Futsal, Tiago Polido: ecco chi è il nuovo allenatore del Napoli

Il portoghese prende il posto di Cipolla e si siede sulla panchina del Napoli. Torna in Italia dopo le esperienze in Qatar e in India, con il Mumbai Warriors di Giggs.

Futsal, Tiago Polido si rimette in gioco e va al Napoli

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C'è un Napoli primo in classifica che sogna lo scudetto. E c'è l'altra faccia di Napoli, quella del pallone a rimbalzo controllato, che ha esonerato l'allenatore per dare una svolta alla propria stagione. Quella della definitiva consacrazione nel futsal dei grandi, dopo un anno – lo scorso – in cui il club campano ha stupito tutti. Lo ha fatto con Francesco Cipolla in panchina, tecnico calabrese che ha portato la squadra in semifinale scudetto, in Final Eight di Coppa Italia e in Final Four di Winter Cup.

L'ormai ex allenatore ha pagato i soli 8 punti conquistati nelle prime cinque giornate di campionato e non è bastata la vittoria di misura nell'ultimo turno contro la Lazio. Al suo posto Tiago Polido: tecnico portoghese, che torna in Italia dopo lo scudetto con l'Asti, ed è reduce dalle esperienze con la Nazionale del Qatar e dalla parentesi in India con Giggs. È l'uomo giusto per il Napoli?

 

Di sicuro, Tiago Polido ha esperienza da vendere. Nato a Coimbra nel 1980, non ha mai giocato a futsal a livello professionistico, ma lo sport è sempre stata la sua passione. Terminata la scuola dell'obbligo, si iscrive all'università di scienze motorie e sportive. Poi, giunto al bivio, sceglie di specializzarsi nel calcio a 5. Alla fine avrà ragione lui. La sua carriera inizia da assistente del Miramar e del Braga, poi si trasferisce in Spagna per allenare le giovanili del Santiago. Nel 2007, a soli 27 anni, è già allenatore di una prima squadra, a Spalato, in Croazia, ed è subito titolo.

Talmente bravo che l'anno dopo lo chiama l'Arzignano, dove vince una Coppa Italia. Torna in Croazia, a Zagabria, per un'altra stagione. Nel 2010 ecco di nuovo nel Belpaese, stavolta la Marca Trevigiana. Al primo colpo, Polido conquista uno scudetto e due Supercoppe. Nel biennio 13-15 è ad Asti, dove mette in bacheca due Winter Cup e un'altra Coppa Italia. In Serie A mancava da due anni e cinque mesi, dalla semifinale scudetto persa contro il Kaos. Ma cos'ha fatto Tiago Polido in questo periodo lontano dall'Italia?

Tiago Polido ha allenato l'Asti

Futsal, Tiago Polido: ecco chi è il nuovo allenatore del Napoli

Il tecnico portoghese ha deciso di mettersi in gioco in un altro continente, sedendosi sulla panchina del Qatar, che ha portato alla fase finale della Coppa d'Asia 2016. A marzo aveva fatto una visita per la Final Eight di coppa e si era espresso così:

Mi manca l'Italia, la mia seconda casa, non escludo in futuro un possibile mio ritorno.

Prima, però, Polido riceve un'altra offerta irrinunciabile. Questa volta è il Mumbai Warriors a volerlo, squadra che partecipa all'Indian Premier Futsal, competizione voluta da alcuni imprenditori indiani e magnati, di cui è presidente Figo. In campo ci vanno tredici giocatori: sei indiani, cinque stranieri, un freestyler e una leggenda. Come Crespo, Salgado, Scholes, Ronaldinho, Falcao (unico proveniente dal futsal) e Giggs. Quest'ultimo è in squadra proprio con Tiago, che vince la competizione battendo “Dinho” in finale.


Da oggi, Polido torna nel calcio a 5 che conta. Lui che è un allenatore maniacale nell'organizzazione. Ad Asti, aveva uno studio tutto suo dove ogni mattina, programmava le sessioni d'allenamento mensili, settimanali e giornaliere. Su un cloud, caricava quotidianamente una serie di contributi video di squadra e personali, dove ogni singolo giocatore poteva vedere e rivedere i suoi errori commessi durante la partita. Possessi, tagli, palle inattive, transizioni... di tutto e di più. Forse la normalità nel calcio, ma non nel futsal. Gli allenamenti erano brevi, ma intensi. Ecco perché ogni giocatore aveva tre fratini di diverso colore che si doveva portare da casa. Uno giallo, uno rosso e uno verde. Tra un esercizio e l'altro, durante il recupero, Polido spiegava quello successivo e indicava il colore che ognuno di loro doveva indossare. Il motivo? Non c'era tempo da perdere. E sarà così anche in questa nuova avventura con il Napoli.

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