I 10 calciatori più scaramantici della storia

Da Gattuso a Bobby Moore, passando per Cruijff e Lineker: anche i più grandi campioni avevano dei precisi rituali da seguire prima di scendere in campo.

Gennaro Gattuso, ex centrocampista del Milan

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Per diventare campioni affermati nel mondo del calcio servono lavoro, sacrificio, forza di volontà e, perché no, una buona dose di scaramanzia. Che va esercitata costantemente, magari seguendo precisi rituali. 

Come quello di Cristiano Ronaldo che è solito indossare prima lo scarpino destro e poi il sinistro. Gesti che diventano routine, parte integrante della personalità. 

Il fuoriclasse lusitano è solo uno dei tanti che segue un rituale prima, durante o dopo la partita. La lista dei calciatori più scaramantici della storia comprende alcune tra le stelle più luminose della storia di questo sport. 

I calciatori più scaramatici (e una squadra)

10. Paul Ince

L'ex, tra le altre, di Manchester United, Liverpool e Inter, era solito mettersi la maglia solamente dopo essere entrato in campo. Non solo, doveva essere in coda alla fila e uscire per ultimo dal tunnel degli spogliatoi. Un rituale un po' bizzarro che sembra però avergli portato una discreta fortuna, almeno per quanto riguarda il periodo con la maglia dei Red Devils visto che, tra i tanti trofei, ha vinto 2 Premier League, 1 Supercoppa Europea, 4 Charity Shields e 2 Coppe di Lega.

9. John Terry

L'ex capitano del Chelsea va inserito per forza di cose nella lista dei calciatori più scaramantici. Erano infatti ben quattro i riti che seguiva prima di ogni partita dei Blues, in casa o fuori che fosse (non sappiamo se all'Aston Villa siano ancora attuali). Per prima cosa ascoltava sempre lo stesso CD (Usher) e sedeva sempre nello stesso posto del bus che portava la squadra allo stadio. Negli spogliatoi poi si legava per tre volte una fascia adesiva attorno alle caviglie e, per concludere, doveva essere l'ultimo a fare la pipì. Non importava in quale bagno, l'importante era essere l'ultimo: se qualche compagno la stava facendo al posto suo, aspettava e poi entrava lui. 

John Terry, leggenda del Chelsea

8. Midlands Portland Cement

Nel 2008 questa squadra dello Zimbawe, militante in seconda divisione, si immerse nel fiume Zambezi, un corso d'acqua popolato da decine di coccodrilli. Dei 17 giocatori che il tecnico decise di far immergere per una sorta di bagno propiziatorio, soltanto 16 uscirono dall'acqua. Uno di loro, di cui ancora non si conosce l'identità, andò disperso: affogato oppure mangiato dai coccodrilli. Per ovvi motivi, il rito non venne più riproposto. 

7. David James

Ritenuto uno dei giocatori più superstiziosi in assoluto, uno dei rituali più strani che era solito ripetere era quello di sputare sui muri dei bagni degli spogliatoi pochi minuti prima di scendere in campo. Non chiedeteci perché. 

David James, ex portiere di Premier League

6. Laurent Blanc

Barthez era spesso "vittima" del rito propiziatorio di Laurent Blanc: il difensore francese, prima di ogni partita, era solito baciare la testa rasata del proprio compagno convinto che gli portasse fortuna. 

5. Bobby Moore

La leggenda del West Ham e capitano dell'Inghilterra Campione del Mondo nel 1966, secondo quanto raccontato dai suoi stessi compagni, si metteva i pantaloncini sempre per ultimo. E se vedeva che qualcuno li metteva dopo di lui, se li toglieva e se li rimetteva. Il più "vecchio" dei presenti ma degno di essere nella lista dei giocatori più scaramantici

4. Johan Cruijff 

La leggenda olandese, scomparso nel marzo del 2016, rispettava un rituale poco british. Una volta che le squadre si disponevano sul terreno di gioco, in attesa del calcio d'inizio, Cruijff dava uno schiaffo sullo stomaco del proprio portiere e sputava la gomma che stava masticando nella metà campo avversaria.

Johan Cruijff con la maglia dell'Ajax

3. Gary Lineker

Sul podio di questa speciale classifica c'è l'attaccante inglese, diventato icona del Tottenham e della nazionale. Nel prepartita, quando le squadre scendevano in campo per il classico riscaldamento, Lineker evitava di calciare in porta o di partecipare a esercizi che prevedevano tiri verso lo specchio. Il motivo? Credeva che segnando sprecasse "cartucce" che gli sarebbero servite durante la partita. Per capirci meglio: era convinto che per ogni partita la sorte gli riservasse un massimo di gol e non aveva quindi intenzione di realizzarli in un semplice allenamento. 

2. Neil Warnock

L'ex calciatore inglese, oggi allenatore, entra di diritto nel podio dei calciatori più scaramantici mai esistiti. Dopo ogni partita vinta, sulla strada che lo portava dallo stadio (o dal ritiro) fino a casa, si fermava ad ogni semaforo, anche se verde. Era consapevole che il suo comportamento andava a infrangere le regole del codice stradale, ma cercava qualsiasi escamotage per passarla liscia: dava la precedenza ai pedoni nonostante non avessero ancora raggiunto le strisce pedonali oppure occupava la corsia più trafficata. 

Lineker posa insieme ad alcuni trofei

1. Gennaro Gattuso

Capitano e simbolo del Milan, campione del Mondo con la nazionale e ispirazione per tanti giovani che sono cresciuti seguendo le sue gesta. Il suo rituale è limitato solamente al periodo del Mondiale vinto dall'Italia nel 2006, ma per la sua particolarità merita senza dubbio la prima posizione. Prima di ogni partita, Gattuso prendeva un libro di Fëdor Dostoevskij, si sedeva sul water degli spogliatoi e ne leggeva alcune pagine. Visto cosa accadde la sera di quel 9 luglio, c'è da credere che le pagine lette in quei rari momenti di privacy personale possano essere state d'ispirazione per i suoi discorsi motivazionali. 

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