NBA: la tempesta perfetta a Phoenix da Watson al tweet di Bledsoe

Dopo aver licenziato Watson a causa del pessimo inizio, ora i Phoenix Suns devono fronteggiare la grana Eric Bledsoe, il suo tweet e una difficile cessione.

Phoenix e Bledsoe ai ferri corti.

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È proprio vero che i pronostici NBA li sbaglia chi non li fa, poi c’è chi come Zach Lowe li fa, li azzecca sebbene ci siano ancora persone che credono solo nella sua abilità statistica applicata al basket e non alla sua conoscenza profonda del tema. Nelle sue previsioni stagionali, il giornalista di ESPN aveva detto (al contrario della scorsa stagione dove aveva pronosticato che tutti sarebbero stati al loro posto) che un coach sarebbe saltato sicuramente prima di Natale.

Sono bastate tre partite ai Phoenix Suns, per dare il ben servito a Earl Watson. È vero che una sconfitta di 48, una di due ai 130 e una di 42 per aprire la stagione sono tutto fuorchè un inizio scoppiettante e forse oltre al fisiologico valore molto basso del roster dei Suns c’era altro. Nella giornata di lunedì è quindi arrivata l’ufficialità dell’inversione di rotta, con Jay Triano a guidare la squadra ad interim in attesa di giorni migliori.  

Come spesso succede, appena licenziato l’allenatore arriva la risposta della squadra, sulla quale Zamparini potrebbe scrivere un’opera omnia e infatti arriva la prima vittoria stagionale contro un altro caso clinico come i Sacramento Kings (Cousins ha detto ieri: “Sono stato troppo leale verso una franchigia come i Kings, dovevo più guardare a me stesso, stampandogliene 41+16 in faccia"). Non passano nemmeno due giorni e arriva un’altra vittoria, questa volta però contro i Jazz che qualche giorno prima avevano preso lo scalpo dei Thunder e paradossalmente quando Knicks e Bulls erano ancora al palo, i Suns avevano quasi il 50% di vittorie.

 Allora far riposare forzatamente i veterani di miglior valore nella scorsa stagione, inducendo l'NBA a rivedere in tutta fretta le regole sul tanking, ha dato i suoi frutti? Purtroppo no, perché a poche ora dal licenziamento del coach scoppia una vera e propria bomba che fa impallidire la querelle Carmelo Anthony-New York Knicks.

Earl Watson licenziato immediatamente

NBA: I don’t want to be here

Questo è stato il tweet messo online sul profilo ufficiale da parte di Eric Bledsoe poco dopo l’esonero di coach Watson. Una bordata pesantissima verso la propria società e verso un front office reo di aver creato una squadra a perdere. Poco dopo il GM Ryan McDonough, all’allenamento della mattina, lo ha accolto con la stessa rapidità con cui ha deciso di rimandarlo a casa allontanandolo dal gruppo per un po’. 

Eric è un ragazzo d’oro –dice Ryan McDonough- e una persona molto intelligente. Il suo tweet ha stupito tutti e ci ha ferito anche come organizzazione, ma credo che il problema stia in chi lo gestisce e gli dà dei consigli. L’anno scorso non ha apprezzato il fatto di averlo lasciato fermo per tutto il finale di stagione. Lo capisco perfettamente, ma è stata una scelta societaria e lui si è comportato in modo esemplare. Era entusiasta di far parte di questo gruppo in estate e di provare a costruire qualcosa, ma evidentemente qualcuno l'ha convinto del contrario.

Il riferimento non ha nessun velo e va direttamente nella direzione dell’agente Rich Paul, procuratore di LeBron James, John Wall e Ben Simmons tra gli altri. Di sicuro una simile manifestazione d’insofferenza tramite il mezzo social è molto pesante e ora costringe tutti a una serie di scelte da prendere in fretta, perché i Suns dovranno trovare un acquirente con il valore del giocatore crollato ai minimi storici, mentre Bledsoe dovrà redimersi da questa uscita che pur legittima nella logica di fondo, è da condannare per i modi e soprattutto i mezzi.

Il giocatore, a quanto riportano i media locali, aveva già chiesto una trade in estate non trovandosi d’accordo con la deriva del team e questo fa letteralmente a pugni con le dichiarazioni di McDonough mettendo qualcuno in una posizione di menzogna. Ma ora chi potrebbe portarsi a casa i suoi servizi? 

Bledsoe e James forse compagni?

Altre squadre tendono le orecchie

Ci sono tre squadre che hanno fatto vibrare i telefoni dell’Arizona più di altre, ma che soprattutto avrebbero i cosiddetti assets per poter invogliare Phoenix allo scambio.

  • I Denver Nuggets potrebbero offrire Emmanuel Mudiay e Kenneth Faried.
    Sembra uno scambio fattibile già da subito, con Denver che andrebbe a inserire esperienza e valore nel ruolo di uno, alzando il livello di un buon roster già presente, potendo dare come contropartita un giovane con delle prospettive e un giocatore che fa dell’intensità il suo credo, ma che ora con Millsap e Jokic è perlomeno confinato a un ruolo marginale.
  • Gli Orlando Magic potrebbero offrire Dj Augustin, Mario Hezonja ed Elfrid Payton
    Il primo è un vero e proprio giramondo che nulla dà e nulla toglie allo scambio, mentre Elfrid Payton è un giovane con belle speranze, anche se oggettivi limiti. Il discorso è ancora più complicato per Hezonja che in quanto a talento può stare tranquillamente in NBA, ma ha ancora troppi buchi neri.
  • I Cleveland Cavs possono offrire Iman Shumpert, Ante Zizic e la seconda scelta 2021.
    Il fatto che Bledsoe sia rappresentato dalla Clutch Sports Management lo lega a doppia mandata con LeBron James e questo potrebbe avere un peso notevole nella scelta, soprattutto per i Cavs in attesa del ritorno di Isaiah Thomas che così potrebbe arrivare con la più completa tranquillità.
    La contropartita, però, è piuttosto scadente per i Suns che avrebbero solo in Zizic un potenziale con futuro, visto che Shumpert non può dare molte garanzie né ora, nè tantomeno nei prossimi anni.

Ci sono anche Pistons, Bucks e ovviamente Knicks nella lotta per portarselo a casa, ma la dirigenza Suns non sembra avere troppa fretta e vuole attendere l’offerta giusta. Il dubbio è se mai arriverà per permettergli di non svenderlo.

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