Messi imprigionato: l'ombra dell'Isis sul Mondiale 2018

Un'altra minaccia dell'organizzazione jihadista contro il prossimo Mondiale in Russia: pubblicata una foto di Messi dietro le sbarre con un occhio sanguinante.

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Il simbolo non è stato scelto a caso. Lionel Messi lo conoscono tutti, dalla Nuova Zelanda alla Mongolia, dalla Terra del Fuoco al Punjab: per questo il suo volto è stato utilizzato in questi giorni dall'Isis come icona della propria delirante comunicazione di terrore, ora puntata sul Mondiale 2018.

Lo ha appena scoperto il Site, l'Intelligence Group che negli Stati Uniti da tempo tiene monitorate le pubblicazioni dell'organizzazione jihadista sui social media e più in generale sul web, soprattutto quelle della Al-Wafa Media Foundation.

L'ultima minaccia del sedicente stato islamico coinvolge proprio il fuoriclasse del Barcellona e della nazionale argentina, ritratto dietro le sbarre con un occhio tumefatto e sanguinante. Sulla destra una scritta che vorrebbe suonare come una sentenza:

Voi state combattendo uno stato che non ha la parola fallimento nel proprio dizionario.

Foto di Messi imprigionato: l'ombra dell'Isis sul Mondiale 2018

L'immagine di Messi pestato e in gabbia è un ulteriore passo nell'escalation di terrore che l'Isis sta mettendo in atto in vista del Mondiale 2018 che si svolgerà in Russia a partire dal 14 giugno. La scorsa settimana su Telegram era stata diffusa l'immagine di un guerrigliero jihadista armato di kalashnikov e bomba innescata. Eloquente sullo sfondo il profilo della Volgograd Arena.

Site Russia 2018

La Russia è da tempo nel mirino del terrorismo islamico, soprattutto a causa dell'appoggio fornito da Putin al regime siriano di Assad. L'attentato nella metropolitana di San Pietroburgo della primavera scorsa, che causò 14 morti e una cinquantina di feriti, rappresenta un serio campanello d'allarme oltre che un pericoloso precedente.

Nel mirino fondamentalista

Messi e il Barcellona erano già entrati nel mirino fondamentalista. All'inizio di quest'anno l’Hisba, la polizia dell’Isis nella provincia irachena di Al-Furat, aveva proibito di indossare in pubblico la maglia di Leo, macchiata dalla colpa di essere griffata da una multinazionale. La pena? Ottanta frustate. Ma anche il governo dell'Arabia Saudita aveva lanciato la propria offensiva contro la maglia blaugrana, fino a pochi mesi fa colpevole di essere sponsorizzata dalla compagnia aerea del Qatar: chi fosse stato sorpreso a indossarla rischiava fino a 15 anni di carcere.

C'è anche l'allerta hooligan

E se l'arrivo di Rakuten dovrebbe aver cancellato la fatwa contro il Barcellona, sul Mondiale 2018 si stanno allungando ombre sinistre. Oltre alla minaccia del terrorismo islamico, le forze speciali russe sono in allerta anche contro gli hooligan di casa che, dopo essersi messi in mostra a Marsiglia nel corso di Euro 2016, hanno già annunciato di essere pronti a seminare violenza, cieca e gratuita, durante la manifestazione:

Tutti aspettano il Mondiale come una festa del calcio. Per noi sarà un festival della violenza.

El Clasico Real Madrid - Barcellona: qual è il giocatore più forte?

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