Serie A, la Lazio in Sinagoga dopo gli adesivi con foto di Anna Frank

Dopo lo sfregio ad Anna Frank, Lotito e una delegazione biancoceleste depongono una corona di fiori in Sinagoga e annunciano: "Ogni anno 200 tifosi a Auschwitz".

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Una premessa è doverosa: "La Lazio ha sempre contestato ogni forma di razzismo". Così all'Ansa il portavoce della Lazio, Arturo Diaconale. Il tutto dopo l'utilizzo di adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma da parte dei tifosi biancocelesti. Domenica sera, nella partita di Serie A tra Lazio e Cagliari, nonostante la Curva Nord (quella degli ultras laziali) fosse squalificata per razzismo, i tifosi laziali hanno imbrattato la Curva Sud - quella della Roma - di immagini di Anna Frank con la maglietta giallorossa. 

Gli abbonati in Nord sono potuti entrare ugualmente grazie alla società ha concesso loro di acquistare biglietti nella curva "rivale" alla cifra simbolica di 1 euro. Ma alcuni sostenitori, al posto che spingere con cori e passione Immobile e compagni nella partita di Serie A contro il Cagliari, hanno deciso di "personalizzare" di vergogna la curva della squadra rivale con adesivi cons su scritto: "Romanista ebreo",  "romanista Aronne Piperno", chiaro riferimento al personaggio di origini ebraiche del Marchese del Grillo.

Oggi, però, dopo queste immagini e insulti antisemiti, la Lazio ha inviato una delegazione della propria squadra alla Sinagoga di Roma. Perché i biancocelesti si dissociano. Soprattutto perché la Lazio, come affermato in mattinata da Lotito, ha sempre attuato una serie di iniziative per dimostrare una tendenza opposta. Come quella studiata per domani quando la squadra di Inzaghi si riscalderà a Bologna con una maglietta raffigurante il volto di Anna Frank. 

Serie A, la Lazio si dissocia: delegazione in Sinagoga

Dire 'No' al razzismo. Il calcio, ormai da tempo, grazie ai diversi mezzi di comunicazione e all'aiuto dei calciatori coinvolti e non, cerca di combattere questa piaga. A volte, però, insensate frange di tifosi cascano in questi atti vergognosi. E così Claudio Lotito ha commentato le polemiche per gli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma che i tifosi della Lazio hanno lasciato in Curva Sud:

La Lazio ha sempre messo in campo azioni e iniziative contro ogni forma di razzismo, perciò ci dissociamo da tutto questo. Sono qui per esprimere la nostra totale dissociazione nei confronti di ogni xenofobia, razzismo, antisemitismo. La società ha messo in atto tutte le iniziative per prevenire questi fenomeni e la maggioranza dei tifosi condivide la nostra posizione. La Lazio promuoverà un'iniziativa annuale, 200 persone faranno un viaggio ad Auschwitz per mettere in condizione i ragazzi di capire di cosa stiamo parlando. La stragrande maggioranza della tifoseria laziale è antirazzista e contro ogni forma di antisemitismo.

Queste le parole del presidente della Lazio dopo gli aberranti atti dei propri tifosi nell'ultima partita di Serie A. Lotito è stato accompagnato dai vertici del club e dai calciatori Felipe Anderson e Wallace. 

Sul caso, inoltre, è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:

Il volto e le pagine del diario di Anna frank, la sua storia di sofferenza e di morte a opera della barbarie nazista, hanno commosso il mondo. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo.

Incredibilmente, però, nelle scorse ore il gruppo degli ultràs laziali - quello degli 'Irriducibili' - ha provato a ridimensionare la gravità del gesto:

Stupiti da tutto questo clamore mediatico e convinti che tutto debba rimanere nell'ambito del "nulla", circoscritto a un contesto sportivo animato da scherno, sfottò e goliardia. Esistono altri casi che secondo noi meriterebbero aperture dei tg e ampie pagine di giornali.

Ma la vicinanza del mondo del calcio, e non solo, c'è. Intanto Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio ha successivamente spiegato che la Lazio non entrerà nella Sinagoga e non è previsto alcun incontro.

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