Amburgo, il gol è maledetto: l'ultimo a segnare si è rotto il crociato

Paura o maledizione? L'Amburgo in casa non fa gol da 442 minuti, record negativo in Bundesliga. L'ultimo a segnare è stato Muller: esultando si è rotto il crociato.

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Una maledizione che fa tanta, tanta paura. Peggio: forse è nata proprio per timore. L’Amburgo non segna più. Sabato ha perso 1-0 in casa con il Bayern Monaco. Non riuscire a segnare contro i campioni di Germania ci sta. Il problema è che non è la prima volta che succede. Al contrario…

L’Amburgo, in questa edizione della Bundesliga, non segna in casa già da quattro partite. Di fila. È infatti rimasto a secco contro Lipsia (gara persa 2-0), Dortmund (3-0), Werder Brema (0-0). Ieri è poi arrivata la sconfitta contro i bavaresi. E nelle ultime 7 giornate (comprese le trasferte) ha conquistato appena un punto.

Mai nella storia della Bundesliga l’Amburgo giocando in casa era rimasto a secco di gol per quattro partite di fila. Non solo: l’ultima rete (l’unica in questa stagione) è arrivata alla prima giornata, contro l’Augsburg, dopo solo 8 minuti. In tutti sono quindi 442 minuti che l’HSV non segna in casa.

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Bundesliga, la maledizione dell’Amburgo: in casa non segna più

Serve una svolta, e anche in fretta, perché senza i gol è difficile fare punti. L’Amburgo, come è noto, è l’unica squadra ad aver sempre giocato in Bundesliga fin dall’anno della creazione del campionato. Non può retrocedere. È questo che lo rende un club speciale diverso dagli altri.

Bayern Monaco
I tifosi del Bayern Monaco esultano dopo il gol

Quel che spaventa però è che l’unico in grado di segnare per l’Amburgo è stato Nicolai Müller, che dopo aver segnato all’8’ contro l’Augsburg, esultando, si è rotto il crociato. Come se i giocatori avessero paura di segnare, di esultare. Quel che è certo è che c’è una maledizione che ha colpito l’Amburgo. Che in questa stagione ha segnato tanti gol, quanti i crociati che si sono rotti i giocatori. Già alla prossima, in casa contro lo Stoccarda, bisogna interrompere una maledizione che, oggettivamente, fa tanta, tanta paura. Perché può costare la retrocessione.

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