Atletica, presentato “Divieto di sosta”: il libro di Franco Arese

Il libro racconta la carriera sportiva e imprenditoriale di Franco Arese, campione europeo dei 1500 metri a Helsinki 1971 e successivamente Presidente della Fidal dal 2004 al 2012.

Franco Arese

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“Divieto di sosta”. Il titolo del libro appena presentato a Milano davanti ad una folta platea di grandi campioni del glorioso passato riassume l’essenza della vita di Franco Arese, che ha continuato a correre senza fermarsi mai nello sport e nella vita, prima durante l’eccellente carriera sportiva e successivamente come dirigente sportivo e imprenditore di successo.

Il libro edito da Editoriale Sport Italia-Edizioni Correre è stato presentato all’Hotel Melià di Via Masaccio a Milano dal Direttore del Mensile Correre Daniele Menarini e dal telecronista di atletica di Fox Sports Nicola Roggero davanti ad una platea di campioni del passato dell’atletica internazionale e italiana come i finlandesi Lasse Viren (campione olimpico dei 5000m e dei 10000m a Monaco di Baviera 1972 e a Montreal 1976) e Pekka Vasala (oro olimpico a Monaco 1972 sui 1500m), Marcello Fiasconaro (ex primatista mondiale degli 800 metri nel 1973 all’Arena Civica di Milano con 1’43”7), Livio Berruti (campione olimpico ed ex primatista mondiale dei 200 metri a Roma 1960), Maurizio Damilano (campione olimpico dei 20 km di marcia a Mosca 1980) e Abdon Pamich (campione olimpico della 50 km a Tokyo 1964), solo per citare alcuni nomi di prestigio accorsi alla presentazione del libro di Arese.

Sono intervenuti anche tanti amici e azzurri che hanno scritto pagine importanti dell’atletica italiana come Franco Sar, Gianni Del Buono, Carlo Grippo, Renzo Finelli, Sergio Ottolina, Ennio Preatoni, Enrico Dionisi, Gianfranco Baraldi, Giuseppe Cindolo, Laura Fogli, Giuseppe Gentile, Francesco Panetta e Fabrizio Donato, bronzo olimpico a Londra 2012 e oro europeo a Helsinki 2012 nel salto triplo durante la Presidenza Fidal di Arese, e campioni di altri sport come il cestista Dino Meneghin e Novella Calligaris.

Franco Arese
Franco Arese

Atletica, presentato “Divieto di sosta”: il libro di Franco Arese

Franco Arese:

Ho provato una grande emozione nel rivedere tanti amici che hanno accompagnato gli anni più belli della mia vita. Mi rendo conto di cosa sia stata la nostra esperienza di quegli anni, di quali legami abbia prodotto, e non posso che dire grazie. La presentazione del mio libro è stata una bella festa della nostra amata atletica.

“Divieto di sosta” non è la solita autobiografia in cui l’autore ripercorre in prima persona la propria vita ma è il frutto del lavoro di tre storiche firme dell’atletica leggera italiana Gianni Romeo, Franco Fava e Fabio Monti, che nel corso degli anni hanno scritto delle vicende sportive di Franco Arese. I tre autori hanno suddiviso la storia della vita di Arese in tre fasi diverse. Nella prima parte del libro Gianni Romeo (giornalista torinese dei quotidiani Tuttosport e La Stampa) ripercorre l’infanzia di Arese trascorsa tra la campagna piemontese e la città di Cuneo e gli esordi giovanili. La seconda parte dedicata alla carriera sportiva di alto livello è affidata a Franco Fava, grande campione del mezzofondo degli anni 70 con un quarto posto agli Europei di Roma nel 1974 sui 3000 siepi e ai Mondiali di corsa campestre, sedici volte primatista italiano su tutte le distanze dai 3000 piani all’ora di corsa e ora giornalista del Corriere dello Sport.

Il giornalista laziale, compagno e amico di nazionale in tante trasferte all’estero, ha ripercorso gli anni dei record, delle vittorie e dei meeting all’estero. Arese fu insieme a Fava uno dei primi italiani a gareggiare nei meeting internazionali all’estero con una particolare predilezione per i grandi meeting del Nord Europa di Oslo e Helsinki. Durante la sua carriera sportiva Arese detenne contemporaneamente tutti i primati italiani dagli 800 ai 10000 metri, vinse le Universiadi nel 1970 e vestì la maglia azzurra 38 volte.

La terza parte del libro è affidata al giornalista del Corriere della Sera Fabio Monti, che ha ripercorso gli anni post-carriera di Arese come Presidente della Fidal e imprenditore di Asics Italia. Uno dei momenti più coinvolgenti durante la presentazione è stato rappresentato dalla consegna di un paio di scarpe chiodate del 1972 da parte di Pekka Vasala ad Arese. Un gesto che testimonia lo spirito di grande e immutata amicizia tra Arese e Vasala.

Franco Arese e Pekka Vasala
Franco Arese e Pekka Vasala

Pekka Vasala:

Nel 1972 Franco era già campione europeo ed era seguito dall’Adidas. Io invece non ero ancora campione olimpico e non avevo sponsorizzazioni. Prima del meeting di Oslo nel mitico Stadio Bislett Franco andò in un negozio per comprare un paio di scarpe chiodate e consegnarmele, in modo che potessi usarle in gara. Fu un gesto di grande generosità, che non ho mai dimenticato. Oggi, a distanza di 45 anni, voglio restituirgliele come espressione della mia riconoscenza.

Vasala è stato insieme a Lasse Viren l’esponente dell’epoca d’oro dei “Flying Finns”, i finlandesi che dominavano le gare di mezzofondo negli anni 70. Viren è stato l’unico insieme a Mo Farah a vincere i titoli olimpici dei 5000m e dei 10000m in due edizioni consecutive delle Olimpiadi.

Lasse Viren:

Quando Franco mi ha invitato, ho risposto subito di sì. Anche se gareggiavamo su distanze diverse, ci siamo frequentati spesso e siamo diventati subito grandi amici.

Il Presidente della IAAF Lord Sebastian Coe non è potuto intervenire alla presentazione ma ha inviato ad Arese una lettera di congratulazioni per l’uscita del libro.

Franco Arese
Franco Arese

Sebastian Coe:

Franco ha preso parte a due edizioni delle Olimpiadi e successivamente è diventato Presidente della Fidal. Ha trascorso la vita portando avanti con passione la causa dell’atletica e sono onorato di poter rendere omaggio al suo contributo in favore del nostro meraviglioso sport. Sono onorato di sapere che alcuni dei mei risultati sono stati inclusi nelle pagine di questo libro, una memoria felice dei miei anni passati. Auguro a Franco e a tutti gli invitati alla presentazione di questo libro di poter celebrare una meravigliosa festa di un grande atleta e di un’era del mezzofondo europeo che non vedremo mai più.

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