Vent'anni di Buffon in nazionale: le 5 migliori parate di Gigi

Dalla gelida notte di Mosca del 29 ottobre 1997 ad oggi, Buffon celebra vent'anni di carriera in nazionale: ecco le sue cinque parate più belle rimaste negli occhi di tutti.

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Per capire che fosse il migliore non c'era bisogno di vederlo salire sul palco del Palladium Theatre di Londra dove ha ricevuto il premio The Best Fifa. Si sapeva già. Buffon è da anni il numero 1, in tutti i sensi. Sia con le sue due uniche squadre di club, Parma e Juventus, che soprattutto con la nazionale italiana. Una carriera all'insegna della sportività e del talento, così enorme e così tanto esaltato nei momenti che contano e non solo.

Quei guantoni sempre al posto giusto, aperti con le cinque dita in bella mostra per smanacciare un pallone sotto l'incrocio o chiusi a pugno per respingere d'istinto una conclusione ravvicinata. Con l'Italia Gigi ha costruito un percorso lungo venti anni, cominciato il 29 ottobre 1997 contro la Russia in una gelida serata di Mosca quando fu costretto a sostituire Pagliuca infortunato. Da lì non si è più fermato, l'onore di essere il titolare della porta azzurra è spettato esclusivamente a lui e a nessun altro. 

Oggi, a distanza di due decenni esatti, è di nuovo pronto a giocarsi l'approdo a un Mondiale all'età di 39 anni, a comandare da dietro la linea italiana, a metterci una pezza e a sventare le minacce. Alla faccia del tempo che passa e alle critiche di qualcuno, Buffon rimane una sicurezza assoluta. Quante prodezze ancora ci riserverà, quante ce ne ha già regalate. Omaggiandolo, abbiamo scelto le sue cinque migliori parate di sempre in nazionale, raccontate in un film di foto e ricordi. Quelle più belle, quelle che solo i numeri 1 possono fare.

Le 5 parate più belle di Buffon in nazionale

Dall'amichevole con il Paraguay al miracolo in Italia-Buglaria, passando per il Mondiale del 2006 e per gli ultimi Europei in Francia. Buffon ci ha donato cinque perle assolute, le più preziose ancora impresse negli occhi dei tifosi italiani. Alcune decisive, altre entrate comunque tra le migliori di sempre. Ripercorriamole cronologicamente: buona visione.

1. Italia-Paraguay, 1998: Superman?

22 aprile 1998, allo stadio Ennio Tardini di Parma si gioca l'amichevole tra Italia e Paraguay. In porta c'è un giovanotto di 20 anni che sulle spalle porta il 12. Ma quel numero da "secondo" avrà vita breve. Da un corner per il Paraguay nasce uno dei gesti tecnici più spettacolari che il calcio abbia mai visto, quasi contro ogni regola fisica. Buffon sembra Superman, anche se non ha il mantello. Il pallone calciato dalla bandierina verso l'area di rigore viene prima spizzato di testa da un giocatore paraguaiano, poi corretto di piatto sinistro da Brizuela da pochi passi. Il tiro sembra finire sotto la traversa ma Buffon, con un colpo di reni impensabile, si distende, vola e para a mano aperta. Strepitoso.

2. Italia-Germania, 2006: Podolski stoppato

La partita più bella degli ultimi dieci anni sicuramente, un capolavoro nella notte magica di Dortmund. Il 4 luglio del 2006, nella tana della Germania l'Italia si prende di forza il pass per la finale con la Francia dopo 120 minuti di sofferenza. Durante il secondo tempo supplementare ci pensa il solito Gigi a tenere in piedi la nostra nazionale con una parata da antologia. I tedeschi orchestrano bene il contropiede, tre passaggi in velocità e sono già dalla parte opposta del campo. Il pallone arriva a Podolski sulla sinistra, Cannavaro è lontano e così l'attaccante controlla e calcia di collo pieno. Il suo tiro, potente e ben indirizzato, è stoppato dal guantone di Buffon che con la mano di richiamo manda sopra la traversa salvando gli azzurri. Poi si sa come è andata a finire: brividi. 

3. Italia-Francia, 2006: parata mondiale

Già, che brividi. Grosso la sblocca e non ci crede, Del Piero urla a Gilardino per farsi dare la palla e infilarla all'incrocio: l'Italia è in finale. Cinque giorni dopo si gioca a Berlino Italia-Francia. Apre Zidane di 'cucchiaio' su rigore, pareggia Materazzi di testa. Poi l'equilibrio regna sovrano, alzando esponenzialmente la tensione sugli spalti. Ogni minuto sempre di più, qualsiasi azione è vissuta col fiato sospeso. Quando Sagnol, al primo tempo supplementare, scende sulla fascia destra e guarda in mezzo all'area, serve l'inserimento di Zidane. Zizou di testa colpisce così bene e così forte che sembra un tiro di piede. Quello stacco così perfetto non aveva fatto i conti però con il portiere più forte del mondo: Gigi si piega leggermente sulle proprie gambe e poi schizza in aria col braccio destro disteso più che può. Quando la sua mano incontra il pallone, si alza un grido ripetuto: "Buffon! Buffon!". É la parata che vale il Mondiale.

4. Italia-Bulgaria, 2013: stile Ed Warner

Ricordate il portiere Ed Warner in "Holly e Benji"? Sì, quello che per parare si lanciava spingendosi con l'aiuto del palo e volava all'altro lato della porta. Bene, durante Italia-Bulgaria del 2013, partita di Qualificazione ai Mondiali del 2014 in Brasile, Buffon mette in scena qualcosa di molto simile. L'azione bulgara prende alla sprovvista la difesa italiana che si fa tagliare fuori dal cross di Nedelev. La palla viene spostata da sinistra a destra velocemente e Buffon, così come capitava a Warner, si trova preso in controtempo. Riesce, però, a buttare il peso dalla parte opposta e lanciarsi disperatamente in tuffo smanacciando la zampata di Popov. A pochi centimetri dalla linea di porta, Gigi compie un salvataggio incredibile.

5. Italia-Germania, 2013: Gigi su... Chiellini

Europei 2016 in Francia, la supersifda tra Italia e Germania si ripropone negli ottavi di finale. Solito fascino, solita tensione e solito Buffon. Subito dopo l'1-0 firmato da Ozil, la Germania ha un'altra enorme occasione per raddoppiare e "uccidere" la partita. Gomez stoppa di petto dentro l'area ma, poco prima di calciare, viene anticipato dall'intervento di Chiellini. Il tocco del difensore della Juventus si trasforma involontariamente in una conclusione in porta, rischiando l'autgol. Gigi, già in caduta, riesce con un guizzo a metterci la mano scampando al peggio. Un riflesso eccezionale, degno di un vero numero 1.

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