Milan, Calhanoglu: "Vorrei tornare a giocare più vicino alla porta"

Il suo impatto con Milano non è stato positivo: appena arrivato gli sono stati rubati gli scatoloni del trasloco, poi i problemi in campo. Ma ora vuole il riscatto.

Hakan Calhanoglu sta cercando di inserirsi al Milan

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La stagione del Milan passa da lui. Se Hakan Calhanoglu dovesse tornare a essere quello a lungo ammirato a Leverkusen, potrebbe cambiare tutto. È uno dei trequartisti più forti in circolazione, ha un tiro preciso e potente che sfrutta molto su calcio da fermo, situazione di gioco fondamentale nel calcio moderno.

Deve però trovare la giusta serenità. Perché è un ragazzo emotivo Calhanoglu, e quindi lasciare la Germania (dove vivono tantissimi turchi) non era facile. Non lo è stato anche perché il Milan non gli ha messo a disposizione un interprete e quindi ha avuto un po’ di problemi a inserirsi in fretta. Non capiva le indicazioni di Montella non parlando italiano e aveva rapporti solo con Montolivo e Rodriguez, che sanno benissimo il tedesco.

A tutto questo vanno aggiunti i problemi in campo. Squalificato per 4 mesi dalla Fifa, Calhanoglu aveva bisogno di tempo per ritrovare la forma ideale. Nel Milan di Montella poi gioca da interno di centrocampo, non esattamente il suo ruolo preferito. Ma una cosa è certa: il talento lo tirerà fuori da un momento delicato.

Milan, Calhanoglu racconta le difficoltà d’inserimento

L’impatto del fantasista turco con Milano non è stato affatto positivo, e questo non per problemi tattici, tutt’altro. A raccontarlo è lui stesso alla Bild:

Appena arrivato a Milano mi hanno rubato tutti gli scatoloni del trasloco che avevo lasciato in macchina. Non un momento facile, ma le cose facili le sanno affrontare tutti.

E a proposito di situazioni non facili: il Milan è in crisi di risultati. In questa stagione ha già perso con Lazio, Roma e Sampdoria. Non un momento facile.

In estate il club ha investito molto, di conseguenza le aspettative sono altissime. Giochiamo bene, ma non perfettamente come ci si aspetta da noi e come noi pretendiamo da noi stessi. Ci vuole un po’ di tempo.

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In estate Calhanoglu avrebbe potuto accettare un’offerta che gli era arrivata dalla Cina, ma ha preferito il Milan per ripartire, specie perché dopo la lunga squalifica aveva voglia di calcio di livello:

I mesi di stop sono stati molto duri per me. La mattina mi svegliavo, andavo al campo e mi sentivo inutile. Avevo problemi a dormire perché pensavo molto. Psicologicamente è stato difficile accettare la squalifica. Ma adesso è tutto superato. Schmidt, che ho avuto a Leverkusen, ora è in Cina. Mi ha chiamato, mi voleva, ma sapevamo entrambi che la trattativa non si sarebbe chiusa: per me è troppo presto per andare in Cina.

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Il Milan dovrebbe cambiare modulo per permettere a Calhanoglu di giocare nel suo ruolo preferito?

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Hakan si è però raccontato a tutto tondo con i giornalisti della Bild. Li ha portati in Piazza Duomo e a Milanello, mostrando loro una foto di Kakà, idolo del calciatore turco:

Mi piaceva perché giocava molto in profondità. Mi piace avere la responsabilità di guidare la partita: alzare o abbassare il ritmo in base al momento. Kakà giocava così. Ho visto molti suoi video su Youtube.

Se al momento non riesce a imitarne le gesta la colpa è anche del modulo scelto da Montella, che non lo esalta di certo:

In carriera ho spesso giocato col 4-2-3-1 come trequartista. Qui come posizione sono scivolato un po’ più dietro e mi sono allontanato dalla porta. Non gioco spesso la palla verso la porta, come invece vorrei fare. Indossare la 10 non è facile. Le persone si aspettano molto da me, sento gli occhi addosso.

La stagione del Milan passa da lui. Sicuri che non si voglia fare un po' di più per aiutarlo nell’inserimento?

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