima giornata di Premier League. Ecco il suo racconto.

Watford-Stoke City

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Watford-Stoke City 0-1, una vittoria meritata dai Potters che però oltre al gol non hanno dovuto fare molto altro che difendersi. Atmosfera sgonfia, a parte i tifosi ospiti: è la Premier League di oggi, quella che ha visto dissipare una parte importante dello spirito di una volta. Tanta musica e poco ambiente. Ma a quanto pare va bene così. I numeri li avete già letti altrove sul sito, completi e con i dettagli in progressione cronologica. Il risultato è quello, Watford-Stoke City 0-1, e si tratta di una delle innumerevoli partite, frequenti in Inghilterra soprattutto un tempo, in cui il punteggio e l'andamento della partita prendono strade parallele ma differenti.

Quante volte, in passato, ne abbiamo viste: attacca una, tiene la palla una, improvvisamente segna l'altra. Riprende a giocare la prima e va avanti fino alla fine senza segnare. Qui è stato un po' diverso, come si comprende dal minuto del gol, il 16°: corner di Xherdan Shaquiri da destra, tutti in area per creare densità e lasciare appositamente libero Darren Fletcher al limite, destro al volo e palla che in qualche modo passa nella folla ed entra adiacente al palo sinistro di Gomes. Da lì in poi lo Stoke ha fatto il giusto, ovvero il minimo, difendendosi con 5+4 uomini e lasciando il solo Choupo-Moting a cercare di disturbare l'impostazione avversaria, con Diouf e Pieters ai lati, aiutati dai rientri di Shaqiri e Sobhi ad aiutare Joe Allen (centrosinistra) e Darren Fletcher che erano in mezzo.

Una densità che ha schiacciato i movimenti offensivi di Abdoulaye Doucouré, incaricato più di Tom Cleverley di aggiungere numeri dalla trequarti in su, in quello che pur nella sua difficile identificazione è parso un 4-2-3-1 del Watford, con Capoué dietro a Troy Deeney, Richarlison a sinistra e André Carrillo a destra. Nel secondo tempo i due laterali sono rimasti spesso più larghi e più alti, per costringere i Potters a diluirsi orizzontalmente e lasciare maggiori spazi per incursioni centrali, ma il muro si è quasi sempre ricomposto in fretta e le tante fasi concitate, frutto dei moltissimi cross partiti anche dalla trequarti campo quando il ripiegamento dello Stoke concedeva spazio, sono quasi sempre risultati in brevi mischie risolte in favore degli ospiti, e lì è pura buona sorte, nel senso che un palla vagante in area o dintorni - vedi gol di Doucouré a Stamford Bridge sabato scorso - può finire anche solo una volta sul piede giusto, senza lacune tattiche, ed è gol.

Premier League, un pomeriggio a Vicarage Road per Watford-Stoke City

Lo Stoke si è difeso cercando di ripartire, ma non aveva gli uomini giusti: una volta è scattato Allen, che però non ha la gamba per sostenere 35 metri seminando un avversario di qualunque tipo, e nel secondo tempo avrebbe avuto spazio Sobhi, ormai però esausto e non velocista. Solo una volta è accaduto qualcosa, al 94°: su corner respinto la palla è arrivata a Saido Berahino (entrato al 78°, ancora zero gol in 32 partite con lo Stoke City e non fare una rete in una Premier League con tante squadre mediocri è davvero un crimine sportivo), che ha appoggiato a Charlie Adam, dribbling su Gomes, che era andato in attacco sul corner e stava rientrando di corsa, ma tocco sbilenco di sinistro, con palla che rotolando lentamente è finita sul palo.

Poi la fine, nella delusione dei tifosi di casa, ma nemmeno troppo: ambiente moscio, ravvivato - funziona sempre così, dove non ci sono basi forti - dai supporter dello Stoke, che con le sole voci hanno fatto meglio del patetico tamburo di casa, ennesima violenza globalizzante fatta a una tradizione inglese che di queste cose non ha mai avuto bisogno, per essere unica. Una partita su cui girare pagina presto, non il giudizio su una stagione, e lo testimonia il fatto che il Watford nelle due settimane avesse battuto l'Arsenal e perso solo nel finale contro il Chelsea, mentre lo Stoke City veniva da due sconfitte con 9 gol presi. Insomma, un pomeriggio che racconta solo se stesso, senza cercare di predire il futuro. Non siamo così intelligenti da farlo e oltretutto... beh, guardate la foto in fondo a questo pezzo, e capite perché l'articolo finisce qui: se indugiamo ancora ci buttano fuori...

Watford-Stoke City 0-1
Watford-Stoke City 0-1

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