MotoGP, Valentino Rossi: "La Yamaha non va, lavoriamo già per il 2018"

Dopo l'ennesimo risultato negativo, il Dottore ha spiegato i motivi del pessimo rendimento delle M1 ufficiali: "La moto non è competitiva, colpa di telaio ed elettronica."

Valentino Rossi

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È arrivato il momento di guardare oltre. Dopo il GP di Motegi la lotta per il titolo si è trasformata in un testa a testa. Ormai è Marquez contro Dovizioso, saranno loro due a contendersi il mondiale 2017 della MotoGP. A quattro gare dal termine, sono 11 i punti che separano lo spagnolo e l'italiano in classifica. La vittoria di domenica del forlivese in sella alla sua Ducati ha riaperto il discorso campionato.

Fuori dalla lotta le due Yamaha. A Vinales servirebbe un miracolo per tornare in corsa: 41 punti sono davvero tanti da recuperare, soprattutto vedendo la crescita esponenziale della Honda nella seconda parte di stagione. Chi invece ha gettato definitivamente la spugna e Valentino Rossi. La caduta in giappone ha spento le residue speranze per il Dottore che, a dir la verità, si era sentito tagliato fuori già dopo l'incidente dello scorso 31 agosto:

A Motegi siamo proiettati verso il 2018 e una Yamaha più competitiva. Ho detto addio al mondiale prima di Misano, quando mi sono rotto tibia e perone. L'infortunio? Sento ancora un po' di dolore, quando cammino. Però sono caduto sul lato sinistro, è andata bene.

MotoGP, l'attacco di Valentino Rossi

Una Yamaha più competitiva. Questo l'augurio di Valentino Rossi per la prossima stagione: lo ha pensato e lo ha anche detto (più volte) durante l'anno. Mentre Honda e Ducati si sono rinforzate la casa di Iwata è rimasta un passo indietro, rendendo sempre più complicata la rincorsa alle prime posizioni della classifica:

I test invernali non mi avevano convinto, l'ho fatto presente subito. Però in primavera Viñales andava forte: i tempi migliori di tutti nei test, le vittorie nelle prime due gare. Ma io lo sapevo, qualcosa non andava. Abbiamo modificato il telaio e qualche miglioramento è arrivato. Ma insufficiente, perché nel frattempo Ducati e Honda hanno fatto passi da gigante. Oggi siamo un po' in difficoltà, inutile negarlo. Colpa soprattutto del telaio e dell'elettronica.

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Intanto però questo mondiale va assegnato. Potrebbe arrivare il sesto trionfo per Marquez (il quarto in MotoGP), oppure il secondo per Andrea Dovizioso che non è iridato dal 2004, quando 13 anni fa vinse il titolo in 125. Ma secondo Valentino Rossi anche il suo compagno di squadra, Maverick Vinales, potrebbe metterci lo zampino:

È un campionato ancora molto aperto, interessante. Marquez ora è favorito. Ma Dovizioso c'è. Maverick è competitivo, le prossime - sulla carta - sono corse favorevoli alla Yamaha. Io? Ci provo sempre. Soprattutto dal prossimo anno.

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