I 160 anni dello Sheffield FC, il primo club di calcio al mondo

Il nostro Roberto Gotta rende omaggio allo Sheffield Football Club, il primo club di calcio al mondo che il 24 ottobre 2017 ha compiuto 160 anni.

I 160 anni dello Sheffield Football Club

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Il calcio si appresta al solito weekend con migliaia di partite in tutto il mondo, e lo fa con un anno in più sulle spalle, forse senza saperlo. Retorica o meno, la data convenzionale di nascita di quello che oggi si chiama calcio, fùtbol, soccer, football o Fussball, per elencare solo le lingue principali, è quella del 24 ottobre, e quest'anno eravamo al compleanno numero 160. Che coincide con quello del club più antico del mondo, lo Sheffield Football Club, che per motivi di marketing preferisce essere chiamato non "il più vecchio" ma "il primo", e ci sta, anche perché è formalmente corretto.  

In settimana, decine di società di tutto il mondo hanno inviato gli auguri allo Sheffield FC via social media, e pur senza trarre giudizi definitivi si può dire che la maggior parte di chi si è ricordato della scadenza appartiene a una sfera ancora fortunatamente legata a radici che non portano soldi ma un pochino di dignità. L'FC negli ultimi 15 anni è diventato una specie di fenomeno mediatico, con una portata mondiale - appunto - immensamente superiore al proprio status di club di ottava serie inglese, la Division One South della Northern Premier League: è tutto nato nel nuovo secolo, quando l'intraprendenza di Richard Tims si è abbinata alla voglia di fare di alcuni suoi collaboratori e ha trasformato un club storico ma dimenticato da (quasi) tutti in un'entità che raggiunge ogni angolo cosciente della Terra calcistica.

È regolare il pellegrinaggio di tifosi di tutto il mondo al Coach and Horses, nome tradizionale di campetto di periferia adiacente al pub da cui prende l'appellativo. Sheffield, ma non proprio. A prendere l'autobus giusto, ovvero il 43, Dronfield in effetti a Sheffield è vicina. Ma non si trova nel South Yorskhire bensì nel Derbyshire, contea adiacente andando verso sud, teoricamente un altro mondo e un'altra influenza sportiva. Stradine ai margini di campagna sinuosa, dopo avere abbandonato le periferie sporche e malmesse della città, una metropoli di oltre un milione e mezzo di abitanti, circondario compreso, che è criminalmente sottovalutata dal punto di vista sportivo dai media non britannici, anche se è forse meglio così vista la banalizzazione di luoghi, tempi e situazioni che viene immediatamente applicata a tutti i soggetti scoperti (?) all'improvviso (dice nulla Leicester, 2015-16?).

È la campagna inglese che sembra sempre più verde delle altre, più intima e genuina anche quando non lo è. Il passaggio saltuario del bus non la inquina, certamente dal punto di vista della vivibilità apparente, e il Coach and Horses con i suoi 2000 posti, di cui solo 250 a sedere, dietro la porta, non turba il panorama. Prima o poi l'FC tornerà a Sheffield, da cui si è allontanato nel 2001 dopo un vagare ultracentenario in città e immediati dintorni. Partendo da Bramall Lane, che dopo un uso misto comprendente anche lo Sheffield Wednesday è unicamente dello Sheffield United dal 1889, l'altroieri insomma.

Gli auguri allo Sheffield FC
Gli auguri allo Sheffield FC

La storia dello Sheffield Football Club: il primo club di calcio al mondo

Lo Sheffield FC ha trovato una nicchia dalla quale potrebbe non essere facile uscire, sempre che uscire si voglia: dedito con tanta passione al mantenimento della memoria e del prestigio di club più antico del mondo, con periodico svolgimento del derby analogamente più antico contro l'Hallam FC, potrebbe essere la seconda o terza squadra di molti, o di tutti, ma per essere tale deve restare perennemente in una lega minore, regionale, modesta, di campetti con pensionati, bambini, animali da compagnia e tutti quei piccoli scorci demodè che attraggono tifosi da tutto il mondo nella spesso superficiale convinzione di una purezza a tutto tondo. Spostandosi in città, vincendo un paio di campionati, diventando un nome agonistico e non solo sportivo e storico, lo Sheffield FC potrebbe diventare… pericoloso, ma si tratta di eventualità lontana e non prevista. Il suo ambito, del resto, è dilettantistico dal 1885, quando il professionismo calcistico fu ufficializzato in Inghilterra e l'FC, saldamente anti-pro, decise di non cambiare il proprio status. 

Ma questa storia, appunto? La conoscono in tanti, in Italia, e l'autore di questo articolo fu il primo a illustrarla da noi, tanti anni fa, in un periodo in cui per imparare bisognava muoversi e non copiare tutto dal web. In breve: 24 ottobre 1857, due signori, Nathaniel Creswick e William Prest, decidono di darsi a un'attività che permetta loro, giocatori di cricket dunque da bella stagione, di restare in forma - concetto che si stava affermando all'epoca, ma del tutto sconosciuto in tempi in cui si doveva lavorare 7 giorni su 7 - anche nei mesi invernali. Si sta affermando un nuovo gioco, trasfigurazione ottocentesca di un passatempo antico, due anni prima anzi alcuni compagni di squadra di Creswick e Prest avevano giochicchiato dando calci informali ad un pallone e in quel 1857, dopo una riunione in una serra riscaldata, i due fondarono un club che praticasse questa nuova/vecchia disciplina. 

Un anno dopo, ottobre 1858, i due misero nero su bianco le regole del gioco, che diventarono le prime regole del calcio, ma con un piccolo problema: in quel periodo ogni città o circondario aveva le proprie, che sarebbero state unificate solo nel 1877 sotto la Football Association, e ad esempio capitò all'FC (inizialmente "Foot Ball Club" per distinguere in modo netto da chi praticava ancora il calcio con regole tipo rugby e quindi avanzava… palla in mano) di giocare a Nottingham una partita in cui i giocatori in campo erano 18 per squadra, due anni dopo l'ammissione alla Football Association stessa. 

Di cui fu presidente dal 1923 al 1937 Charles Clegg, ex giocatore proprio dello Sheffield FC e membro della nazionale inglese che giocò la prima partita internazionale della storia, il 30 novembre 1872 contro la Scozia (si trovò malissimo: "quegli snob meridionali della mia squadra non volevano avere a che fare con un avvocato di Sheffield” e qui giova ricordare che in Inghilterra i pregiudizi nord-sud sono capovolti rispetto ai nostri). Erano tempi anche bizzarri, come testimonia la risposta di un anonimo giocatore di Eton, il celebre college, a chi gli aveva chiesto come mai in una partita non avesse mai passato la palla ad alcuni colleghi più liberi: "Perché gioco a calcio unicamente per passione e soddisfazione personale".

La maglia dello Sheffield FC
La maglia dello Sheffield FC

Tempi in cui tanti giocatori cambiavano squadra anche ogni settimana, come accadde a uno dei primi miti, Willie Mosforth: prima di entrare in campo per l'Hallam contro il Wednesday si vide offrire da un tifoso dieci sterline e birra gratis se fosse passato ai rivali, e lo fece subito, cambiando spogliatoio e giocando con il Wednesday stesso, di cui sarebbe poi diventato una colonna. C'erano tifosi - pochi ovviamente, treni e trasporti pubblici erano ancora poco diffusi - che andavano in trasferta portando piccioni viaggiatori a cui avrebbero poi affidato un bigliettino con il risultato - era anche così che alcuni corrispondenti avrebbero inviato articoli, poi - e insomma era un altro mondo, in tutti i sensi. 

A cui l'FC rimane attaccato, per nostalgia e passione. Nel 2007, il centenario fu festeggiato con una messa solenne in cattedrale, una cena di gala in cui una cantante lirica paralizzò tutti con una superba esecuzione di You'll never walk alone e una partita tra Sheffield FC e Inter Primavera, che aveva in campo un quasi debuttante Mario Balotelli e un fresco campione del mondo come Marco Materazzi, che si stava riprendendo da un infortunio alla coscia. Si giocò a Bramall Lane, insomma un ritorno alle origini, e grazie a un torneo giovanile parallelo fece la sua apparizione anche Pelé, che accompagnava il Santos. Tra poche settimane ci saranno le celebrazioni per i 160 anni e si riprenderà da capo, aspettando i 170 e portando avanti questa delicata tradizione. 

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