NBA: i Rockets puniscono i Warriors, terribile infortunio per Hayward

Si apre la stagione con il primo upset degli Houston Rockets che passano a San Francisco dopo la consegna degli anelli ai Warriors. Cleveland vince ma assiste al terribile infortunio di Hayward.

Prima vittoria per la coppia Paul-Harden

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Abbiamo aspettato diversi mesi l’inizio di questa nuova stagione NBA, ma non possiamo dire di esserci annoiati visti i ribaltoni successi nel mercato con Chris Paul che vola a Houston, oppure Paul George e Carmelo Anthony che atterrano a Oklahoma City. A seguito di questi botti di mercato subentra l’hype per vedere sul campo cosa verrà confermato o smentito e soprattutto per vedere chi potesse davvero impensierire (se mai ci fosse possibilità) i campioni dei Golden State Warriors. 

Nel classico opener casalingo c’è stata la consegna degli anelli, la seconda in tre anni per gli abitanti della baia che sfoggiano la loro argenteria orgogliosi al cospetto delle telecamere. C’era poi un impegno da onorare, perché in casa contro gli Houston Rockets non c’era da scherzare, visto che sebbene fosse solo l’inizio, poteva essere l’antipasto di una finale di conference nella prossima primavera.  Puntualmente dopo una partita letteralmente dominata, dove avevano raggiunto anche i 17 punti di vantaggio, i Warriors corrono l’unico rischio che li può limitare, ovvero specchiarsi troppo in se stessi facendo calare l’intensità. Infatti è prontamente successo a più riprese nel match dopo un inizio folgorante, diversi parziali e un Nick Young irripetibile con 4-4 da tre nel primo quarto (parte del suo 6-7 finale) con 20 punti.

Thompson apre le danze con tre triple, Durant osserva e si mette in gioco dal secondo quarto in poi, mentre Curry è limitato dai falli, così come Chris Paul. Harden domina in isolamento, ma la sua squadra nel primo tempo non riesce mai a impensierire gli avversari. La variabile che fa saltare il banco è Eric Gordon che aggredisce da subito la partita, si mette in ritmo con una schiacciata a difesa schierata e da quel momento diventa assolutamente l’MVP pound per pound del match.  

La stupefacente partita di Eric Gordon

NBA al meglio con il talento di Harden e la difesa di Thompson

Partiamo da un concetto sempre molto poco considerato, ovvero il fatto che Klay Thompson sia uno dei migliori cinque difensori perimetrali della NBA, con James Harden che ne ha assaggiato le doti facendo molta fatica a divincolarsi, tanto che nel finale è stato adottato quasi sempre un pick and roll di trasferimento per forzare il cambio, mandargli sulle piste Steph Curry e quindi permettergli di creare. Da quelle azioni sono arrivati un canestro in entrata e una tripla cruciale per il chirurgico PJ Tucker di questo match. Lontano da Thompson, Harden ha giocato e dominato a piacimento contro ogni avversario, sfiorando la tripla doppia anche senza un apporto fattivo di Paul, ma trovando la precisione dall’arco di Anderson, la sostanza di PJ Tucker e l’imprevedibilità di Gordon.

D’Antoni ha sfruttato quintetti molto bassi andando ancora più piccolo rispetto al death lineup di Kerr, che nel quarto periodo ha perso Green per una probabile distorsione al ginocchio. Nell'intervista a Backdoor Podcast ha spiegato anche i motivi e le basi di questa vera e propria filosofia di basket che questa notte ha battuto anche chi fa dell'apertura del campo un vero e proprio credo. Gli uomini dell’ex baffo sono stati bassi, veloci e maledettamente pochi, perché ci sono solamente otto giocatori a referto, che però hanno portato tutti un bel mattone alla vittoria. Nonostante le poche rotazioni, nel finale quando compiono la rimonta, frutto di un paio di errori di Curry, la volata di Harden e un rimbalzo d’attacco con due liberi di Tucker. L’upset è servito e la festa degli anelli rovinata da una nuova contender. 

L'infortunio di Gordon Hayward

Che dispiacere, Gordon!

Discorso diverso per i Cleveland Cavaliers che vincono la prima casalinga, anche se sportivamente non possono essere completamente soddisfatti. Dopo solo cinque minuti di gioco infatti, l’esordio di Gordon Hayward in maglia Celtics diventa un vero e proprio incubo, perché in ricaduta da un salto si frattura la caviglia, tibia e perone choccando tutta la Quicken Loans Arena e anche gli spettatori a casa. L’immagine è veramente terrificante e ve la risparmiamo, ma la reazione di Wade inginocchiato, di James e Brown con le mani nei capelli e quella di terrore negli occhi dello stesso Hayward, spiegano tutto più di parole e video. I Celtics, quando il compagno viene portato all’ospedale, si stringono in un abbraccio di gruppo per trovare le forze emotive di continuare.

Purtroppo per loro di forze efficaci contro LeBron James ce ne sono poche e il re ha trascinato di forza i suoi alla vittoria con 29 punti, 16 rimbalzi e 9 assists. L’ultimo capitolo del libro di questa partita è la possibilità, ironia della sorte, per Kyrie Irving di mandare la partita all’overtime, infatti separandosi da James, ha avuto la tripla fuori equilibrio per impattare, andando però molto corto.

Alla sirena c’è l’abbraccio sentito tra lui e l’ex compagno LeBron che non portano rancore e mettono in silenzio tutte le parole dette e insinuate in questo periodo. Discorso analogo per Kevin Love e tanti altri Cavs che lo hanno accolto come un amico e compagno di tante avventure. Ora i Celtics devono reinventarsi senza Hayward, mentre i Cavs guardano avanti con un solo obiettivo: tornare al grande ballo e farlo con credibili possibilità di vittoria. Tutto molto prematuro, perché ora i pensieri di tutti vanno a Hayward: Get well soon Gordon.

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