WRC, R. S. Thomas e il rally: il senso è nell'attesa

Il nostro Lucio Rizzica ci presenta il Rally di Galles.

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Ronald Stuart Thomas, forse il poeta e scrittore gallese più importante, amava tantissimo il suo Paese. Passò l’intera vita a coltivare la ricerca di Dio (era un ecclesiastico della Chiesa Anglicana), la passione per la letteratura e per la lingua gallese, la lotta contro l’anglicizzazione. Era infatti mosso da un nazionalismo feroce, sovente espresso in opere elogiative del paesaggio e del popolo che lo circondavano. 

Vagare, vagare, sperando di trovare il cerchio dei funghi con la scorza bagnata,

fredda al tatto ma lucente di rugiada, un verde rifugio contro il variare del tempo.

E trovare invece i rudi cammini del vento rovinoso e la pioggia ungulata;

l’isteria della tempesta nel cespuglio; le creature selvatiche e il loro dolore.  

Ronald Stuart Thomas
Ronald Stuart Thomas

Thomas è scomparso nel 2000, quando gran parte della storia del Rac era stata già scritta. Sicuramente, sollevando l’occhio dalle proprie letture, avrà fatto in tempo a udire l’eco delle meraviglie disegnate al volante da Sainz e McRae, da Burns e Loeb, da Solberg e Ogier. Ma a me piace immaginarlo vestito da navigatore, con la tuta e il casco microfonato, mentre dà indicazioni ai piloti impegnati nel Rally Legends, dove la corsa è tutta un lottare contro il fango, la pioggia, la nebbia e le insidie nei boschi e della notte. Mi piace pensarlo accompagnare una speciale cadenzando il ritmo in mezzo alla natura selvaggia propria di questo angolo di Regno Unito, attraversando il Parco Nazionale di Snowdonia fra la fauna selvatica impaurita dal frastuono delle macchine e i pittoreschi e scivolosi sentieri.

Ronald Stuart Thomas
Ronald Stuart Thomas

La brezza gelida e umida in arrivo dal vicino Mare d’Irlanda, l’odore dei pascoli profumati, il panorama emozionante e struggente incontaminato, stretto fra montagne di ardesia e siepi di erica in fiore. Ecco, se il Rally è il palcoscenico più atteso e più apprezzato dal Galles, Thomas è il cantore più profondo delle bellezze della sua terra. E non si può tenerli distanti l’uno dall’altro, a costo di forzare la realtà pur di sottomettersi ai suoi versi fra un traverso e una accelerata, alla vigilia di un week end di festa popolare che si ripete ogni anno con entusiastica partecipazione.

Ci sono viandanti sulle strade che hanno udito musica suonare

da un ramo nudo, e un bambino ci dice che l’incidente dell’anno scorso,

una macchina arenata a lato della strada per mancanza di benzina

è coperta di fiori.  

Benvenuti in Galles…

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