Serie A, Icardi giura amore all'Inter: "Ma non farò come Totti"

Il rapporto fra Mauro Icardi e l'Inter durerà per tutta la carriera dell'attaccante argentino. Questa la promessa che fa il capitano nerazzurro ai propri tifosi.

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Parola di capitano, parola che vale il doppio. Anzi, che vale per sempre. Perché Mauro Icardi vuole fare come Javier Zanetti e restare all’Inter a vita. Detto da uno che, a soli 24 anni, ha già segnato 100 gol fra i professionisti non è male. Perché è lui che trascina i nerazzurri in Serie A, è lui che fa sognare i tifosi. E a lui va benissimo così.

In una lunga intervista rilasciata alla rivista Undici, Icardi, che ha deciso l’ultimo derby di Milano con una strepitosa tripletta, ha ricordato il suo arrivo all’Inter, ma ha anche parlato di presente e di futuro. Perché in questo momento i tifosi sperano perfino di poter competere fino all’ultimo per lo scudetto, ma sanno che per vincerlo servirà proprio aggrapparsi a lui.

Maurito, con quel ghigno sbarazzino che ha sempre avuto e che si accentua dopo ogni gol, fa intendere che quello è anche il suo obiettivo, ma fa intendere di non avere fretta.

L’obiettivo per questa stagione è chiarissimo per tutti: vogliamo arrivare a giocare la Champions League.

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Serie A, Icardi giura amore all’Inter

Per farcela bisognerà continuare a fare così in Serie A. Perché nonostante la partenza sprint, l’Inter ha un solo punto di vantaggio su Lazio e Juventus, terza e quarta (a pari merito) in campionato. Per questo non sarà facile, ma Icardi è particolarmente fiducioso.

Non sono d’accordo con chi dice che abbiamo fortuna. Stiamo lavorando benissimo, fin dal primo giorno di ritiro. Spalletti è un allenatore attentissimo. Quest’anno siamo più forti dell’anno scorso. Nella passata stagione, dopo la pausa per le Nazionale di marzo, ci siamo ritrovati smarriti, diciamo persi. Ero arrabbiatissimo in quel periodo, tornavo a casa sempre di cattivo umore.

Indossare la fascia dell’Inter, specie quando si è così giovani, non è semplice. Icardi però è più forte delle pressioni che anzi supera con fierezza:

Non è un compito difficile, ho la personalità per farlo senza alcun problema: essere il capitano dell'Inter è la mia missione. E ne vado molto orgoglioso.

Poi una battuto sul passato, che lo ha portato all’Inter (con cui ha vinto anche la classifica cannonieri della Serie A) e una battuta sul futuro:

A Milano sono arrivato grazie a Moratti: mi ha voluto più di chiunque altro. Ha puntato su di me quando avevo 19 anni insieme a Piero Ausilio, il quale parlò con mio padre e il mio agente dell'epoca. Loro sono stati gli artefici di quella operazione.

Sul futuro:

Mi vedo qui, voglio vincere qualcosa con questa maglia. A 40 anni non sarò nel mondo del calcio, sono diverso da Totti: non sarò un allenatore o un dirigente, nessuno dei due mi piace come ruolo. Magari farò il padre a tempo pieno.

Parola di capitano. Anzi, di papà. Vale il doppio. Vale per sempre.

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